DISTURBI ALIMENTARI


Rosetta : DEPRESSIONE e DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
35
la mia penso sia u n caso di depressione: L'anno scorso ero dimagrita 10 kg mangiavo e vom itavo sempre ho preso prozac ma con scarsi risultati.Ora sono sempre peren nemente infelice con niente piango sono scontenta di me stessa non m i sento compresa dai miei familiari sono apatica svogliata vorrei spesso a ddormentarmi e svegliarmi dopo mesi e mesi. non provo interesse nell'uscir e , vestirmi.niente mi stimola...
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Cara Rosetta, posso capire il tuo stato d'animo,ma pen so che tu debba iniziare a riflettere su cosa potresti fare per affron- tare la tua condizione. Ecco quello che potresti fare per cominciare: a) sottoporti ad un colloquio psicologico per centrare il problema ed eventual mente intraprendere una psicote- rapia per iniziare il cambiamento; b) s ottoporti a visita medica. Se ritieni,come mi e' sembrato di capire,di non c redere nei farmaci,la psicoterapia e' la strada piu'idonea per ottenere i risultati sperati,ma richiede una propensione al cambiamento e impegno a l avorare con se' stessi. Attendo ulteriori tuoi commenti per saperne di piu'( per esempio le diagnosi mediche che ti hanno fatto in passato o ulterior i terapie praticate,ect.) Un saluto e a risentirci.


Clelia : BULIMIA?
28
Sono da sempre ossessionata dal mio peso eccessivo, anche se mi ritengo in dieta continua fin dalla piu' tenera eta' , epoca in cui gia' mia madre mi sottoponeva a visite dietologiche presso i piu'svariati medici. Il fatto e'che non riesco a seguire una dieta dimagrante, per questo mi e' venuta l'idea che il mio problema potesse essere legato alla bulimia. Cosa mi consiglia? ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Per fare diagnosi di bulimia bisogna che siano presenti particolari comportamenti,tra cui la tendenza alle "abbuffate" seguite dal vomito auto-indotto,oltreche' dalla preoccupazione per il peso. Spesso alla bulimia si alterna l'anoressia (cioe' a periodi di abbuffate seguono periodi di dieta ferrea con calo ponderale). La cosa migliore da fare e' consultare uno psicoterapeuta per intraprendere un percorso di autoconoscenza e fare una diagnosi corretta,ed eventualmente un dietologo specialista per fare il punto sulla situazione pondero-fisica.


Francesca: INFORMAZIONI SULLA BULIMIA
40
Cosa si intende per bulimia?Come si comporta il paziente bulimico?Come bisogna comportarsi di fronte a questi problemi?
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Per bulimia s'intende un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall'ingestione di grosse quantita' di cibo in poco tempo,seguita da vomito auto-indotto. Spesso la bulimia e' frammista all'anoressia,nel senso che in uno stesso soggetto si possono alternare fasi bulimiche e fasi anoressiche. Il miglior modo di affrontare questo disturbo e' l'approccio psicoterapico cognitivo-comportamentale,che ha come primo obbiettivo la riduzione degli episodi di vomito (dannosi per l'organismo) e la seguente ristrutturazione cognitiva che dovrebbe ridurre la compulsione al cibo e spezzare il circolo vizioso: ansia-ingestione di cibo-senso di colpa-vomito. Solo dopo che e' iniziato l'intervento psicoterapico si puo' associare in qualche caso (soggetti con depressione concomitante) una terapia farmacologica specifica. Il disturbo colpisce piu' le giovani donne e si pensa che alla base ci possa essere una ridotta produzione nel cervello delle femmine della serotonina,un neurotrasmettitore che migliora la risposta allo stress e l'umore depresso.


Ron : COSA FARE SE SI VOMITA PER DIMAGRIRE?
40
Che consiglio posso dare: la mia vicina di casa anch'essa circa quarantenne con una figlia di 19 anni ed un figlio di 4 anni, si confida spesso con mia moglie e spesso chiede consigli. Ieri ha detto a mia moglie di aver scoperto che la figlia di 19 anni dopo pranzo vomita. Non sappiamo da quanto tempo e quante volte questo succede,ma sicuramente non e' la prima volta. La vicina anche in questo caso non sapendo come affrontare il problema ha chiesto un consiglio a mia moglie ,la quale non sapendo che dire ha chiesto a sua volta a me cosa consigliare. L'unica cosa che sono riuscito a suggerie , visto che la ragazza sicuramente vomita per voler dimagrire,di portare la figlia dal dietologo e cercare di ottenere lo stesso risultato che la figlia sta cercando con una dieta controllata e non dannosa.Tuttavia non so se esistono altre cause oltre la voglia di dimagrire che portano una persona a vomitare dopo un pasto. Se la causa e' diversa il mio consiglio e'completamente errato . Tuttavia non conosco la frequenza degli episodi di vomito e puo' darsi che si tratti solo di una patologia di breve durata ,considero in ogni caso la cosa molto grave e vorrei aiutare di piu' i vicini. Cosa posso fare?
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Il miglior consiglio che si puo' dare e' convincere il soggetto a contattare uno psicoterapeuta per affrontare e risolvere il problema. La condizione in cui piu' frequentemente si verifica questo comportamento e' l'anoressia-bulimia. Per affrontare il problema e' necessario fare una diagnosi psicopatologica precisa. Consultare il dietologo come primo intervento potrebbe essere dannoso e improduttivo. In bocca al lupo!


Luther : DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE E RIFIUTO DI CURE
25
Da pochi giorni, ho conosciuto una ragazza diciottenne a cui mi sono subito affezionato. Ho notato in questa ragazza delle ottime qualita' di socievolezza e voglia di vivere. La ragazza mi ha confidato i suoi problemi, tipici della sua eta', quali i problemi in famiglia, con il fidanzato 18enne anche lui, la sua gelosia e le sue insicurezze. Mi ha anche confidato di avere un fratello con problemi celebrali dovuti al parto, e di soffrirci molto per lo stato di questo fratello. Tra le varie confidenze me ne ha fatta una di cui sono rimasto allibito. Ossessionata dalla sua forma fisica e non solo ma anche da una voglia di distruggersi per i problemi che aveva 2 anni addietro, ha cominciato a vomitare il cibo, la cosa venuta da lei e non automaticamente, la cosa e' durata per tempo e tutti i giorni. Ora ancora spesso soffre di questo disturbo, ma il vomito gli viene spontaneo dopo aver mangiato un po troppo. Vi chiedo la ragazza soffre di bulimia? Come posso convincerla ad andare da uno psicologo? La mia amicizia e le mie leggere conoscenze del problema possono aiutarla? Puo' essere sufficente all'inizio indirizzarla verso una mia cugina appena laureata in psicologia? Grazie mille. ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Non posso assolutamente farle una diagnosi. E' indubbio che il problema si pone. Purtroppo bisogna che il soggetto abbia una "coscienza di malattia" per sperare di aiutarsi. Quello che fa Lei e' gia' tanto, ma insistere non serve. Sostegno e affetto. Sperando che la ragazza esca dal tunnel che la rende cieca. Provi comunque a consigliarle (dopo essere entrato in sintonia profonda con lei) a contattare la psicologa, solo almeno per un colloquio. Sarebbe gia' tanto. Cordialmente.


cirna : COME SI DIVENTA ANORESSICHE?
20 anni
18 aprile 1998
Vorrei sapere come si inizia a diventare anoressiche. Quali malattie si rischiano. Puo'consigliarmi un buon lassativo grazie mille!!!! --------------------------------------------------------------------------------------------- L'anoressia e' un disturbo del comportamento alimentare che riguarda nell'80% dei casi soggetti di sesso femminile. Compare prevalentemente nell'adolescenza, verso i 12-13 anni, ma puo' fare la sua comparsa anche verso i 18-20 anni e anche piu'. L'aspetto piu' tipico dell'anoressia e' rappresentato dall'alterazione dell'immagine del se' e del proprio corpo, unito a una grande paura di aumentare di peso. Da cio' deriva l'aspetto comportamentale disfunzionale piu' eclatante: diete rigidissime accompagnate da vomito auto-indotto e uso di lassativi o diuretici nel tentativo di non prendere peso. Negli ultimi tempi si e' d'accordo nel ritenere che esista uno "spettro" dei disturbi del comportamento alimentare, per il quale nello stesso soggetto possono coesistere aspetti anoressici e bulimici insieme (diete rigidissime e abbuffate compulsive alternate). Non le consigliero' un buon lassativo. Ma rifletta: cosa le fa pensare che il lassativo possa rappresentare una soluzione al problema che l'attanaglia? Rifletta. L'anoressia puo' in certi casi (per fortuna rari, ma possibili) condurre a inanizione e a morte. In tutti i casi le complicanze piu' gravi sono: esofagiti, ulcerazioni delle corde vocali, stomatiti, corrosione dello smalto dei denti, alterazioni idro-elettrolitiche, gravi scompensi ormonali e metabolici, catabolismo eccessivo fino al deperimento psico-organico (che richiede il ricovero anche coatto). Ci pensi prima di continuare a purgarsi. Consulti senza impegno uno psicoterapeuta o uno psichiatra. Guarire si puo'! Auguri!


