DISTURBI NEUROLOGICI


Sandy : IPERIDROSI ASCELLARE
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Gentile Dottore, soffro ormai da due anni e mezzo di iperidrosi solo a livello ascellare. Mi e' apparsa improvvisamente da un giorno all'altro e non mi ha piu' lasciata nemmeno per un solo giorno. Ho consultato medici, fatto esami, terapie di ionoforesi, applicazioni di creme particolari... ma non e' servito a nulla. Gli specialisti consultati mi hanno tutti risposto che come mi e' venuta se ne va (risposta che non accetto). La mia situazione famigliare e' serena e anche la mia vita affettiva e sociale (se non fosse per questo fortissimo disturbo). La prego mi aiuti lei. Grazie ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Per prima cosa va fatta una diagnosi precisa. Esistono iperidrosi primitive ("emotive",cioe' dovute a stress psicologici,e "stagionali" dovute a sregolamento dei centri della termoregolazione),e le iperidrosi secondarie (a lesioni neurologiche e altre). L'iperidrosi ascellare e' tipicamente una manifestazione emotiva,a volte con tendenza alla familiarita' (sono affetti altri parenti). In ogni caso va attuata una terapia locale (pomate e sali di alluminio) e sistemica (anticolinergici,ansiolitici). Nei casi resistenti e' prevista anche l'asportazione chirurgica delle ghiandole ascellari. Se,nel suo caso, viene confermata la natura "emotiva" del disturbo le consiglio di associare alle terapie su esposte anche una psicoterapia con l'ausilio di tecniche di rilassamento (per es.: training autogeno). Auguri!


Nicolina : PARALISI PSICOGENE?
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Egregio Dottore Esposito,vorrei esporre il mio problema: dall'eta' di 15 anni ho frequenti paralisi della faccia destra ogni volta che mi sento nervosa o stressata,e mi durano per molte ore.I medici che ho consultato hanno escluso patologie organiche (sono stata ricoverat a anche in un Ospedale di Milano in Neurologia).Mi hanno detto che d ipen- de dall'ansia,ma ogni cura con medicine per l'ansia non ha dato ris ultati. Inoltre soffro di emicrania e di coliche biliari da alcuni ann i.Cosa posso fare?
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Cara Nicolina,escluso che si tratti di paralisi organiche (da "freddo",da s clerosi multipla,da tumori endocranici,ect.) resta la sola ipotesi "psicolog ica" del tuo disturbo,che puo' essere trattato con ansiolitici,antidepressiv i e con la psicoterapia.Se l'origine del disturbo emozionale- affettiv o sarebbe utile consultare uno psicoterapeuta per intraprendere una terapia psicologica,magari preceduta da un'approfondita indagine personologica. A presto.


Giuseppe : ENURESI NOTTURNA
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Vorrei sapere qualcosa sull'enuresi notturna,in quanto mia figlia Anna di 8 anni fa' an cora la pipi' a letto, quasi tutte le sere.Il mio medico curante mi ha dett o che dipende da fattori nervosi,perch questo disturbo iniziato d a quando nata la sorellina un'anno fa'.Che consigli mi puo' dare in pro posito? Giuseppe
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Caro Giuseppe, l'enuresi notturna un disturbo funzionale molto frequente nell'infanzia,fisiologico fino all'et di 5-6 anni.Oltre tale et viene considerato patologico,e molte sono le cause(cauda equina,mielomenin gocele,disturbi en- docrini come il diabete insipido,ect,ma al 90% il distur bo riconosce una causa psicologica.Nel tuo caso Anna fa' la pipi' a lett o perch si sente esclusa dall'arrivo della sorellina,e quindi probabile c he sia "regredita" per invocare aiuto e attenzioni.Ecco cosa si puo' fare: - sostenere Anna e comprenderne i bisogni; - evitare di farle bere molta acqua dopo le 17; - consultare il medico di fiducia per avviare una terapia specifica farmacologica; - consultare un terapeuta per approcciare una s trategia comportamentale che richiede la collaborazione dei geni tori (s vegliare la bambina ad orari precisi notturni e invitarla a fare la pipi': d econdizionamento). Auguri!


Francesca : SINDROME DISATTENTIVA DELL’INFANZIA
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Dottore,sono preoccupata per mio figlio Andrea di 9 anni . A scuola le maestre dicono che si distrae facilmente e che non segue le lezioni con attenzione.A casa a volte sembra come se avesse la testa fra l e nuvole e non vuole mangiare. Il dottore di famiglia mi ha consiglia to di fare delle analisi,ma io penso che sia un fatto nervoso.Cosa ne pens a? Cosa mi consiglia di fare? Io ho altri tre figli:uno di 11 anni,una di 5 e una di 1 anno.Andrea frequenta la V elementare.Io faccio la casa linga e mio marito ingegnere. Attendo un suo consiglio. Francesca.
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Cara Signora Francesca, necessario sottoporre suo figlio ANDREA ad una visita neuro- logica e ad un colloquio psicologico per: - escludere patologie organiche come l'epilessia Piccolo Male (che puo' essere scambiata per "disturbo atten tivo dell'infanzia"); - indagare su eventuali componenti affettive e relazio nali. Inoltre sar necessario comunque eseguire un esame elettro- encefa lografico per confermare o escludere l'epilessia PM. Per finire le chiedo: q ualcuno nella sua famiglia o in quella di suo marito soffriva di epilessia? Attendo sua risposta.A presto.