Senza nome: VOMITO AUTO-INDOTTO
anni:18
10 maggio 1998
In cosa consiste il vomito auto-indotto? -----------------------------------------------------------------------------------------
Consiste nel procurarsi volontariamente il vomito con mezzi meccanici (per es.: mettersi due dita in gola). E' tipico dei disturbi del comportamento alimentare (spettro anoressico-bulimico). Se Lei ha questo problema, non si scoraggi: oggi l'anoressia e la bulimia possono essere curate con ottimi risultati. Ricordi che il vomito auto-indotto provoca serie complicazioni organiche con l'andar del tempo: esofagiti, ulcere alle corde vocali, lesioni alla dentina dei denti con parodontiasi gravi, squilibri elettrolitici. Consulti un medico o uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Non se ne pentira'. A presto. Si faccia vivo/a per altre informazioni.


annalisa : BULIMIA: COSA FARE?
33 anni
14 maggio 1998
Sono bulimica, frigida da sempre e da 7 anni vado da una psicoanalista. continuo ad ingrassare, ho una rabbia depressa enorme e non ce la faccio piu'. Ho un passato di anfetamine, anti-fame, antidepressivi, valium ecc. visto che la terapia e' "emozionale", dovrei resistere e crescere emotivamente, come dice la mia dottoressa, ma io non so piu' come fare. ----------------------------------------------------------------------------------------------- Purtroppo tutti gli approcci psicoterapeutici non garantiscono il massimo dei risultati. L'importante e' ridurre i problemi e le sofferenze. Se il disturbo del comportamento alimentare si e' ridimensionato in termini di "abbuffate", vomito auto-indotto e assunzione di farmaci, le resta la ristrutturazione di quelle aree della personalita' che l'hanno sempre fatta soffrire. Se invece la componente bulimica e' ancora presente, consiglio un approccio cognitivo-comportamentale con l'aiuto di un terapeuta addestrato specificamente in disturbi dello spettro anoressico-bulimico. Esistono, a supporto dei pazienti bulimici, anche metodi di auto-aiuto e approcci di gruppo. Queste mi sembrano strategie concrete e applicabili facilmente, ma sempre che esista la volonta' del soggetto al cambiamento. Contatti un terapeuta diverso oppure continui la sua analisi con fiducia. A Lei le riflessioni. Cordialmente.


Elena : BULIMIA
27 anni
25 giugno 1998
Ho un brutto rapporto con il cibo. Soffro di una forma liece di bulimia e benche' non obesa, sono sovvrapeso. Peso 67 chili (per 1m67). Alterno tra diete (che falliscono sempre dopo un paio di giorni) e grande abbuffate. non magio in modo eccessivo, ma mango male e cose ingrassanti (dolci, salame, noccioline,etc...). Vorrei risolvere il problema, che suppongo sia di ordine psicologico, ma non volgio fare una terapia, per evitare di tirare fuori altri problemi con i quali convivo abbastanza bene. Vorrei sapere se c'e un modo particolare con il quale affrontare questo probelma, o se ci sono libri o testi che mi possano aiutare a caprirlo meglio. So che questo e' un problema che tocca molte donne. Grazie, Elena. ----------------------------------------------------------------------------------------
Cara Elena, capisco il suo stato d'animo. Immagino che lei soffra per questo disturbo, e il fatto stesso che mi scrive le permette di chiedere un aiuto. Chieder un aiuto e' un fatto di per se' molto positivo per riuscire a ridurre la sofferenza personale. Pero' poi bisogna agire e mettersi in discussione, per cambiare in meglio. Le consiglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale mirata al problema della bulimia. Se non vuole fare psicoterapia puo' sempre leggere "Come vincere le abbuffate" di Christopher Fairburn, Positive Press edizioni, nel quale potra' avere tutte le informazioni sulla bulimia e sulle "abbuffate compulsive", e inoltre potra' seguire un programma di auto-aiuto molto efficace per ridurre le abbuffate senza seguire alcuna dieta. Ricordi che fare la dieta e' uno dei motivi che cronicizzano il problema bulimico. Rifletta. Auguri!


Maria Luisa : BULIMIA NERVOSA
28 anni
19 settembre 1998
I sintomi sono quelli di depresione, ansia,apatia nervosismo,stanchezza della vita. Sono apatica, svogliata, spesso non provo interesse nella cura del mio corpo e vorrei starmene chiusa in casa, magari a letto a dormire ed aspettare che passi la giornata; a questo si associano comportamenti tra cui la tendenza ad "abbuffate" seguite dal vomito auto-indotto, e l'ossessione che tutte le altre ragazze siano piu' magre e la fobia che il mio ragazzo possa lasciarmi. Ho avuto un'infanzia difficile; ero definita dalle "amiche" il "brutto anatroccolo". Sono stata in cura presso una psicologa per due anni, ma credo che sia stato sbagliato l'approccio al mio problema; da qualche mese, con l'aiuto del mio ragazzo, mi sono informata tramite riviste specializzate sui disturbi alimentari ed ho capito che si tratta di bulimia nervosa. Sono venuta a conoscenza dell'A.B.A. La sede piu' vicina alla mia citta' e' (...omissis localita'), pertanto avrei grossi problemi a dovermi spostare settimanalmente (anche 4 volte la settimana!). Quello che Le chiedo, egregio dottore, e se esiste qualche specialista (o ente) nelle vicinanze di (...omissis localita') che possa risolvere il mio problema, tenedo presente che la mia situazione familiare non e' rosea: mio padre e' invalido, mia madre lavora come inserviente in una clinica ed io sono disoccupata. Ringraziandola anticipatamente attendo una sua sollecita risposta. --------------------------------------------------------------------------------------- Mi impegnero' a farle avere delle informazioni in merito. Le inviero' un messaggio tramite la mia rubrica nei prossimi giorni. Cordiali saluti.


Maria Luisa: RICHIESTA INFO SU TERAPEUTA PER BULIMIA NERVOSA 28 anni
24 settembre 1998
Bulimia Nervosa; I sintomi sono quelli di depresione, ansia,apatia nervosismo,stanchezza della vita. Sono apatica, svogliata, spesso non provo interesse nella cura del mio corpo e vorrei starmene chiusa in casa, magari a letto a dormire ed aspettare che passi la giornata; a questo si associano comportamenti tra cui la tendenza ad "abbuffate" seguite dal vomito auto-indotto, e l'ossessione che tutte le altre ragazze siano pi magre e la fobia che il mio ragazzo possa lasciarmi....Quello che Le chiedo, egregio dottore, e se esiste qualche specialista (o ente) nelle vicinanze di (omissis localita') che possa risolvere il mio problema, tenedo presente che la mia situazione familiare non e' rosea: mio padre e' invalido, mia madre lavora come inserviente in una clinica ed io sono disoccupata. Ringraziandola anticipatamente attendo una sua sollecita risposta. ---------------------------------------------------------------------------
Contatti la Dott. ssa ROSA MILASI, psichiatra e psicoterapeuta. e-mail: smarra@pelagus.it, tel. 0965-682042. In bocca al lupo!


cirna : COME SI DIVENTA ANORESSICHE? 18 aprile 1998

vorrei sapere come si inizia a diventare anoressiche. Quali malattie si rischiano. Puo'consigliarmi un buon lassativo grazie mille!!!! --------------------------------------------------------------------------------------------- L'anoressia e' un disturbo del comportamento alimentare che riguarda nell'80% dei casi soggetti di sesso femminile. Compare prevalentemente nell'adolescenza, verso i 12-13 anni, ma puo' fare la sua comparsa anche verso i 18-20 anni e anche piu'. L'aspetto piu' tipico dell'anoressia e' rappresentato dall'alterazione dell'immagine del se' e del proprio corpo, unito a una grande paura di aumentare di peso. Da cio' deriva l'aspetto comportamentale disfunzionale piu' eclatante: diete rigidissime accompagnate da vomito auto-indotto e uso di lassativi o diuretici nel tentativo di non prendere peso. Negli ultimi tempi si e' d'accordo nel ritenere che esista uno "spettro" dei disturbi del comportamento alimentare, per il quale nello stesso soggetto possono coesistere aspetti anoressici e bulimici insieme (diete rigidissime e abbuffate compulsive alternate). Non le consigliero' un buon lassativo. Ma rifletta: cosa le fa pensare che il lassativo possa rappresentare una soluzione al problema che l'attanaglia? Rifletta. L'anoressia puo' in certi casi (per fortuna rari, ma possibili) condurre a inanizione e a morte. In tutti i casi le complicanze piu' gravi sono: esofagiti, ulcerazioni delle corde vocali, stomatiti, corrosione dello smalto dei denti, alterazioni idro-elettrolitiche, gravi scompensi ormonali e metabolici, catabolismo eccessivo fino al deperimento psico-organico (che richiede il ricovero anche coatto). Ci pensi prima di continuare a purgarsi. Consulti senza impegno uno psicoterapeuta o uno psichiatra. Guarire si puo'! Auguri!


Senza nome: VOMITO AUTO-INDOTTO anni:? 10 maggio 1998 In cosa consiste il vomito auto-indotto? -----------------------------------------------------------------------------------------
Consiste nel procurarsi volontariamente il vomito con mezzi meccanici (per es.: mettersi due dita in gola). E' tipico dei disturbi del comportamento alimentare (spettro anoressico-bulimico). Se Lei ha questo problema, non si scoraggi: oggi l'anoressia e la bulimia possono essere curate con ottimi risultati. Ricordi che il vomito auto-indotto provoca serie complicazioni organiche con l'andar del tempo: esofagiti, ulcere alle corde vocali, lesioni alla dentina dei denti con parodontiasi gravi, squilibri elettrolitici. Consulti un medico o uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Non se ne pentira'. A presto. Si faccia vivo/a per altre informazioni.


annalisa : BULIMIA: COSA FARE? 33 anni 14 maggio 1998 sono bulimica, frigida da sempre e da 7 anni vado da una psicoanalista. continuo ad ingrassare, ho una rabbia depressa enorme e non ce la faccio piu'. Ho un passato di anfetamine, anti-fame, antidepressivi, valium ecc. visto che la terapia e' "emozionale", dovrei resistere e crescere emotivamente, come dice la mia dott. ma io non so pi come fare. ----------------------------------------------------------------------------------------------- Purtroppo tutti gli approcci psicoterapeutici non garantiscono il massimo dei risultati. L'importante e' ridurre i problemi e le sofferenze. Se il disturbo del comportamento alimentare si e' ridimensionato in termini di "abbuffate", vomito auto-indotto e assunzione di farmaci, le resta la ristrutturazione di quelle aree della personalita' che l'hanno sempre fatta soffrire. Se invece la componente bulimica e' ancora presente, consiglio un approccio cognitivo-comportamentale con l'aiuto di un terapeuta addestrato specificamente in disturbi dello spettro anoressico-bulimico. Esistono, a supporto dei pazienti bulimici, anche metodi di auto-aiuto e approcci di gruppo. Queste mi sembrano strategie concrete e applicabili facilmente, ma sempre che esista la volonta' del soggetto al cambiamento. Contatti un terapeuta diverso oppure continui la sua analisi con fiducia. A Lei le riflessioni. Cordialmente.


Elena : BULIMIA 27 anni 25 giugno 1998 Ho un brutto rapporto con il cibo. Soffro di una forma liece di bulimia e benche' non obesa, sono sovvrapeso. Peso 67 chili (per 1m67). Alterno tra diete (che falliscono sempre dopo un paio di giorni) e grande abbuffate. non magio in modo eccessivo, ma mango male e cose ingrassanti (dolci, salame, noccioline,etc...). Vorrei risolvere il problema, che suppongo sia di ordine psicologico, ma non volgio fare una terapia, per evitare di tirare fuori altri problemi con i quali convivo abbastanza bene. Vorrei sapere se c'e un modo particolare con il quale affrontare questo probelma, o se ci sono libri o testi che mi possano aiutare a caprirlo meglio. So che questo e' un problema che tocca molte donne. Grazie, Elena. ---------------------------------------------------------------------------------------- Cara Elena, capisco il suo stato d'animo. Immagino che lei soffra per questo disturbo, e il fatto stesso che mi scrive le permette di chiedere un aiuto. Chieder un aiuto e' un fatto di per se' molto positivo per riuscire a ridurre la sofferenza personale. Pero' poi bisogna agire e mettersi in discussione, per cambiare in meglio. Le consiglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale mirata al problema della bulimia. Se non vuole fare psicoterapia puo' sempre leggere "Come vincere le abbuffate" di Christopher Fairburn, Positive Press edizioni, nel quale potra' avere tutte le informazioni sulla bulimia e sulle "abbuffate compulsive", e inoltre potra' seguire un programma di auto-aiuto molto efficace per ridurre le abbuffate senza seguire alcuna dieta. Ricordi che fare la dieta e' uno dei motivi che cronicizzano il problema bulimico. Rifletta. Auguri!


Roberta : EFFETTI COLLATERALI DELLA PIVAGABINA 28 anni 30 giugno 1998 Soffro di crisi depressive da 5 anni. Per molto tempo ho avuto crisi anoressico-bulimiche accompagnate da fortissimi dolori alla schiena e dismenorrea. Adesso la situazione e' particolarmente critica: ho forti dolori alla schiena ed ho perso molto peso. Il mio psichiatra mi ha consigliato di assumere la "pivagabina" al posto della "fluoxetina". Vorrei sapere qualcosa sugli effetti collaterali della "pivagabina". La ringrazio. ---------------------------------------------------------------------------------------- Non e' un farmaco che uso molto personalmente, per cui non ho avuto modo di identificare i suoi effetti collaterali. Pero' sostanzialmente risulta ben tollerato nella maggior parte dei pazienti, anche se la sua efficacia clinica rispetto agli SSRI e' ancora da dimostrare. Un saluto cordiale


Maria Luisa : BULIMIA NERVOSA 28 anni 19 settembre 1998 I sintomi sono quelli di depresione, ansia,apatia nervosismo,stanchezza della vita. Sono apatica, svogliata, spesso non provo interesse nella cura del mio corpo e vorrei starmene chiusa in casa, magari a letto a dormire ed aspettare che passi la giornata; a questo si associano comportamenti tra cui la tendenza ad "abbuffate" seguite dal vomito auto-indotto, e l'ossessione che tutte le altre ragazze siano piu' magre e la fobia che il mio ragazzo possa lasciarmi. Ho avuto un'infanzia difficile; ero definita dalle "amiche" il "brutto anatroccolo". Sono stata in cura presso una psicologa per due anni, ma credo che sia stato sbagliato l'approccio al mio problema; da qualche mese, con l'aiuto del mio ragazzo, mi sono informata tramite riviste specializzate sui disturbi alimentari ed ho capito che si tratta di bulimia nervosa. Sono venuta a conoscenza dell'A.B.A. La sede piu' vicina alla mia citta' e' (...omissis localita'), pertanto avrei grossi problemi a dovermi spostare settimanalmente (anche 4 volte la settimana!). Quello che Le chiedo, egregio dottore, e se esiste qualche specialista (o ente) nelle vicinanze di (...omissis localita') che possa risolvere il mio problema, tenedo presente che la mia situazione familiare non e' rosea: mio padre e' invalido, mia madre lavora come inserviente in una clinica ed io sono disoccupata. Ringraziandola anticipatamente attendo una sua sollecita risposta. --------------------------------------------------------------------------------------- Mi impegnero' a farle avere delle informazioni in merito. Le inviero' un messaggio tramite la mia rubrica nei prossimi giorni. Cordiali saluti.


Maria Luisa: RICHIESTA INFO SU TERAPEUTA PER BULIMIA NERVOSA 28 anni 24 settembre 1998 Bulimia Nervosa; I sintomi sono quelli di depresione, ansia,apatia nervosismo,stanchezza della vita. Sono apatica, svogliata, spesso non provo interesse nella cura del mio corpo e vorrei starmene chiusa in casa, magari a letto a dormire ed aspettare che passi la giornata; a questo si associano comportamenti tra cui la tendenza ad "abbuffate" seguite dal vomito auto-indotto, e l'ossessione che tutte le altre ragazze siano pi magre e la fobia che il mio ragazzo possa lasciarmi....Quello che Le chiedo, egregio dottore, e se esiste qualche specialista (o ente) nelle vicinanze di (omissis localita') che possa risolvere il mio problema, tenedo presente che la mia situazione familiare non e' rosea: mio padre e' invalido, mia madre lavora come inserviente in una clinica ed io sono disoccupata. Ringraziandola anticipatamente attendo una sua sollecita risposta. --------------------------------------------------------------------------- Contatti la Dott. ssa ROSA MILASI, psichiatra e psicoterapeuta. e-mail: smarra@pelagus.it, tel. 0965-682042. In bocca al lupo!


LUSITANIA * CRISI BULIMICHE: COSA FARE? 37 anni 30 settembre 1998 SONO ANORESSICA CON CRISI BULIMICHE (7 VOLTE AL GIORNO) SEGUITI DA VOMITO AUTOINDOTTO. PER SETTE ANNI HO SEGUTO UNA PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE. L'UNICO EFFETTO POSITIVO CHE HO AVUTO DA QUESTI ANNI E' STATO LA SCOMPARSA DEGLI ATTACCHI DI PANICO DI CUI SOFFRIVO PRECEDENTEMENTE. HO INIZIATO AD ESSERE ANORESSICA DALL'ETA' DI 14 ANNI; HA 19 HO COMINCIATO A TROVARE NELLE ABBUFFATE E NEL VOMITO UNA FORMA DI COMPENSAZIONE. MA FINO A QUANDO? SONO SPOSATA DA 7 ANNI, MA MIO MARITO HA SEMPRE AVUTO UN'APPROCCIO ASSOLUTAMENTO STACCATO PER IL MIO PROBLEMA: IL PROBLEMA E' MIO E LUI, PIU' CHE SOFFRIRNE, NON PUO' FARE NULLA (RIFIUTO' ANCHE DI VENIRE DALL'ANALISTA CON ME). SONO DISPERATA, CHE COSA POSSO FARE ANCORA? HO PROVATO ANCHE GLI PSICOFARMACI: TUTTI PALLIATIVI!. LA PREGO DI DARMI UN CONSIGLIO, PERCHE' A VOLTE PENSO VERAMENTE DI FARLA FINITA . ----------------------------------------------------------------------------- Posso capirla. In questo momento, pero', Lei ha ancora la forza di reagire e di cambiare, per cui certamente accogliera' alcune considerazioni sulla sua malattia. Oggi si considerano l'anoressia e la bulimia appartenenti ad un unico spettro sindromico (Disturbo del Comportamento Alimentare (o D.C.A.), per cui non ha piu' senso la loro distinzione assoluta. Una persona puo', quindi, sperimentare fasi anoressiche e fasi bulimiche in qualunque periodo della sua esistenza (sindrome dello "yo-yo"). Esistono per questi diversi approcci terapeutici specifici e centrati sul disturbo del comportamento alimentare. Da un lato l'approccio cognitivo-comportamentale, dall'altro l'approccio relazionale (individuale o di coppia, ma anche della famiglia intera). Esistono poi vari programmi di auto-aiuto che possono favorire il cambiamento e l'abbandono di comportamenti alimentari disfunzionali. Le segnalo il libro "Come vincere le abbuffate" di Christopher Fairburn (Positive Press edizioni) che contiene un programma di auto-aiuto per coloro che si abbuffano. Si potra' fare un'idea di come affrontare il problema e cercare di risolverlo. E' ovvio che l'auto-aiuto non basta in tutti i casi; se e' necessario bisogna affidarsi alle cure di un terapeuta specializzato nella cura dei D.C.A. Cordiali saluti.


alessandro : ANSIA ED IPERIDROSI PALMARE 38 anni 27 novembre1998 ho un problema di iperidrosi palmare dall' infanzia,non ho particolari problemi di natura familiare,affettiva o lavorativa, sono emotivo e ansioso e insicuro in particolari situazioni, anche se probabilmente l'insicurezza potrebbe essere collegata alla sudorazione. Vorrei sapere i rimedi piu' efficaci (escluso l'intervento chirurgico) per risolvere tale problema e possibilmente i nominativi di qualche specialista a cui rivolgermi nella mia citta' "Sassari". Vi ringrazio fin d'ora e vi saluto cordialmente. ----------------------------------------------------------------------------- Sicuramente un intervento psicoterapeutico potrebbe giovare al suo caso, e cio' lo deduco dal ruolo che l'emotivita' e l'ansieta' ha per lei a proposito del suo disturbo. L'iperidrosi palmare e' frequente in molti soggetti ansiosi, e come per le palpitazioni e le vertigini, esso rappresenta un segno di attivazione "simpatica" di natura neurovegetativa. In questi casi una psicoterapia individuale associata al training autogeno o altre forme di rilassamento potrebbero essere utili, anche se alcuni farmaci (calcioantagonisti) potrebbero ridurre il sintomo, ma sempre associati alla psicoterapia. Non conosco nessun collega sardo della zona di Sassari, ma inviero' nelle liste specialistiche il suo appello alla ricerca di qualche collega disposto ad aiutarla. In bocca al lupo!