Car lo 46 : NEUROPATIA DIABETICA
Dottore,sono un diabetico da molti ann i (20) e assumo le compresse ipoglicemizzanti.Da circa tre mesi pero' soffro di crampi ai piedi e alle mani,soprattutto di notte,e mi danno mo lto fastidio,tanto che devo alzarmi dal letto per farli cessare.Il mio med ico curante mi ha consigliato una visita dal chirurgo vascolare perch potrei avere problemi varicosi interni alle gambe e di circolazione.Ma il doppler che ho fatto risultato negativo.Il chirurgo mi ha consigliato un neurologo:ma cosa c'entrano i nervi!!Io sto'bene con i nervi! Mi dia un consiglio. Carlo
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Rispondo: veda lei potrebbe semplicemente avere una NEUROPATIA DIABETICA,che rappresenta una frequente complicanza del diabete.Cio' s ignifica che la glicemia, col tempo,ha leso i nervi periferici delle sue gam be e quindi i crampi rappresentano il segno del deficit dei nervi stessi .Deve percio'farsi visitare dal neurologo perch si stabilisca il grado di t ale deficit e l'oppor- tunit di intraprendere una terapia medica a base di vitaminici specifici,oltre ad una dieta scrupolosa. A risentirci!


Giuseppe 52 :SINDROME DELLE "GAMBE SENZA RIPOSO"
Dottore,da anni soffro di insonnia e di un disturbo che mi hanno detto si chiama "gambe senza riposo" o qualcosa del genere.V orrei saperne di piu' sull'argomento e se c'e' qualche cura per questo. Grazie.
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La Sindrome delle "Gambe senza Riposo" e' una "parasonnia", cioe' un fe nomeno "parafisiologico"(non del tutto patolo- gico) legato al sonno.E' comu nque un fenomeno raro e non deve dare preoccupazione alcuna.Ma puo'essere fa stidioso perche' impedisce al soggetto di prendere sonno,in quanto lo st esso soggetto e'costretto senza volerlo a muovere e a strofinare le gambe su lle lenzuola per parecchi minuti. Esistono dei farmaci capaci di ridurre il problema,in genere sono ansiolitici.Consulti il suo neurologo di fiducia per provare subito una terapia adeguata!! A risentirci.


Rosa : MENOPAUSA E PSICHE
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Egr. Dott. Esposito, sto entrando in menopausa. Mi hanno detto che tra i distu rbi tipici ci sono anche quelli di tipo emozionale, tipo stati depressivi, cambiamento di umore, stati d ansia. Vorrei sapere in che misura e come vi influiscono i cambiamenti ormonali rispetto ad un modo di essere tipico della persona antecedente la menopausa. Si puo' ovviare in q ualche modo? Grazie. --------------------------------------------------------------------------------------------------
Bisogna distinguere i disturbi della menopausa legati alle va riazioni ormonali (climaterio),dalla condizione psicologica che ne deriva pe r la donna in menopausa o in pre-menopausa. Non sempre,dunque,le variazioni ormonali possono dare disturbi psicologici (quali ansia o depressione),ma e' indubbio che la meno- pausa rappresenta per la donna un evento spesso cruci ale,che puo' potenzialmente essere vissuto in maniera stressante: il calo della quota circolante degli ormoni "sessuali" riduce la libido,e cio' puo ' condurre la donna a convincersi che "oramai si e'vecchi", messi da parte,i ncapaci di ottenere quel piacere nel rapporto col partner come una volta.Cio 'puo'innescare un circolo vizioso cogni- tivo che conduce all'ideazione depr essiva.Ma non sempre e' cosi'. Dall'altro lato esistono sintomi piu'specific amente legati al calo degli ormoni sessuali e allo sbilanciamento di altre s ostanze pro- dotte nel cervello,che sono rappresentati da: vampate di calore , tensione,sudorazioni,palpitazioni e irritabilita'. Oggi esistono prodo tti ormonali sostitutivi che possono ridurre al minimo tali sintomi.Vengono prescritti in genere dai ginecologi,i quali decidono caso per caso l'opportu nita'di ricorrervi. Concludendo: e'sempre possibile vivere la propria menopa usa come un evento fisiologico,senza drammatizzare,e accettando il fatto che essa puo'arrecare qualche disturbo fastidioso,ma non piu'di tanto, con serenita'. Auguri!


franco: CRAMPI
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da qualche mese soffro di crampi diffusi su ga mbe braccia ma anche mascella ed altro. mi vengono senza che io faccia sforzi o movimenti particolari sia in posizione eretta che da sdraiato. Aiuto mio figlio lavorando la mattina nel suo bar per 6 ore circa. Il pomer iggio ho l' abitudine di dormire per un paio d'ore. Fumo circa 2 pacchetti di sigarette al giorno. Gli stress maggiori sono: problemi finanziari n on grossi dopo una vita medio agiata e la suocera che si trasferita da me e mia moglie ultimamente, la quale soffre di demenza senile. Ho l'ulcera.U ltimamente i crampi sono molto frequenti e dolorosi. Il mio medico mi ha fatto prendere del potassio ma non ho nessun sollievo. La ringrazio cordi almente in attesa di una sua risposta.
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Cerchi di fumare un po' meno: il fumo e' un poten te stimolatore delle membrane muscolari,e agisce aumentando il tono del Sistema Nervoso vegetativo. Anche lo stress ha un suo ruolo importante. Le c onsiglio anche di eseguire un ceck-up completo (analisi del sangue). Auguri!