Anna : DIETA E SCARSA ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO 32 anni 30 novembre 1998 Gent.mo Dottore mi rivolgo a lei in quanto ritengo che il mio problema sia di natura mentale. In sintesi, e' da piu' di 13 anni che non riesco a calare di peso, non sono capace di seguire uno schema alimentare corretto, o meglio riesco a seguire una dieta per un mese al massimo e poi la interrompo. Pratico Sport e svolgo un'attivita' lavorativa sedentaria. Mi piace molto mangiare e, essendo spesso fuori a cena, mi ritrovo a mangiare piu' del dovuto. Sono in sovrappeso di 20 kg, non mi piaccio cosi' e vorrei davvero riuscire a dimagrire. Il mio fidanzato non mi aiuta piu' di tanto, anche perche' giustamente lui sostiene che sono io che devo entrare con la mente nell'idea di mettermi in regola. Ho provato diete a non finire, sono persino andata da un Medico dietologo specialista in Scienze dell'alimentazione... tutte cose che io gia' sapevo, il modo di mangiare, le quantita', ecc... Il problema, ripeto, e' che non riesco ad impegnarmi, a volermi piu' bene se cosi' si puo' dire. E so che di forza di volonta' ne ho. La mia situazione familiare e' quasi normale: i miei genitori sono separati,anche se vivono ancora insieme, entrambi mi vogliono bene e io ne voglio a loro. Con il mio fidanzato va tutto bene, e probabilemnte l'anno prossimo andremo a vivere insieme. Sono una ragazza tranquilla, impulsiva e abbastanza ottimista. Non so davvero spiegarmi di questa mia mancanza di amor proprio... se e' di questo che si tratta. Grazie per l'aiuto. Anna ----------------------------------------------------------------------------- Credo che Lei abbia centrato il problema fondamentale: la mancanza di "amor proprio" che collima con la scarsa accettazione di se' stessi. E' abbastanza frequente, specie nei soggetti di sesso femminile, identificare l'accettazione del proprio se con l'immagine del proprio corpo, come se questa fosse indispensabile per accettarsi. E' ovvio che non e' tanto come ci si vive il corpo l'aspetto centrale, ma come ci si vive dentro. Vari fattori (esperienze traumatiche, relazioni insoddisfacenti, modelli genitoriali fragili) possono contribuire a questa scarsa accettazione del proprio se', in termini di scarsa autostima e autosvalutazione. Il problema, quindi, non si risolve con le diete (a meno che non ci troviamo di fronte a casi di obesita' medio-grave o casi di anoressia-bulimia conclamata). Per alleviare la sofferenza bisogna iniziare un percorso di messa in discussione personale che deve tendere ad una maggiore accettazione di se' stessi, mediante una psicoterapia. Questa mettera' in evidenza ogni aspetto della propria personalita' alla ricerca di quelle aree nelle quali albergano eventuali conflitti, distorsioni cognitive, credenze irrazionali e conflitti emotivi. Rifletta su questa ipotesi di lavoro e cerchi un terapeuta al piu' presto se ritiene sia utile per risolvere il suo problema. Un saluto cordiale.


Chicca: ANORESSIA-BULIMIA E DEPRESSIONE 27 anni 16 dicembre 1998 Gentilissimo Dottore,vorrei un suo parere sulla mia situazione...Sono anoressica- bulimica,ho spesso stati di ansia e depressione(con pensieri quasi di suicidio),so che dovrei andare da uno psichiatra, ma mio marito dice che non ne ho bisogno. Cosa devo fare? Posso guarire? E quali sono le conseguenze fisiche del vomiting? ----------------------------------------------------------------------------- E' stabilito, da ricerche scientifiche controllate, che un episodio di depressione "maggiore" (cioe' di gravita' medio-alta) non trattato, puo' accentuare l'intensita' della stessa ed esporre il soggetto a un maggior rischio (in percentuale) di ricadute/ depressive, sempre piu' gravi. A questo si aggiunge, nel suo caso, un disturbo del comportamento alimentare che andrebbe analizzato a fondo, a causa delle conseguenze gravi che comporta. Tra le principali conseguenze del comportamento di "vomiting" (vomito auto-indotto) si annoverano: lesioni ulcerative dell'esofago, esofagiti gravi, squilibri elettrolitici con alterazioni della conduzione cardiaca, erosione dentaria grave, debilitazione con calo ponderale. Dico subito che il vomito auto-indotto non serve a perdere peso, ma fa perdere elettroliti. In generale solo una bassa percentuale di condizioni depressive (quelle reattive a situazioni di stress) guariscono spontaneamente e senza terapie; per le altre forme e' sempre necessario un approccio terapeutico (farmaco-psicoterapia). Cordialmente


Anna : CERCO TERAPEUTA 32 anni 23 dicembre 1998 Gent. Dottore, grazie per la risposta (DIETA E SCARSA ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO)alla mia richiesta d'aiuto. Sono fermamente decisa a farmi aiutare, ma non so a chi rivolgermi, dato che non conosco nessun psicoterapeuta. Credo sia importante scegliere un buon Dottore, dato che ci si mette letteralmente nelle sue mani; chiedo a Lei, quindi, se conosce qualcuno nella zona di Padova (localita' omissis) grazie. Anna -------------------------------------------------------- Girero' la sua richiesta ai Colleghi della tua zona. Inviero' un messaggio quando ne avro' trovato uno disponibile. BUON NATALE!



cinzia: DEPRESSIONE, BULIMIA E SCELTA PSICOTERAPEUTICA
23 anni 25 marzo 1999
Gentilissimo dottore, vorrei innanzitutto ringraziarla per questo preziosissimo spazio e per la professionalita' che in esso mette a disposizione. Vorrei poi chiederle un parere: da circa tre anni soffro di periodiche crisi depressive, forse non tanto gravi da compromettere eccessivamente la mia vita quotidiana, ma spesso associate ad episodi di bulimia. Questi ultimi, pero', non scaturiscono solo da situazioni ansiogene (di solito tensioni nei miei rapporti familiari o sociali in genere), ma cominciano a presentarsi sempre piu' frequentemente in occasione di momenti particolarmente favorevoli o comunque quando mi sento in vari modi accettata e valorizzata da chi mi sta accanto. Come se non fossi piu' capace di tollerare nessun tipo di stress, nemmeno quello "positivo". E' solo da poco che ho iniziato ad ammettere, prima di tutto a me stessa, questo problema e mi sono decisa ad affrontarlo: vorrei rivolgermi ad uno psicoterapeuta, ma sono molto confusa. Mi e'semrato di capire (mi corregga se sbaglio) che il tipo di approccio piu' frequequentemente usato in questi casi sia quello cognitivo-comportamentale; ho pero' come l'impressione che non sia la strada piu' adatta a me, al mio modo di essere e di sentire (mi sento piu' orientata verso un approccio di tipo analitico). Mi rendo conto che i miei potrebbero benissimo essere dei semplici pregiudizi privi di fondamento, da tipica studentessa alle prime armi, per questo mi rivolgo a lei, sperando in un'aiuto. Un'altro dilemma e'rappresentato dalla scelta del sesso; o forse anche questo e' un problema secondario e dovrei solo preoccuparmi di trovare il professionista con cui riuscire ad instaurare una vera "alleanza terapeutica"? ... Cordiali saluti, Cinzia.
-----------------------------------------------------------------------------
Ha toccato un argomento importantissimo della psicoterapia: l'alleanza terapeutica. Vale a dire la relazione positiva, efficace, fruttuosa che si instaura tra due persone, il terapeuta e il paziente. Ecco cosa fa funzionare una psicoterapia!!! A prescindere dall'orientamento. Ognuno di noi ha un modo suo di concepire il cambiamento: bisogna trovare quello giusto. Per cui e' giusto anche scegliersi il terapeuta maschio o femmina, il tipo di orientamento, ma cio' che conta e' la relazione terapeutica, la sostanza prima del cambiamento. Io parlo spesso dei vantaggi della terapia cognitivo-comportamentale (di cui seguo i principi), ma ogni orientamento puo' essere altrettanto efficace. Inizi il suo persorso di crescita interiore e di cambiamento, e poi si fara' un idea. Per strada decidera' e valutera' la via migliore da seguire. L'importante e' iniziare e mettersi in discussione, partendo dalla sofferenza che ci attanaglia. Senza la sofferenza non possiamo risalire. In bocca al lupo! Auguri per la vita!!!


giovanni : CERCASI TERAPEUTA COGNITIVO-COMPORTAMENTISTA PER D.C.A.
30 anni
18 aprile 1999
BULIMIA. Le chiedo cortesemente se pu indicarmi il nome di un terapeuta cognitivo-comportamentale, specializzato in disturbi del comportamento alimentare, presso la citta' di Ragusa o nelle vicinanze. La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.
-----------------------------------------------------------------------------
Girero' la sua richiesta ai Colleghi delle mailing-liste specializzate. Le faro' sapere qualcosa nei prossimi giorni. Grazie del contatto. A presto.


giovanni : RICHIESTA INFO SU FARMACI PER LA BULIMIA (secondo msg)
30 anni
18 aprile 1999
Sono il ragazzo di prima .Ho dimenticato di chiederle se la reboxetina , con la quale sono stato trattato ultimamente con esiti negativi e' efficace nei confronti del sintomo bulimico. Ci sono farmaci che EFFETTIVAMENTE sono in grado di influire sul sintomo bulimico? Le faccio presente che ho anche usato la fluoxetina (60 mg) con risultati alterni. Le chiedo scusa per il disturbo arrecato e la ringrazio anticipatamente.
-----------------------------------------------------------------------------
Nella strategia terapeutica della bulimia qualche risultato si ottiene con i farmaci SSRI, che aumentando la trasmissione serotoninergica, agiscono sui centri nervosi implicati nel comportamento alimentare disfunzionale bulimico (riducono il senso di fame e la compulsivita' legata all'ingestione del cibo). E' ovvio che il miglior trattamento e' associare questa strategia farmacologica (selezionando caso per caso) alla psicoterapia individuale, meglio a mio avviso se cognitivo-comportamentale (Fairburn, 1995-1996).
A presto e grazie del contatto.



giovanni : BULIMIA, CHIEDO AIUTO
30 anni
27 maggio 1999
oggetto: bulimia. Caro dottore, scusi se la disturbo nuovamente, ma ho bisogno di un sostegno terapeutico che non riesco a trovare. Se non riesce ad avere notizie su un terapeuta di area cognitiva, che opera nella citta' di ragusa o in provincia, puo' indicarmi qualche centro specializzato a cui rivolgermi? La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.
-----------------------------------------------------------------------------
Ecco alcuni recapiti di Associazioni che si occupano di disturbi del comportamento alimentare:
a) ADA (ASSOCIAZIONE DISTURBI ALIMENTARI): VERONA - 045-696739/8008328.
b) SIS.DCA (SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DEI DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE) : ROMA - 06/631031-632285.
Chieda se conoscono qualche terapeuta nelle vicinanze della sua citta'. A presto.


Mina : BULIMIA E DEPRESSIONE, COSA FARE?
26 anni
3 luglio 1999
Sono finita per caso su questo sito e ho deciso di raccontare la mia storia. Nonostante abbia
appena 26 anni ho alle spalle un'esistenza disastrosa, grazie soprattutto a un padre violento e
nevrotico e ad una madre completamente passiva. Ho sofferto per alcuni anni delle fobie piu'
strane, poi superate le fobie e' comparsa la bulimia, accompagnata da forti crisi depressive. Ho
fatto per alcuni mesi psicoterapia senza alcun risultato apprezzabile, ultimamente mi sono rivolta
ad uno psichiatra che mi ha prescritto la fluoxetina (che per ora sembra funzionare). Ho comunque
paura di non farcela, di dover vivere per sempre con questa malattia. Come si esce da questo
problema? Ora conduco una vita abbastanza serena e per questo non mi spiego il potrarsi della
depressione. Grazie per la vostra attenzione. Saluti Mina.
-----------------------------------------------------------------------------
Molto dipende dal grado di disagio e dai vissuti soggettivi. In generale i disturbi dell'umore
associati ai disturbi del comportamento alimentare sono frequenti e si giovano di un approccio
psicoterapico lungo, associato alla farmacoterapia (ottimi gli SSRI, tra cui la fluoxetina). Le
consiglio di non mollare la strategia psicoterapica, magari provando vari orientamenti e altri
terapeuti, alla ricerca di un maggiore equilibrio e miglior grado di consapevolezza del proprio
disagio esistenziale. La terapia farmacologica va proseguita almeno per 2 anni, poi ridotta
gradualmente o utilizzata a cicli periodici a dosi di mantenimento. Ci pensi su. Associa anche la
psicoterapia. Cordialita'.


Stanca : SOLITUDINE, DEPRESSIONE E DISTURBO DEL COMPORTAMENTO
ALIMENTARE
22 anni - 25 agosto 1999
Oggi mi si ripresenta un problema che in realta' ho gia' affrontato molte
volte: la solitudine. In passato ci sono state occasioni in cui era pressoche' totale; oggi non e' proprio
cosi', ma io la vivo come se lo fosse. Ho un fidanzato da 4 anni ed andiamo davvero d'accordissimo.
Ma in quanto ad
amici, non riesco proprio piu' a farmene. So che e' colpa mia, mio
padre mi ha sempre detto che ho un carattere impossibile e che e' normale
che la gente non voglia stare con me. Mi rimprovera spesso poi (come in
questi giorni) quando perdo qualche contatto o amicizia o litigo con
qualcuno: secondo lui la colpa e' sempre mia e io invece dovrei essere grata
alle persone che vogliono starmi vicino e sopportare di tutto (secondo lui
sono solo sciocchezze) pur di non rimanere sola. Ma io non posso circondarmi
di persone che si approfittano di me o lo fanno come se mi facessero un favore; piuttosto preferisco
rimanere da sola, pero' e' veramente penoso. E poi comunque non solo credo di allontanare io le
persone (perche' trasmetto loro la mia scarsa autostima), ma non riesco nemmeno piu' a farmi degli
amici, dei confidenti: io non so come si fa! Una volta era piu' semplice,al liceo; poi dall'ultimo anno
tutto e' finito: sono diventata anoressica, poi bulimica e ora (dopo 4 anni) ancora mangio per fame
nervosa o digiuno per giorni. Ho anche una caratterisica fisica che fa subito capire quanta poca
considerazione di me ho: ho le spalle spioventi (moltissimo in verita'). Come
posso a livello pratico risolvere i miei problemi? Ho scritto a lei perche'
mio padre non mi permetterebbe mai di andare da uno psicologo. Mi aiuti, la
prego. Tra l'altro ora vorrei far crescere i capelli, ma temo di doverli
ritagliare corti corti, perche' ho ricominciato a strattarmeli mentre me li
arriccio. Grazie di cuore.
-----------------------------------------------------------------------------
Il problema che lei pone e' complesso e difficilmente si puo' risolvere soltanto con un contatto via
e-mail. Se lei ha ancora un disturbo del comportamento alimentare ed e' motivata come sembra ad
affrontarlo HA TUTTO IL DIRITTO di farsi aiutare da un terapeuta. Con una psicoterapia
individuale potra' affrontare anche altre problematiche di personalita' e avere come obiettivo il
cambiamento. Ricordi inoltre che il digiuno e le diete frequenti e prolungate predispongono sempre
piu' all'abbuffata compulsiva o alla bulimia nervosa (circolo vizioso da evitare, dunque). Legga il libro
di Riccardo Dalle Grave "Alle mie pazienti dico...." Positive Press editore (34.000 lire), trovera'
molte informazioni e un auto-aiuto per superare i disturbi alimentari e problematiche connesse (tra cui
il senso di solitudine o la depressione). In gamba!


Minnie : FLUOXETINA E DISTURBO DEL COMPORTAMENTO
ALIMENTARE
eta'?
12 settembre 1999
CIAO, HO DEI DISTURBI ALIMENTARI DA CIRCA 5 ANNI E SU
CONSIGLIO DI UN'AMICA,
VORRERI TENTARE L'USO DI PSICOFARMACI COME IL PROZAC. SO
CHE GLI EFFETTI
SONO SOGGETTIVI, MA IN GENERALE QUALI SONO GLI EFFETTI
COLLATERALI.
-----------------------------------------------------------------------------
La fluoxetina puo' essere di una qualche utilita' soltanto nella BULIMIA e
nel Disturbo di Abbuffate compulsive, specie se associate a depressione, per
ridurre la compulsione verso il cibo e migliorare l'umore. Non e' stata
dimostrata invece l'efficacia nell'anoressia nervosa. Gli effetti collaterali degli
SSRI piu' frequenti (tra cui la fluoxetina) sono minimi e transitori nella
maggior parte dei casi: nausea, irritabilita', insonnia, tensione, raramente
tremore. In generale scompaiono dopo 2-3 giorni dall'inizio della terapia.
Vanno assunti a stomaco pieno. La prescrizione va' fatta dallo psichiatra di
fiducia e i migliori risultati si ottengono nell'ambito di un approccio
multidisciplinare: psicoterapia individuale (relazionale,
cognitivo-comportamentale in primis) associata alla farmacoterapia.
Maggiori informazioni al sito: http://www.positivepress.net/aida (Associazione
Italiana Disturbi Alimentari). A presto.


camilla : FARMACI PER LA DIETA, COME AGISCONO?
39 anni
21 settembre 1999
sto facendo una cura dimagrante con pasticche che contengono i seguenti
farmaci: fluoxetina, metorminae, teobromina. Vorrei sapere se a livello
cerebrale provocano danni e che cosa sono e come agiscono grazie.
-----------------------------------------------------------------------------
La fluoxetina e' un antidepressivo SSRI che riduce la compulsione verso il
cibo e quindi puo' essere utile in caso di comportamenti bulimici. Gli altri
due farmaci sono anoressizzanti, per cui riducono lo stimolo della fame. Non
provocano danni cerebrali, ma il loro uso puo' arrecare effetti collaterali se
assunti sconsideratamente. Consiglio un approccio psicoterapico individuale
per modificare il comportamento alimentare. Questi farmaci non si sono
rivelati capaci di dare buoni risultati nel lungo termine in casi di bulimia
nervosa. A presto.


Francesca : DIETA E OSSESSIONE DEL PESO
30 anni
9 ottobre 1999
Gentile dottore, ho un problema che da parecchi anni mi assilla. Sono
stata sempre abbastanza "paffutella" ed a partire dai 14 anni ho iniziato a
seguire delle diete, parecchie, con risultati non sempre buoni. A 30 anni
mi ritrovo con l'ossessione di essere "pesante", spesso dopo un periodo
invernale di "magra" dopo l'estate non riesco a rientrare nei miei vestiti... e
mi deprimo. Fra l'altro rinuncio facilmente al cibo, mi sono sottoposta spesso
a digiuni completi, senza peraltro ottenere risultati e spesso mi ritrovo a
masticare i cibi, specie i dolci, senza pero' deglutirli. Li sputo e via... Cosa
posso fare? Possibile che il blocco del mio peso derivi invece da una
fissazione mentale? Le chiedo aiuto e aspetto la sua risposta nell'elenco dal 7
settembre 99. La ringrazio anticipatamente per la risposta che mi dara'.
-----------------------------------------------------------------------------
Sicuramente vanno evitate le diete drastiche. Queste scatenano le abbuffate e
favoriscono il noto circolo vizioso: ansia---dieta---abbuffata---ansia---dieta.
Un modo per affrontare il problema a livello psicologico e' quello di farsi
aiutare da un terapeuta per i disturbi del comportamento alimentare. esistono
varie strategie per venirne fuori, soprattutto cognitive-comportamentali. In
gamba!