franco : ENURESI NOTTURNA
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Quando ero bambino (circa 5 anni) iniziai a fare la pipi' a letto di proposito;successivamente iniziai a farlo anche di giorno. Non so perche' ma il piacere era intenso e desideravo da morire i pannolini. Mia madre mi mando' in cura da medici e psicologi ma non ho mai collaborato, cosi' fu costretta a rimettermi cio' che desideravo (in segreto) a 13 anni smisi, senza apparente motivo, ma da alcuni mesi sono divenuto enuretico , e stavolta senza alcuna mia volonta'. Purtroppo, devo ammetterlo, ho rimesso i pannoloni per la notte e , con mio orrore misto a sorpresa, ho trovato la cosa piacevolissima. Non ci sono riferimenti sessu ali a cio' ma mi terrorizza il fatto di provare ancora quel piacere che ave vo sopito da tanto tempo. Che fare? Non voglio parlare con medici o psico logi, temo che non potrebbero aiutarmi e mi vergognerei troppo a dire il mi o vero nome e farmi vedere in faccia mentre lo racconto!
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Cosa ti fa pensar e che i medici e gli psicologi non potrebbero aiutarti? Se non provi non puo i esserne certo. E poi non e' detto che e'necessario che tu consulta uno di loro. Tutto dipende dal grado di sofferenza che provi per questo tuo "proble ma": se e' elevato e' consigliabile chiedere aiuto allo psicoterapeuta.Se in vece stai bene con te stesso non sei tenuto a rivolgerti a chicchessia. Potr ei capire la difficolta' nell'esporre il tuo problema,ma la vergogna proprio no! Di cosa dovresti vergognarti? Che fai "la pipi' a letto la notte"? Non penso che il terapeuta ti giudicherebbe in senso negativo,anzi: ti aiuterebb e a ricercare le origini del disturbo,a renderti consapevole dei meccanismi psicologici legati a tale "fenomeno",e (se vuoi) a cambiare qualcosa del tuo comportamento per non soffrire piu' di tanto. Rifletti.


Salvatore : SINDROME DISINTEGRATIVA DELL'INFANZIA
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Egr. Dottore, la bambina di mia c ugina, dopo la morte del padre, ha smesso di parlare. Le hanno parlato di " DISTURBO GENERALIZZATO DELL'INFANZIA - SINDROME DISINTEGRATIVA ". Gradirei saperne di piu' da LEI e conoscere eventuali specialisti e/o cliniche spec ializzate in tale disturbo. La ringrazio anticipatamente. (segue indiri zzo e-mail)
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Il "Disturbo generalizzato dello Sviluppo" e' una psicosi infan tile. La "Sindrome disintegrativa" dell'infanzia appartiene al gruppo dei "Disturbi da alterato sviluppo psicologico" (come li classifica l'ICD-10). Tale sindrome e' caratterizzata (dopo un periodo precedente di sviluppo nor male) da una perdita delle capacita' precedentemente acquisite in diverse ar ee dello sviluppo e dalla comparsa di caratteristiche anormalita' della soci alizzazione,della comunicazione e del comportamento. Dopo vaghi disturbi (qu ali ansieta',iperattivita',chiusura in se'stesso) il bambino inizia poi a p resentare ,in modo subdolo, perdita dell'eloquio e del linguaggio, accompagn ati da una disintegrazione del comportamento. In molti casi la prognosi e'as sai sfavorevole e residua un grave deficit mentale. In alcuni casi e' stata dimostrata una sottostante encefalopatia. La sindrome inizia all'eta' di due anni circa.


Marco : SCLEROSI MULTIPLA O DISTURBO D'ANSIA?
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Caro dottore, e' da circa un anno che soffro di disturbi che i medici hanno sempre sottovalutato:scie visive , scintille,formicolii alle mani e ai piedi ed quando ho le crisi, senso di astenia e di svenimento. Ho fatto gli esami(R.M.N, elettroencefalogramma, potenziali evocati visivi ) ma hanno dato esito negativo. I neurologi dicono che ho l'esaurimento nervoso ma io ho paura di avere la sclerosi multipla. Sono in terapia con paroxetina e alprazolam ma vivo sempre nella paura e nell' incertezza. Cosa mi consiglia?
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Cosa ti fa pensare alla Sclerosi Multipla? E come ti senti con la terapia che stai assumendo? In genere un buon criterio "ex-adiuvantubus" e' l'efficacia della terapia. Se proprio sei convinto della natura organica dei tuoi disturbi,converrai con me che qualche indagine diagnostica dovra'pur essere stata positiva per lesione organica del Sistema nervoso! E allora: su cosa si basa la tua convizione di essere ammalato di Sclerosi Multipla. Datti delle evidenze! Delle prove concrete! Non sempre cio'che temiamo (e pensiamo) corrisponde a cio' che in realta' e'!! Bisogna sempre verificare quello che si pensa,altrimenti rischiamo di soffrire per convinzioni irrazionali,e non so quanto ci convenga! Consiglio: ricoverati in una Clinica Neurologica Universitaria e sottoponiti ad un esame del liquor (se non lo hai gia'fatto),e ad una RMN con gadolinio. E' quasi impossibile diagnosticare una Sclerosi Multipla senza che uno dei due esami sia positivo! Pensaci.


simone : VERTIGINI
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Il sintomo che accuso: sensi di sbandamento. Vi descrivo la mia storia. Il giorno 8 gennaio 1997 ho subito un intervento di ernia inguinale destra in anestesia generale. (omissis).......... Lo stress puo' provocare tutto questo? La compressione di qualche nervo sulla colonna cervicale puo'dare vertigini? La situazione della mia colonna cervicale puo'provocare cinque mesi di sbandamento? Anche se il risultato dell'esame Eco-Doppler e'risultato negativo, posso comunque avere delle compressioni sulle arterie? Devo continuare a ricercare la causa delle mie vertigini nei problemi della colonna cervicale? L'anestesia generale puo' dare questi problemi? Un virus da influenza pu dare questi problemi? Il piccolo strappo nel collo durante la notte puo' aver provocato tutto questo? Queste sono le domande a cui non ho avuto ancora risposta. Grazie per l'attenzione! ----------------------------------------------------------------------------
Andiamo con ordine: - Sicuramente l'anestesia generale non provoca tale sintomatologia a distanza di settimane o mesi; - la patologia disco-artrosica della colonna cervicale puo' causare sensazioni di vertigini,ma in genere si associano altri sintomi di interessamento delle radici nervose (cefalea nucale,formicolii alle mani,riduzione della forza ad un braccio,ect.); nel tuo caso,la presenza di due erniazioni discali puo' rendere conto (in parte) della sintomatologia vertiginosa,ma non la spiega completamente; - lo sbandamento e' una sensazione di instabilita' del corpo nello spazio e a volte si associa a vertigini; nel tuo caso ci sono entrambi i sintomi,e cio'puo' essere spiegato in parte dall'iporeflettivita' labirintica riscontrata; il tutto e' probabilmente peggiorato dall'ansia e dalla marcata attenzione che riponi su tali sintomi (meccanismo frequente in molti soggetti che soffrono di sensazioni corporee fastidiose come queste); - se l'esame Doppler T.S.A e' stato correttamente eseguito si puo' ragionevolmente escludere una compressione anche dinamica delle arterie vertebrali,che a volte spiega le vertigini di "posizione" da te riferite; - l'influenza ha come unica complicanza l'encefalite,il che' si puo' escludere senza problemi nel tuo caso; - arriviamo allo "strappo" cervicale: indubbiamente una colonna cervicale portatrice di 2 ernie (anche se non comprimenti il midollo),sottoposta a bruschi movimenti di torsione o di flesso-estensione,puo' predisporre il soggetto che ne soffra a sintomi quali tu descrivi; In conclusione: e' probabile che su una base organica di danno della colonna cervicale,si possa essere instaurato uno stato di allerta ansiosa che peggiora la sintomatologia. Prova a sottoporti alla Fisiokinesiterapia e segui una terapia antidepressiva per almeno tre mesi. Inoltre sarebbe indicato un rilassamento (training autogeno) per ottenere una completa distensione dei muscoli del rachide cervicale. Auguri!


Carlo : CRISI EPILETTICA: cosa fare?
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Caro dottore, innanzitutto mi complimento per la sua nobile e importante iniziativa "medico-informatica". Spero che molti altri medici seguano il suo esempio ed "aprano" le loro menti, ma veniamo al quesito che le voglio porre: qualche tempo fa mi sono trovato alle prese con una donna di 27 anni in preda ad una forte crisi epilettica. Ha perso conoscenza, i suoi muscoli si sono contratti tutti, respirava affannosamente, emetteva saliva dalla bocca, si e'urinata addosso e delirava ad alta voce. Il tutto credo che sia durato per un paio di minuti, sino a quando ha ripreso conoscenza. Credo che questa ragazza sia affetta da "piccolo male" oppure da epilessia mista e segue una terapia specifica da circa 20 anni. Asseritamente non aveva manifestazioni simili da un paio di anni circa. Essendomi trovato cosi' nella piu' totale impreparazione, ho bagnato un panno e gliel'ho posato sulla fronte, quindi ho evitato che la stessa si facesse male urtando da qualche parte. Ma in questi casi quali sono gli accorgimenti da adottare? L'ammalata mi ha detto che non si deve fare nulla, ma attendere che la manifestazione si plachi. Potrei avere qualche chiarimento? La ringrazio anticipatamente. Buon lavoro!
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Caro Signor Carlo,la ringrazio prima di tutto per le parole che ha usato per questo servizio di informazione. Spero di dare un contributo per l'informazione sanitaria sul Net. Ma veniamo alla crisi epilettica. Ecco quello che bisogna fare: 1) Evitare che il soggetto si provochi lesioni: quindi posizionarlo a terra supino; 2) Evitare che si morda la lingua: non sempre e' necessario,ma se cio' accade puo' essere pericoloso! Quindi cercare di far leva sulle mandibole per tenergli la bocca aperta. 3) Controllare che il soggetto non abbia indumenti stretti,specie intorno al collo: in tal caso vanno tolti. 4) Aspettare che le scosse muscolari terminino e somministrare una Valium intramuscolo (cio' spetta al medico che eventualmente venga chiamato a visita). Grazie e buone vacanze!


Simone : VERTIGINI: QUALE SPECIALISTA SCEGLIERE?
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Caro dottore, le ho gia' scritto due volte qualche mese fa' per i disturbi che accuso da circa 8 mesi: sensazioni di vertigine, sensi di sbandamento. Ho ormai accertato che questo disturbo non proviene da cause organiche. Mi sono rivolto ad un neurologo che mi ha dato una terapia di circa tre mesi con RIZEN e DENIBAN. Ho notato che nell'arco di questi 8 mesi ho avuto dei miglioramenti ma comunque non sono guarito... A questo punto mi sono messo alla ricerca di psichiatri, psicologi, psicoanalisti, psicosomatisti, e tutti mi dicono che sono loro la persona giusta per cercare di risolvere questo mio problema. Caro dottore, sono disperato, da chi devo andare, quale e' lo specialista a cui mi devo rivolgere? Quale criterio di scelta devo utililizzare per capire chi mi risolvera' questo problema? E poi dottore, ... guariro' mai da questo orrendo disturbo.. si guarisce?... Grazie per la collaborazione e complimenti per il suo servizio su INTERNET. Un saluto. ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Caro Simone,ritengo importante che abbia preso coscienza della non organicita' del disturbo e del fatto che si senta un po' meglio. Anche i piu' piccoli miglioramenti possono essere considerati dei successi terapeutici. Riguardo alla scelta del terapeuta non si puo' definire con certezza quale tra i diversi operatori della psiche possono andar bene. Tutto e' in relazione al tipo di rapporto terapeutico che si stabilisce tra paziente e terapeuta. In linea di massima un trattamento psicoterapico analitico o dinamico (freudiano,junghiano,ect.) e' piu'indicato nei soggetti giovani o adulti con un certo grado di cultura e buona capacita' introspettiva. Una psicoterapia "breve" a vario indirizzo puo' essere utile negli altri casi e per disturbi piu' specifici (fobie,DAP,ossessioni,ect.). C'e' anche una percentuale di casi a cui non si indica una psicoterapia,ma un sostegno psicologico e una terapia farmacologica. Rifletta. Alla domanda "potro' guarire?" non posso rispondere perche' non lo so. Di certo si sa che e' importante una forte motivazione al cambiamento e una messa in discussione personale (oltre che una buona relazione terapeutica). Auguri e grazie dei complimenti.