bimbomix: RAGAZZA BULIMICA, COME COMPORTARSI, COSA FARE?
19 anni
25 ottobre 1999
La mia ragazza e' bulimica, ovvero dopo aver mangiato aspetta 5 minuti e
poi
si provoca il vomito. Le motivazioni principali sarebbero (a sentire lei)
la pancia e il grasso (inesistenti), la non accettazione di se'stessa, e il
fatto che a volte sente questa sensazione di pieno che deve svuotare (anche
se ha mangiato poco). Dice inoltre che il cibo andrebbe a "peggiorare la sua
situazione". Non e'contenta della sua famiglia, in particolare del padre, e
si sente diversa dal fratello e dalla sorella. Si faceva dei taglietti con
le forbici sulle mani compiacendosi di "riuscire a farsi male da sola",
testuali parole. Si confronta con tutte le ragazze che vede, non uscendo
mai vincente da tale confronto, che la deprime ulteriormente. Si e'confidata
solo con me e con sua madre, oltre che con una sua amica bulimica.
Dimenticavo di dire come e' cominciato tutto: a 15 anni ha letto la storia
di una ragazza bulimica e si e'detta "ecco come posso fare per dimagrire!".
Ha smesso da una settimana, ovvero da quando ne abbiamo parlato, ma ho
paura che ricominci. Vorrei tanto sapere come devo comportarmi con lei,
quali sono i segnali per vedere se continua a vomitare a mia insaputa, se e'
grave e necessita l'intervento di uno psicologo. Grazie mille.
-----------------------------------------------------------------------------
Se la sua ragazza e' minorenne e vive in casa coi genitori, la cosa migliore e'
convincerla a farsi aiutare da uno psicoterapeuta specialista in disturbi
alimentari, e coinvolgere anche la sua famiglia nella presa di responsabilita'
circa la sua condizione di salute. Spesso chi vomita non presenta segni
evidenziabili ad un osservatore esterno, per cui e' assai difficile stabilirlo. Se il
vomito autoindotto e' assai frequente il soggetto puo' apparire deperito, puo'
presentare lesioni orali di erosione dei denti, puo' (ma non e' la regola)
dimagrire vistosamente, puo' lamentarsi di dolori allo stomaco o bruciori
retrosternali. Questi sintomi impongono un intervetno medico, anche
mediante un ricovero in strutture specializzate per casi di bulimia-anoressia.
Da parte sua puo' starle vicino e convincerla a curarsi, stimolandola
continuamente a cambiare, facendole notare che mangiare e vomitare non
risolvono il problema. Puo' anche proporle di scrivermi se ha bisogno di
capire meglio cosa le succede e se vuole consigli sul come curarsi. L'aspetto.
A presto.


 
 

Michela : OSSESSIONE DEL CIBO, COSA FARE?
27 anni
15 novembre 1999
Vivo da anni ormai con l'ossessione del cibo; qualsiasi cosa mangio mi sento
ingrassare; alterno periodi in cui sono attenta alle regole a giornate di
"trasgresione" in cui mangio fino a farmi venire i crampi. Fisicamente non mi
piaccio, cambierei qualsiasi cosa di me; tutte le ragazze che conosco le trovo
splendide; io mi sento l'unica brutta. Ultimamente mi sento oltrettutto giu' di
morale in una maniera preoccupante; ci sono giorni in cui tutto mi sembra
spento, in cui gli altri mi sembra che mi stiano addosso e mi devo forzare per
uscire e parlare. Ma il problema piu' grosso rimane questo rapporto
disastroso con il cibo... Michela.
-----------------------------------------------------------------------------
La prima cosa da non fare e' la dieta! La dieta, specie se ce la imponiamo o se
e' restrittiva, predispone alle abbuffate, creando un circolo vizioso:
dieta---fame---abbuffata---dieta. Il problema principale resta la sua autostima
e l'immagine che ha di se' stessa. Un aiuto le puo' venire da diversi approcci:
affrontare correttamente la materia cibo, informandosi su tutto cio' che
probabilmente non sa (psicoeducazione); auto-aiuto guidato da un terapeuta;
psicoterapia cognitivo-comportamentale individuale o di gruppo.
Inizi a leggere il libro "Come vincere le abbuffate" di Fairburn, Positive Press
editore e "Alle mie pazienti dico..." di Riccardo Dalle Grave, Posotive Press
ed. Puo' richiederli al numero 045-8201220-502307 fax 045-8201037.
In questi volumi ci sono dei programmi di auto-aiuto che puo' seguire
inizialmente da sola seguendo le istruzioni; l'ideale e' l'auto-aiuto guidato. In
gamba!



ARMIDA : DISAGIO NEL SEGUIRE UNA DIETA
32 anni - 17 dicembre 1999
IL MIO PROBLEMA E' CHE NON RIESCO A SEGUIRE UNA DIETA,
ANCHE SE IL MIO PESO
E' DI KG.97. INCOMINCIO UNA DIETA PERO' ALL'IMPROVVISO LA
LASCIO PERDERE,
ANCHE SE HO DEI PICCOLISSIMI RISULTATI, HO L'IMPRESSIONE DI
AVERE DIFRONTE
UN MURO, CHE MI IMPEDISCA DI CONTINUARE. PERCHE' QUESTA
SENZAZIONE CHE MI
FA ABBANDONARE TUTTI I MIGLIORI PROPOSITI? GRAZIE.
-----------------------------------------------------------------------------
Innazitutto bisogna stabilire se e' necessario che Lei faccia una dieta in base
alla conformazione somatica e se questa dieta e' equilibrata, cioe' se 'e stata
prescritta da uno specialista dietologo. Spesso le diete falliscono perche' non
danno un apporto calorico minimo specifico per ogni individuo. Una delle
difficolta' che si incontrano nel seguire una dieta e' la ricaduta, cioe' il
soggetto e' predisposto ad avere delle abbuffate compensative per ridurre
l'ansia e i sintomi astinenziali. Per questo le diete non devono MAI essere
drastiche e mai decise dalla persona in base a convinzioni personali.
Identifichi quei pensieri che la disturbano e che causano il drop-out
(cessazione del programma dietetico). Ha mai pensato di essere aiutata anche
da un terapeuta cognitivo-comportamentale? Ha mai vomitato dopo aver
mangiato? Ci pensi.


Anonima: BULIMIA, COSA FARE?
21
le ho scritto anche ieri ... ho veramente bisogno d'aiuto, mi sento sola, so che
sono io che mi caccio in questa solitudine ma e' tipico o sbaglio ? In questi
giorni sono a casa da sola, dovrei studiare e potrei poi uscire divertirmi
invece, mangio schifezze in tempi molto concentrati (attacchi bulimici) non
studio o male sto in casa non chiamo nessuno se esco esco sola, ma non
cambia niente. Ieri tornavo a casa in macchina ...sono scoppiata a piangere
ed avrei voluto chiamare la mia ex per sentirmi ascoltata coccolata (senza
nessun altro fine) ma so che e' la persona da cui stare piu' alla larga e che
probabilemente vorrei solo avere la consapevolezza di poterla riavere, del
fatto che mi pensa. Anche oggi mi sono abbuffata di marmellata, salame,
yogurt, etc ed ora a distanza di ore sto vomitando ... mi viene spontaneo ,
probabilmente non riesco a digerire perche' il mio corpo rifiuta quello che
ingerisco non riesco a comprarmi niente e all'idea dei ritmi che mi impone la
mia facolta' devo dire che mi spavento, perche' penso di non riuscire a
trovare il tempo da dedicare a me, che io sia sempre stata "particolare" non
ho dubbi ma che ora io stia veramente toccando il fondo ne sono altrettanto
certa. depressione ...pensiero di morte? Non lo farei per non far soffrire le
persone che mi stanno a fianco, non lo farei perche' avrei paura, ma non
sono buoni argomenti, un buon argomento sarebbe che non lo faccio perche'
sono felice di vivere e spesso lo sono, in taluni casi pero', e sono curiosa di
vedere come saro' tra 10 20 30 anni. Sono di (omissis,ndr) e lei una volta mi
aveva dato il nome del Dr. F.C. (ndr) non so se sarebbe meglio per me un
uomo o una donna ( tanto il transfert lo rischio con entrambi). mi spaventa
l'idea di dover raccontare tutta la mia vita a qualcuno come un confessore,
mettermi a nudo e pensare che idea potrebbe farsi di me! sara' che e' perche'
vari miei amici hanno i genitori che sono psicologi e psichiatri e cosi' vedo
queste figure come se fossero i miei genitori o il vicino di casa .. dimenticavo
che tra le varie manifestazioni fisiche ho anche una predisposizione a
contratture livello cervicale ( vanno avanti anche per mesi) vampate di calore
, divento terribilmente rossa con una frequenza altissima ed inoltre ho la
tendenza ad avere mal di testa ogni qual volta sono stanca od ho stress
emotivi e mi sveglio anche con il viso in
particolare gli occhi gonfi , mani invece molte volte ghiacciate grazie
la prego risponda presto
-----------------------------------------------------------------------------
Le va' di consultare un centro specializzato in disturbi del comportamento
alimentare? Li potra' scegliere il terapeuta liberamente e fare la terapia piu'
indicata. Le consiglio di riflettere sui rischi del suo comportamento (vomito).
Capisco il suo bisogno di comunicare, ma e' ora di fare qualcosa per se'
stessi, non crede? L'aspetto per una risposta. Buon Natale!