Sandy : IPERIDROSI ASCELLARE
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Gentile Dottore, soffro ormai da due anni e mezzo di iperidrosi solo a livello ascellare. Mi e' apparsa improvvisamente da un giorno all'altro e non mi ha piu' lasciata nemmeno per un solo giorno. Ho consultato medici, fatto esami, terapie di ionoforesi, applicazioni di creme particolari... ma non e' servito a nulla. Gli specialisti consultati mi hanno tutti risposto che come mi e' venuta se ne va (risposta che non accetto). La mia situazione famigliare e' serena e anche la mia vita affettiva e sociale (se non fosse per questo fortissimo disturbo). La prego mi aiuti lei. Grazie ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Prima cosa va fatta una diagnosi precisa. Esistono iperidrosi primitive ("emotive",cioe' dovute a stress psicologici,e "stagionali" dovute a sregolamento dei centri della termoregolazione),e le iperidrosi secondarie (a lesioni neurologiche e altre). L'iperidrosi ascellare e' tipicamente una manifestazione emotiva,a volte con tendenza alla familiarita' (sono affetti altri parenti). In ogni caso va attuata una terapia locale (pomate e sali di alluminio) e sistemica (anticolinergici,ansiolitici). Nei casi resistenti e' prevista anche l'asportazione chirurgica delle ghiandole ascellari. Se,nel suo caso, viene confermata la natura "emotiva" del disturbo le consiglio di associare alle terapie su esposte anche una psicoterapia con l'ausilio di tecniche di rilassamento (per es.: training autogeno). Auguri!


Corrado : IMPOTENZA e SCLEROSI MULTIPLA
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Egregio dottore, io sono ammalato di sclerosi multipla,quindi la mia vita sessuale e'cambiata, ma non sono convinto che la causa della mia impotenza sia solo la malattia, bensi, reazioni psicologiche alla mia situazione. Infatti vivo in Norvegia da circa 18 anni , ma a malincuore,specialmente dopo il debutto della malattia. Secondo lei e possibile che ci siano delle cause psicologiche nella mia impotenza? Corrado
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La Sclerosi Multipla e' un'affezione che colpisce le vie nervose del Sistema nervoso centrale,causando un'alterazione della trasmissione nervosa con conseguenti deficit neurologici a varia espressione (paralisi motorie,disturbi delle sensibilita',riduzione della capacita' visiva,ect.). L'impotenza e' un disturbo che frequentemente si riscontra nei pazienti con Sclerosi Multipla (anche se non sempre e' la regola). La differenziazione tra una impotenza "psicogena" ed una "organica" (neurologica,in questo caso) si fonda sui seguenti punti: a) il disturbo erettivo indipendente da fattori emotivi o da circostanze stressanti deve far pensare alla natura "organica" dello stesso; b) il disturbo erettivo associato a normale "libido" (capacita' di provare piacere a livello mentale) orienta verso la natura organica; c) la coesistenza di vissuti depressivi,di disadattamento,di convinzioni sessuali irrazionali,di stress psico-fisico,orienta piu' verso la diagnosi di disturbo psicogeno. Non so esattamente rispondere al suo quesito,ma e' probabile che fattori di diversa natura possono concorrere nella genesi del suo disturbo. Ovviamente e' necessario che Lei si sottoponga ad indagini neurofisiologiche piu' accurate,che debbono confutare o dimostrare un deficit erettivo neurogeno prima di confermare la natura squisitamente psicologica del suo disturbo. Gli esami diagnostici piu' usati sono: lo STUDIO DEI POTENZIALI SOMATOESTESICI (S.E.P.),l'E.M.G dei muscoli perineali,un ECHO-DOPPLER dei VASI PENIENI. Un cordiale saluto.


SIMONE : SENSI DI SBANDAMENTO
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Le ho scritto gia' altre volte a causa del mio problema riguardante i sensi di sbandamento che ormai mi torturano da circa nove lunghi mesi. Ho seguito il suo consiglio e gia' da circa un mese sto in cura da uno psichiatra.Inizialmente mi hanno dato il Prozac e poi il Seropram, ma sin dalle primissime somministrazioni il sintomo si e' accentuato. Da circa tre settimane, sempre sotto prescrizione dello psichiatra ho sostituito il tutto con 20Mg al giorno di SEREUPIN. Ho notato sin dall'inizio netti miglioramenti, ma non sono ancora guarito. E' questa la strada da percorrere? Ha un significato che il SEREUPIN a differenza degli altri farmaci mi sta dando dei miglioramenti? Guariro' mai da questo orrendo disagio o saro' costretto a conviverci per tuta la vita? Grazie e complimenti per il sito Internet!
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Complimenti per la decisione che ha preso di chiedere aiuto ad uno psichiatra. La cosa migliore da fare e' aspettare prima di dire che questo sintomo l'accompagnera' per tutta la vita. Gli iniziali miglioramenti sono un buon segno e rappresentano anche una evidenza dell'efficacia del farmaco che lei sta assumendo. Come e' ormai noto non esiste il farmaco tipo per tutti i soggetti che ne fanno uso. Esiste una relazione tra medico e paziente e il supporto eventuale dei farmaci. Se un farmaco non funziona se ne prova un'altro, e cosi' via. Continui cosi',magari registrando su un diario i progressi che ottiene giorno per giorno. In bocca al lupo!


Andrea : INFORMAZIONI SULLA SCLEROSI MULTIPLA
23 Sono uno studente universitario a cui interesserebbe qualunque informazione circa la sclerosi multipla. Altra domanda: si puo' morire di questa malattia, pur non essendo in una forma molto grave? Grazie
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La Sclerosi Multipla e' un processo morboso che colpisce la guaina che avvolge le fibre nervose (mielina) e per questo rientra nel gruppo delle malattie demielinizzanti. Sinonimo della malattia e' anche il termine "polisclerosi" che chiarisce il fatto che il processo demielinizzante puo' coinvolgere ogni parte del sistema nervoso centrale. Per chiarire meglio: il danno del nervo e' simile a quello che faremmo se "spellassimo" un filo elettrico della sua "guaina" di plastica, creando per contatto un "cortocircuito" (la corrente non passa piu'). EPIDEMIOLOGIA: la prevalenza e' di 50 casi ogni 100.000 abitanti, con un'incidenza di 2 casi ogni 100.000 abitanti. CAUSE : vi sono varie ipotesi patogenetiche di cui la piu' accreditata e' quella autoimmune (anticorpi contro la proteina basica della mielina); ESORDIO: NEL 50% dei casi tra i 20 e i 40 anni. FORME: giovanili e tardive. SINTOMATOLOGIA: i sintomi d'esordio piu' frequenti sono: - calo della vista (17%); visione doppia (13%); disturbi dell'equilibrio (18%); disturbi della sensibilita' agli arti (33%) e al viso (3%); paraparesi o paraplegia acuta (6%); scosse elettriche lungo il tronco (3%); dolore (2%); diminuzione progressiva della forza (10%). I sintomi propri della malattia sono rappresentati da: neurite ottica con progressiva cecita'; paralisi degli arti; disturbi sensitivi; disturbi della coordinazione motoria; disturbi sfinterici e sessuali; a volte crisi epilettiche. la S.M. puo' condurre alla morte nei casi severi e progressivi. DECORSO: REMITTENTE,PROGRESSIVO,PROGRESSIVO A POUSSES. DIAGNOSI: TAC,RISONANZA MAGNETICA DELL'ENCEFALO E MIDOLLO,POTENZIALI EVOCATI. ESAME DEL LIQUOR (dopo puntura lombare),altri esami ematochimici. TERAPIA ATTACCO ACUTO:- Cortisonici, ACTH, plasmaferesi. TERAPIA FORME REMITTENTI:- azatioprina (il piu' sperimentato)( e' un immuno-soppressore);- ciclofosfamide- interferone-alfa e Bet-1b (recente sperimentazione) TERAPIA FORME PROGRESSIVE:- ciclofosfamide,ciclosporina,plasmaferesi. TERAPIA SINTOMATICA:- antispastici, antidolorifici centrali, alcuni antiepilettici, Fisiokinesiterapia. Per dovere di cronaca nessuna evidenza e' stata trovata dei supposti benefici della "Cura Di Bella" nella Sclerosi Multipla, come anche nella Demenza di Alzheimer.
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INDIRIZZI UTILI SULLA SCLEROSI MULTIPLA IN ITALIA: http://www.inrete.it/intmed/sclerosi.html (anche newsgroup all'interno della page). -Lega Italiana Sclerosi Multipla http://www.saluzzo.isiline.it/eventi/lims/lism.htm ---------------------------------------------------------------------------------------------------

Amodio : RONZII FASTIDIOSI!
58
Sono un uomo di 58 anni e scrivo su questo sito sperando che qualcuno possa aiutarmi a capire la causa, o anche solo la malattia,di cui sono affetto. Accuso un ronzio assordante e fisso giorno e notte nell' orecchio ,e un battito similare a quello cardiaco nella testa (come un martello che batte su di un metallo senza tregua). Tali disturbi si accentuano maggiormente nel periodo invernale e di notte in posizione supina. Ho consultato neurologi, psicologi, otorini, e ho fatto una lunga serie di esami (elettrocardiogramma, Tac, Tac per contrasto, Dopler, etc..) ma per i medici e in base all' esito degli esami sono una persona sana. La loro risposta e' stata: problemi di natura forse psicologica; impari a convivere con i sui disturbi. E' 5 anni che cerco di conviverci, ma e' un tormento. HELP. N.B. Situazione Familiare: Normale. Una moglie e tre figli. Situazione Lavorativa: Normale. Sono autista di pulman di linea. Grazie in anticipo. -----------------------------------------------------------------------------
Purtroppo fare una diagnosi precisa al suo problema e' azzardata sulla Rete. Da neurologo posso dirle che in generale questo problema (acufeni,ronzii) e'assai comune e fastidioso piu' di quanto si pensi. In genere gli esami a cui si e' sottoposto anche lei risultano spesso nella norma, ma e' possibile ridurre il problema con l'ausilio di vari farmaci (vasodilatatori) che agendo sulla microcircolazione dell'orecchio, possono spesso ridurre il fastidio. Consulti il suo medico di fiducia o uno specialista neurologo o otorino. Non posso darle i nomi dei farmaci, mi dispiace. Grazie del quesito e in bocca al lupo!


Loredana : ALIMENTAZIONE, CERVELLO E ANSIA
26
Caro Dott. Esposito, Vorrei porle una domanda. Di recente ho letto un libro "Nutrire il cervello" di Eva Campo (ho menzionato il nome solo per informare lei, perche' forse lo conosce, ma penso che sarebbe meglio non riportarlo quando inserira' questo messaggio nel suo sito, per evitare di fare pubblicita'). Nel libro si parla di come alimentare in modo corretto il cervello, e di come alcuni neurotrasmettitori traggano vantaggio dall'assunzione di determinati elementi. Ad esempio per la cura dell'ansia, il triptofano (contenuto nelle banane, e nei latticini), che se assunto con i carboidrati, anche in grandi dosi, stimolerebbe la produzione dei precursori che servono a loro volta per la produzione dei neurotrasmettitori (che attraverso le Sinapsi, collegano i vari neuroni cerebrali). Da questo si capisce che alimentandosi in maniera corretta o seguendo alcune regole precise (come quella appena citata), si arrivi ad un miglioramento della condizione fisica della persona. A questo punto le mie domande sono: 1) L'ansia e'una patologia psichica, quindi come puo' essere possibile curarla o migliorarla attraverso una cura fisica? Se non si pensa a curarla risolvendo le cause che l'hanno generata, non si rischia poi, smettendo la dieta, di tornare al punto di partenza? 2) Nel libro si dice che i latticini sono indispensabili perche' contengono triptofano, ma ho sentito dire piu' volte da altre fonti (anche leggendo su altri libri) che possono causare ansia. Allora non e' un controsenso? Quale e' la verita'? Grazie, Loredana. ---------------------------------------------------------------------------------------------------
Cara Loredana, purtroppo non ho letto il libro citatomi (mi invii la casa editrice, cosi' lo leggo), ma posso dirle a riguardo cio' che segue: a) l'ansia puo' essere trattata essenzialmente con i farmaci (ansiolitici) e/o con la psicoterapia (individuale, a diversi indirizzi); non e' dimostrato che una alimentazione a base di alimenti ricchi di triptofano possano "curare" l'ansia e i suoi sintomi (tutt'al piu' fanno bene alla salute in generale); b) non sempre e' necessario "scoprire" le cause (inconscie) che generano l'ansia in tutte le sue manifestazioni; esistono strategie terapeutiche psicoterapiche che possono ridurre e risolvere la maggior parte dei sintomi ansiosi; e' giusto, invece, analizzare le cause reali collegate all'ansia e ridurre la probabilita' che possano agire ancora in modo deleterio; c) il Triptofano e' un precursore della serotonina, un neurotrasemttitore che e' dimostrato essere carente nelle sindromi depressive e ansiose; e' ovvio che un eccesso puo' arrecare effetti paradossali (effetto ansiogeno per es.); Grazie per le domande. Ottime le sue riflessioni. Per problemi di ansia e' sempre meglio affidarsi alle cure del medico,dello psicologo o dello psicoterapeuta e non del dietista. In bocca al lupo!