Paola : RIFLESSIONI SULL'ANORESSIA
21 anni - 30 dicembre 1999
Non pensavo di finire cosi', "chiaccherandone" su internet, ma voglio
sapere, per questo procedere e ringrazio anticipatamente. Chiedo consiglio
su farmaci o simili che mi aiutino, nell'ambito di una dieta controllata a
scendere di peso e a ridurre la massa grassa con tanquillita' e tutto il
tempo a disposizione di un risultato sano, solido e duraturo nel tempo.
QUESTO GENTILMENTE CHIEDO. Ora le racconto: sono stata anoressica
per il
tempo sufficiente a compromettermi salute e vita-in tutti i sensi- sono
finita per essere bulimica e ancora oggi non so che tipo di rapporto ho con
il cibo che amo et odio, perche' mi fa visibilmente ingrassare a dismisura...
Peso 74Kg ed ero cosi' carina nei miei 52Kg di una volta. L'anoressia mi ha
segnata, anche in volto. I problemi alimentari mi mettono terrore addosso.
Possiamo non essere accettati dagli altri, ma la cosapevolezza e l'amor
proprio sono solo frazioni di una parola grande che si chiama dignita',si
scrive con il cuore, e si legge: amore. E' cosi' che una bambina diventa donna,
cosi' che una donna si fa amare da un uomo, cosi' che una donna diventa
mamma. Mi e' stato fatto un grosso dono nella guarigione: quello del
mestruo. L'amenorrea sta per finire, era durata
troppo. Potro' essere mamma, era il desiderio piu' forte che avevo,l'impegno
piu'alto che posso immaginare e la prova tangibile che sono completamente
uscita da questo problema. Sono riuscita a dire "anoressia" per la prima
volta solo dopo che l'esserlo mi dava una certa euforia, non so se mi
spiego. Ora la sola parola mi mette i brividi. Fa paura come la morte, e
io ci sono andata vicino un passo. 36 Kg per 171 cm di altezza, ho
violentato il mio corpo, nel nome di un ideale che ancora non ho capito, ma
che ho quasi perfettamente scongiurato.. Non ci sono riuscita da sola. C'e'
stata mia madre. Ci sono stati i miei fratelli, piccole vittime mute. C'e'
stato mio padre, silenzioso nel suo dolore. Ci vuole AMORE. Ci vuole
CORAGGIO. Ci vuole FIDUCIA e COSTANZA. C'e' stata la psichiatra, lo
psicologo, il medico, gli infermieri. Mi sono accorta di aver perso tanto tanto
tanto tempo. Mi sono accorta anche che non tutto e' venuto per nuocermi.
Ho scoperto tante cose, a mie spese, ma ne sono quasi fuori. Invecchiata
PRECOCEMENTE nell'animo, nel volto, nel corpo. Ma non nello spirito, ora
affronto la vita da trentenne, ma nessuno, nemmeno una malattia bastarda
come l'anoressia mi impedira' di perdermi i miei 21 anni. Non torneranno
piu' e ne ho persi gia' abbastanza.
-----------------------------------------------------------------------------
Non rispondero' a questa sua: speriamo che altre donne leggano questa
magnifica lettera e possano ritrovare la serenita' che Lei ha ritrovato. Per i
farmaci deve consultare uno specialista. Augurissimi!!!
 



WX : ANORESSIA E PREGIUDIZIO
21 anni - 30 dicembre 1999
La ringrazio di avermi risposto, le voglio dire qualcosa di piu'. No, lo
studio non e' tutto per me, ma volevo illudermi che lo fosse diventato visto
che, anche lontana dal mio paese, non riuscivo a costruirmi una vita
normale . Questo vorrei chiederle: io, all'apparenza, sono una ragazza
"normale", forse piu' casinista e mascolina delle altre, con una passione
per il ragionamento e con una gran forza di volonta', pero' mi rendo conto
che questa e' solo una maschera, perche' mi faccio sufficentemente schifo da
sentirmi una buona a nulla. Prima mi sentivo, invece, un mostro senza
cuore e mi odiavo perche', la prima volta che mi sono innamorata e' stato
l'anno scorso. Per me questo era un segreto, una macchia enorme che
spaventava chi la intuiva...Ma perche' questo? Cosa denota il fatto che io
mi sia innamorata solo a 20 anni? Sono senza sentimenti come tutti pensano?
Tra parentesi non sono stata ricambiata per un soffio, io ero davvero pronta
a rimettermi in gioco e sicuramente sarei riuscita a stare "bene". E, oltre a
questo (cioe' se il fatto di non essermi mai innamorarata prima
dei 20 anni sia grave) vorrei chiederle: se andassi da un specialista,
cosa cambierebbe in me, se neppure io so dare un nome a cio' che non va? le
voglio raccontare la cosa che mi fa piu' male: quando mi ammalai di
anoressia tutti i miei "amici" mi voltarono le spalle perche' mi ritenevano
un elemento di squilibrio per la loro serenita' e, diverse persone alle
quale ho raccontato la mia "zona d'ombra" non mi hanno piu' rivolto parola
come se avessero paura...Questo mi fa ancora tanto male...e
-----------------------------------------------------------------------------
Non e' scritto da nessuna parte che bisogna innamorarsi prima dei 20 anni. Ci
si innamora e basta, a qualsiasi eta'. Riguardo all'anoressia: e' sicura che
questo problema per Lei non sia un problema? Al di la' di cio' che gli altri
pensino. Se lei e' cosciente (come spero) che l'anoressia e' una grave malattia
che va' curata, capira' che bisogna affrontarla, prima che sia troppo tardi.
Rifletta, e capisco il suo star male. Buon anno!


ARMIDA2: DIETA E SCARSA ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO
32 anni. (23/12/1999) 30 dicembre 1999 (seguito)
Gentile dott.Esposito, la ringrazio per la sua risposta in data 17 DICEMBRE
1999. Le vorrei spiegare piu' dettagliatamente il mio problema. Sono alta
1.63 e peso 97 Kg. In tre anni, dopo la nascita di mia figlia, (durante
l'allattamento- nove mesi) ho preso 30 Kg. e a tutt'oggi non riesco a
eliminarli. In sintesi, e' da 3 anni che non riesco a calare di peso, non
sono capace di seguire uno schema alimentare corretto, o meglio riesco a
seguire una dieta per un mese al massimo e poi la interrompo (come ho detto
in precedenza ho davanti un muro che non riesco a scavalcare, e questo muro
mi blocca mi fa abbandonare tutto. (anche perche' i risultati ottenuti sono
minimi). Ho seguito prima della gravidanza una dieta, seguita da un
Omeopata, ho avuto buoni risultati. Prima della gravidanza pesavo Kg. 70,
all'uscita dall'ospedale (dopo il parto) Kg. 69. A tutt'oggi ancora ho il
latte materno. Dopo aver fatto tante cure ancora non e' andato via. Mi
dicono che e' normale, sono passati due anni e mezzo dalla fine
dell'allattamento. (Ho preso due scatole di Parlodel - Risonanza magnetica,
esami vari ecc.). Non mi piaccio cosi' e vorrei davvero riuscire a dimagrire.
Mio marito non mi aiuta piu' di tanto, anche perche' giustamente lui sostiene
che sono io che devo entrare con la mente nell'idea di mettermi in regola. Il
problema, ripeto, e' che non riesco ad impegnarmi, a volermi piu' bene se
cosi' si puo' dire. E so che di forza di volonta' ne ho. La mia situazione
familiare e' normale. Sono una ragazza tranquilla, impulsiva e abbastanza
ottimista. Non so davvero spiegarmi di questa mia mancanza di amor
proprio... se e' di questo che si tratta. Grazie per l'aiuto. Armida.
-----------------------------------------------------------------------------
Se da sola non riesce ad affrontare questo problema, le consiglio di farsi
aiutare, ma non da un dietologo: che ne direbbe di uno psicoterapeuta dal
vivo? Ci pensi su e intanto Buon Anno!!!
 



carlotta : BULIMIA? COSA BISOGNA FARE...
24 anni - 21 gennaio 2000
Penso di avere qualche problema.Sono una studentessa universitaria,
benestante, figlia unica,a detta di tutti molto bella,apparentemente senza
problemi.Le scrivo perche' dentro provo un notevole stato di agitazione.Sono
ossesionata dal mio aspetto fisico e questo mi porta a disordini alimentari,
durante la settimana mi comporto bene...ma nei week-end quando sono a
casa coi miei,mangio e poi vomito tutto..sono alta 174 cm e peso 58 kg,faccio
sport,ho un fisico slanciato...ma ho paura di ingrassare: cosi' mangio
frutta,verdura e pesce,pero' durante le mie abbuffate sporadiche mangio solo
dolci. Inoltre passo ore a curarmi..mi guardo continuamente allo specchio.
Penso di dare troppa importanza al mio aspetto fisico,la colpa penso sia dei
miei genitori,criticoni,esaltati..mia mamma spesso mi critica,gia' mi dice che
devo curarmi il viso per eventuali rughe. Penso che lei abbia capito quanto
vanitosi siano i miei.Nella vita sono molto socievole,ho tanti amici,sempre
piena di ammiratori,ma nonostante questo mi sento sola...
ho molti sbalzi d'umore,ho una vita disordinata,cambio idea
continuamente... sono sempre in uno stato d'ansia,poi quando esco vado in
giro e ogni tanto vado in discoteca e eccedo nel bere coi miei amici. Penso che
sia importante dirle che soffro di onicofagia fin da piccola.Insomma sto male
dentro,non so cosa ho..oscillo da stati di felicita'a momenti di
disperazione..inoltre studio tanto,faccio ingegneria edile...ma quando arrivo a
casa mi viene male.I miei genitori spesso mi aggrediscono verbalmente,mi
offendono,mi fanno sentire una nullita'...poi si pentono improvvisamente e
mi coprono di regali ,attenzioni.Io li adoro,per vorrei scappare lontano..dalle
loro pretese,dai loro giudizi sulla mia estetica o vita. Nella vita privata sono
piena di sbalzi alterno momenti tranquilli col classico fidanzatino a serate di
mondanita' estrema magari con amici superficiali. Vorrei dirle altre cose,ma
mi dilungherei troppo..so solo che vorrei trovare la pace interiore.La
ringrazio per la sua! cortese attenzione.Carlotta
-----------------------------------------------------------------------------
Innanzitutto deve essere sicura di voler cambiare, cioe' di mettersi in
discussione. Detto questo le soluzioni sono: psicoterapia
cognitivo-comportamentale per il disturbo alimentare, ma anche per gli altri
disagi e sintomi riferiti. Vuole cambiare?