Renzo : DEPRESSIONE E SCLEROSI MULTIPLA
52
Le chiedo gentilmente come posso affrontare la mia compagna gravemente ammalata di sclerosi multipla che si rifiuta di comprendere la sua stessa situazione creandosi un mondo partticolare molto effimero e non reagendo nemmeno agli stimoli del fisiatra. In una scala da uno a dieci lei si colloca come gravita' tra il sette e l'otto. Sono convinto che solo con la volonta' potrebbe perlomeno rallentare questa evoluzione negativa. --------------------------------------------------------------------------------------------- Sarebbe semplice risolvere il problema della sua compagna solo con una iniezione di volonta'. La Sclerosi Multipla e' una malattia che coinvolge non solo la motilita' e le sensibilita', ma anche l'umore. E' frequentissimo avere disturbi depressivi "reattivi" alla malattia, che vanno trattati con adeguate cure. In breve: psicoterapia di sostegno e antidepressivi. E' necessario (se ne ricordi) farla visitare da un neurologo per escludere un disturbo depressivo maggiore (cioe' grave), che va' affrontato con le dovute cure. In bocca al lupo!


M.A. : VERTIGINI e "SBANDAMENTI"
26
Caro Dott. Esposito, Vorrei rivolgerle alcune domande circa i "giramenti di testa" o sbandamenti. In certe occasioni, non so bene definire quali, mi sveglio la mattina e quando arrivo in ufficio ho degli sbandamenti, ho molta tensione agli occhi. Questo succede anche in altre ore del giorno. Avro' qualche malattia grave? Il mio medico dice che puo' essere lo stress o l'ansia visto che non ho alcuna disfunzione all'orecchio. --------------------------------------------------------------------------------------------------
Premetto (come sempre faccio) che questo servizio on-line non sostituisce la visita medica del soggetto che fa richiesta di informazioni. Pertanto bisogna che lei si sottoponga sempre e comunque a una visita medica completa da parte del suo medico di fiducia. In questa sede posso citarle, in generale, le cause piu' frequenti di vertigini, ma non posso assolutamente dirle quale di queste la riguarda: a) patologie dell'orecchio esterno (tappi di cerume), dell'orecchio medio (otiti medie acute e croniche), labirintiti acute e croniche; b) cervicoartrosi con insufficienza vascolare vertebrale; c) disturbi visivi di refrazione; d) disturbi d'ansia (l'ansia causa aumento degli atti respiratori e quindi iperventilazione, da cui la vertigine o sensazioni di sbandamento); e) altre cause meno frequenti: malattie del sistema nervoso di varia natura (in questo caso la vertigine e' quasi sempre associata ad altri sintomi di localizzazione di lesioni nervose); malattie endocrine (diabete,Cushing, ipertiroidismo,ect.); ipotensione arteriosa; stress psico-fisici; anemie di varia natura; altre malattie. COSA FARE ? Visita medica generale (medico curante); eventualmente analisi ematochimiche generali; visita otorino; visita oculistica; Rx rachide cervicale; Echo-Doppler dei Tronchi sovra-aortici; altri eventuali indagini sulla base di una visita neurologica (se necessita); colloquio psicologico per eventuali fattori di stress psichico; consulenza psichiatrica nel caso si faccia diagnosi di Disturbo d'ansia con sintomi somatici. In bocca al lupo!