Anonima : ATTACCHI BULIMICI E DIFFICOLTA' A VOMITARE
27 anni: 10 febbraio 2000
Sono una giovane donna di 27 anni con un passato di anoressia pura e oggi
con problemi di bulimia alternati ad anoressia. Il quesito che le pongo e' il
seguente: alcune volte dopo un' abbuffata non riesco a rimettere
ASSOLUTAMENTE NULLA. E' come se il mio corpo assorbisse tutto, come
se
avessi una paresi allo stomaco che lo blocca. Ho la sensazione che il mio
stomaco sia un organo che non mi appartenga, "fuori di me". Le chiedo se in
questi casi esistono dei farmaci che provocano il vomito o se l'unica
soluzione sarebbe una lavanda gastrica. Le garantisco che il dolore fisico
e la sofferenza e' enorme.
-----------------------------------------------------------------------------
E' sicuramente una complicanza funzionale dovuta al comportamento
evacuativo che lei ha da anni, che puo' teroricamente essere alquanto
pericolosa (rischio di rottura dello stomaco da aumento improvviso della
pressione endogastrica). Lei deve assolutamente affidarsi alle cure di un
medico per questo (meglio se in regime di ricovero in centri specializzati per
la cura della bulimia-anoressia), e poi iniziare a pensare che lei potra' uscirne
solo facendosi aiutare ancge psicologicamente. La terapia
cognitivo-comportamentale puo' aiutarla sicuramente, ma deve crederci e
soprattutto mettersi in discussione, pena i rischi citati (e altri piu' gravi) per la
sua salute. Ci pensi. Per saperne di piu' contatti L'Associazione Disturbi
Alimentari (Verona) tel.: 045-596739-8008328. Legga anche il libro "Come
vincere le abbuffate" di Fairburn C.G., ed.Positive Press Verona, 1996
In gamba!


lucia : ANORESSIA-BULIMIA, COME POSSO RIUSCIRE A
"RI-VOMITARE"
24 anni - 8 marzo 2000
Innanzi tutto grazie per questo spazio dedicato a chi ha bisogno di
aiuto. Ho 24 anni e dall'eta' di 17 alterno fasi anoressico-bulimiche, il mio
problema e' che non riesco piu' a vomitare, spingo le dita giu' in gola fino a
farmi male senza risultato... quello che ho mangiato non riesco a farlo
uscire. C'e' una spiegazione per tutto cio'? Lo so che non dovrei farlo, ne'
chiederlo a lei ma, come posso fare per rendere piu' facile il vomito? Grazie.
-----------------------------------------------------------------------------
Se Le chiedessero qual'e' il modo migliore per suicidarsi Lei cosa direbbe? Le
darebbe dei consigli? Allora, come mai pensa che io sappia dirle il modo
migliore di vomitare se Lei le ha tentate tutte? Vomitare volontariamente non
e' una strategia terapeutica, per cui non posso aiutarla. Noi siamo attrezzati
per aiutare le persone ad affrontare meglio i loro problemi. Per lei la
bulimia-anoressia e' un problema? Se non lo dovesse essere, come mai poi si
preoccupa delle conseguenze di questo comportamento? L'aspetto per
aiutarla se vuole. Cordialmente.


Marco: CHE FARE QUANDO TUTTO CAMBIA? OVVERO: SENSI DI
COLPA PER RAGAZZA BULIMICA
30 anni - 9 aprile 2000
Sono stato per anni a contatto con una persona bulimica, che non mi ha mai
reso consapevole appieno del suo dramma. Ora ci siamo separati e in qualche
modo capisco la debolezza che la rendeva schiava, perche' spesso ho
depressioni che mi accecano e mi fanno capire quanto i condizionamenti della
psiche possano annichilire. Non riesco ad apprezzare piu' nulla, cio' che
prima mi rendeva felice ora lo rifiuto con tutto me stesso. Adesso sono vicino
ad una persona "normale", ma il passato bussa alla porta e sconvolge ogni
mio equilibrio. (seconda e-mail)Il mio problema consiste nell'essere stato per
8 anni con una ragazza bulimica (x 5 anni). Non sono sicuro di cosa voglia
dire amore, so solo che nascondevo cibo nel baule della macchina, che ho
cercato di allertare i suoi famigliari che ne'le buone e ne' alzare la voce
serviva. Convinta ad andare dallo psichiatra da un amica, perche' i miei consigli non contavano, ho scoperto di essere parte del problema e di non meritare spiegazioni. NON HO CAPITO NIENTE.La sua aggressivita' mi ha fatto perdere nel tempo la voglia di darle una mano. Ora ci siamo separati, mi sento un mostro, non l'ho aiutata come uno che ama deve fare???? Mi sento un killer!!! Soffro saltuariamente di scarsa autostima e allo stato attuale, accompagnato ad un'altra persona mi sento
tremendamente in colpa nel vivere un qualcosa di "normale"!!! Cerco
Psichiatra specialista zona Bologna. Grazie. Mi dia un consiglio per
cortesia, a che tipo di psicoterapeuta potrei rivolgermi?? Grazie.
-----------------------------------------------------------------------------
Se la sua depressione e il suo disagio esistenziale sono tali da compromettere
le sue relazioni e il suo rendimento socio-lavorativo, allora e' consigliabile un
aiuto competente: qualsivoglia terapeuta va bene. Cerchi intanto di verificare
la sua convinzione di "essere un mostro" o "di non essere riuscito ad
aiutarla". Cosa glielo fa' pensare? Sulla base di quali evidenze certe lei pensa
sia cosi'? E' possibile che non sia cosi' come Lei pensa? Si rivolga a Bologna
al Dr. RAFFAELLO BIAGI (rar0038 iperbole.bologna.it) a nome mio. In
bocca al lupo!


martina : CERCASI TERAPEUTA PER DISTURBO DEL
COMPORTAMENTO ALIMENTARE A MILANO
25 anni - 23 aprile 2000
Gentile Dottore, non so sia utile per il suo forum la mia richiesta.
Comunque gliela inoltro: sono una venticinquenne che ritiene di avere dei
problemi con il cibo. Sono di un 8 kg in sovrappeso, ma a parte questo non
riesco ad avere un rapporto normale con il cibo, per cui alterno al max
una settimana di dieta o comunque di alimentazione corretta con abbuffate
compulsive; inoltre mi capita di usare anche lassativi. Cerco qualche
struttura o specialista a Milano, che riceva per la sera o il venerdi'
pomeriggio, visto che lavoro. Se potesse darmi delle indicazioni sarabbe
utile: sono giunta alla conclusione che da sola non riesco a gestire
questa cosa ne' uscirne. grazie.
-----------------------------------------------------------------------------------
Puo' rivolgersi al Dott. Dalle Grave Riccardo che lavora presso la clinica
per la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Villa Garda, a
Verona. CENTRO PER I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO
ALIMENTARE, CASA DI CURA "VILLA
GARDA", via Montebaldo 53, 37016-Garda (VR) tel. 045-6208611, fax
045-8068603. Cordialita' e in bocca al lupo!


Monica : CREDO DI ESSERE ANORESSICA, COSA FARE?
25 anni - 19 maggio 2000
Credo di essere entrata da poco tempo nel tunnel dell'anoressia. Vorrei
capire pero' se ho veramente questo problema. Non ho grosse perdite di peso,
assumo lassativi tutti i giorni, mangio poco e cerco di andare spesso in
palestra. Ho eliminato quasi totalmente la carne e la pasta. Mangio spesso
patate lesse condite con olio, oppure pomodori in insalata. Non riesco a
confrontarmi con il mio stesso sesso, le vedo come probabili rivali. Le vedo
sempre con qualcosa di piu' rispetto a me. Mi sento un brutto anatrocco un
po' cicciottello. Ultimamente ho il muso con il mio ragazzo e gli faccio
l'interrogatorio su cio' che ha fatto durante la giornata.
-----------------------------------------------------------------------------
Per fare diagnosi di anoressia e' necessario che lei presenti: a) rifiuto di
mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l'eta' e
la statura; b) abbai una intensa paura di acquistare peso o di diventare
grassa, anche quando e' sottopeso; c) si viva il peso e la forma del corpo in
modo alterato, che associ il peso e la forma del corpo all'autostima, o rifiuti
di ammettere la gravita' dell'eventuale condizione di sottopeso; d)
interruzione delle mestruazioni (amenorrea) da almeno 3 mesi consecutivi; e)
se adotta DIETA RESTRITTIVA o ricorra ad ABBUFFATE/CONDOTTE DI
ELIMINAZIONE (lassativi). Se si rivede in queste condizioni Lei puo' essere
anoressica. Una diagnosi precisa puo' averla solo dopo colloquio
psicodiagnostico dal vivo. Consulti, se crede che possa aiutarla, un terapeuta
dal vivo. In bocca al lupo!


Alice : COME AIUTARE UNA PERSONA ANORESSICA?
18 anni - 20 maggio 2000
Buongiorno dottore, le scrivo a nome di tutta la mia classe: una nostra
compagna e' ormai in uno stadio molto avanzato dell'anoressia. Ha
cominciato
circa 2 anni fa e ora pesa intorno ai 32 Kg, ha ormai perso chiazze di
capelli, non riesce piu' ne' a concentrarsi ne' a fare le scale, tanto che
adesso non viene quasi piu' a scuola. La madre ha continauto a negare per
mesi e mesi la malattia di sua figlia, solo adesso dice che forse lei non
sta molto bene, ma che non ritiene sia il caso di ricoverarla. Le ha solo
impedito di cucinare e parla sempre di sua figlia come di un'incapace.
L'unico modo in cui la mia compagna viene curata e' vedendo uno
psicoterapeuta una volta a settimana (a volte neanche quella) e un
endocrinologo ogni 6 mesi! Il medico della scuola l'ha pesata piu' e piu'
volte e non ha mai fatto altro che contattare i genitori, la consulente
psicologa della scuola non ha mai neanche parlato col medico e ha detto
che noi non possiamo fare altro che starle vicino emotivamente e in
trepidazione, i professori sono distanti e rassegnati, e intanto questa ragazza
ci sta morendo sotto gli occhi. Non si puo' fare qualcosa, farla ricoverare a
forza, chiamare un'ambulanza da scuola, mandare un assistente sociale in
casa...? Tutti parlano, parlano parlano e lei ne frattempo sta scomparendo.
La ringrazio anticipatamente.
-----------------------------------------------------------------------------
L'indicazione per un ricovero coatto in questi casi e' il pericolo di vita
imminente del soggetto, in base ad una completa valutazione del suo stato di
salute generale. E' il medico che valuta questo rischio e che dispone il
ricovero coatto (Trattamento Sanitario Obbligatorio, Legge 180) in Ospedale.
Quindi per sussistere questa condizione il soggetto deve presentare segni e
sintomi di emaciazione grave che mette a rischio la propria vita. Capisco la
vostra apprensione e resto a disposizione per ulteriori informazioni sul caso.
A presto!