Rosa, 36 : DISTURBO DEL SONNO
36 anni
4 aprile 1998
Vengo subito al dunque. Il mio problema, se di problema posso parlare, quello di avere la sensazione di non riuscire a recuperare il sonno perso. Sono sposata felicemente dall'83 e madre di 2 bambini: il maschio di 13 anni e la femminuccia di 8. Lavoro part-time presso una ditta privata e non ci sono difficolta' con i titolari che mi lasciano carta bianca visto che sono riuscita a rendermi indispensabile per l'attivita' che svolgo. Il menage matrimoniale e' positivo, con mio marito c'e' dialogo, una buona intesa sessuale, mi aiuta nelle sue possibilita' per la conduzione domestica e il nostro tenore di vita e' medio alto. Non posso proprio lamentarmi, ma quello che mi cruccia e che non riesco da tempo a riposare come si deve. Mi sveglio presto al mattino e il pomeriggio non riesco piu' a riposare, da questo la paura del non recupero. Penso sempre all'indomani e all'organizzazione della giornata e un appuntamento o una ricorrenza occupano costantemente i miei pensieri. Da circa una ventina di giorni ho cominciato a frequentare una palestra e in quelle due ore devo confessare che riesco a non pensare. Ringrazio anticipatamente per la consulenza. -----------------------------------------------------------------------------
In generale le cause dell'insonnia sono numerose e comprendono sia malattie organiche che neuro-psichiche. Si si escludono le prime (le meno frequenti,ma non di secondaria importanza), resta da fare i conti con le seconde. Per arrivare ad una diagnosi e' necessario, quindi, che Lei si sottoponga ad una visita medica completa (per escludere le cause organiche) e ad un colloquio psicologico per confermare eventuali problemi psichici sottostanti. La funzione del sonno e' di primaria importanza per garantire un buon funzionamento di tutte le funzioni dell'organismo, in special modo di quelle psichiche. Problemi di natura depressivo-ansioso, stress psico-fisici, preoccupazioni persistenti possono frequentemente alterare la normale architettura delle fasi del sonno, causando una riduzione della sua "qualita'" e della sua "quantita'". Nel suo caso bisognerebbe che lei rifletta sulle sue preoccupazioni legate all'organizzazione delle sue "cose" e su come mai ha bisogno di pensarci in modo ricorrente. Probabilmente le passano dei pensieri in mente che la preoccupano, o magari e' un po' troppo ordinata e precisa, tanto da andare in tilt se qualcosa non va'come Lei vorrebbe. Prima di usare farmaci ipnotici o altro consulti il suo medico di fiducia, che sapra' indirizzarla in modo corretto sul da farsi. Cordialmente.


Maurizio : SINDROME DI MELKERSSON-ROSENTHAL
33 anni
18 aprile 1998
Sono uno studente di Medicina, le sarei molto grato se potesse darmi delle indicazioni su dove trovare notizie dettagliate on-line sulla: "Sindrome di Melkersson-Rosenthal". Grazie in anticipo ------------------------------------------------------------------------------------------------- Per ora l'unico sito che ho trovato e' questo:
http://www.derma.med.uni-erlangen.de/bilddb/diagnose/deutsch/i528506.htm
La informero' se trovero' altri siti. Grazie della partecipazione!


Cesare : PARESTESIE NOTTURNE AGLI ARTI
35 anni
31 maggio 1998
Parestesie: Nel dicembre del 97, dopo aver effettuato un breve viaggio in Africa, accusavo i seguenti sintomi: febbre modesta (37,2 -37,5 ); diarrea; intense sudorazioni durante il sonno; parestesie durante il sonno localizzate alle mani (soprattutto mignolo e anulare) e alla parte anteriore delle cosce (soprattutto la sinistra). Presso il centro di malattie tropicali del S.Orsola di Bologna mi sono state effettuare svariate analisi risultate tutte negative: esame urine, ematologico, striscio malaria, anti-borrelia, anti-ameba, anti-schistoma, anti-citomegalovirus, Paul-Bunnel, Widal-Wright, parassitologico, coprocultura. Veniva solo riscontrato un calcolo alla cistifellea durante una ecografia all'addome, per cui le cause della infezione non venivano identificate. Dopo circa 2 mesi si risolvevano spontaneamente le febbre, la diarrea, le sudorazioni, ma permanevano le parestesie notturne. Effettuavo quindi una visita neurologica il cui esame obiettivo risultava nella norma, senza alterazioni del la forza elementare, ne' dei riflessi, ne' della sensibilita'. Attualmente, dopo 6 mesi dai primi sintomi, le parestesie si manifestano ancora quasi tutte le notti e sono fastidiose al punto tale da non consentirmi un soddisfacente riposo. Un particolare che ritengo importante e' che quando mi sveglio nel cuore della notte con la mano formicolante, risulta sufficiente mettersi in posizione seduta e praticare un breve massaggio all'arto per far svanire la parestesia, come se si trattasse di un problema vascolare. In effetti i sintomi che accuso sono paragonabili a quelli che saltuariamente si provano in caso di ostruzione circolatoria per prolungata cattiva postura di un arto. Cosa ne pensa, devo rivolgermi ad uno specialista vascolare o ritiene si tratti di un problema neurologico? Una componente psicosomatica potrebbe generare tali sintomi, o ritiene che debba trattarsi esclusivamente di cause organiche? Grazie per il servizio. -----------------------------------------------------------------------------
Consiglio di sottoporsi a: a) esame elettromiografico completo (per escludere neuropatie di varia natura). Sara' poi il suo neurologo di fiducia ad interpretare la risposta e ad indirizzarla, se sara' il caso, dall'angiologo (per escludere disturbi della circolazione agli arti). In generale e' improbabile che alla sua eta' possano sussistere problemi circolatori; e' piu' probabile l'ipotesi neuropatica. In bocca al lupo!


Paolo : SINDROME DA "STANCHEZZA CRONICA"
26 anni
24 giugno 1998
Vorrei sapere da quali sintomi precisi, si possa diagnosticare la cosiddetta "stanchezza cronica" e se tale patologia e' giustificativa per un allontanamento dal lavoro per un periodo piu' o meno lungo. Grazie.
---------------------------------------------------------------------------------
La diagnosi della "stanchezza cronica" appare nella maggior parte dei casi difficile, in quanto molti dei suoi sintomi sono simili a quelli di altre patologie, tra cui la depressione. E' ovvio che nella sindrome da stanchezza cronica non troviamo gli aspetti psicopatologici tipici della depressione, mentre riscontriamo una serie di sintomi somatici, che vanno dall'astenia-abulia fino ai dolori muscolari diffusi. Stabilita la diagnosi e' comprensibile un periodo di riposo dal lavoro, che varia da caso a caso. Cordialmente.


massimo : STANCHEZZA,TREMORI E SCLEROSI MULTIPLA (2° messaggio)
34 anni
3 luglio 1998
Caro dott. Esposito, la saluto e la ringrazio per la risposta che mi ha dato ad una mia precedente lettera. Le avevo scritto per problemi legati all'assunzione di antidepressivi che mi creavano (e mi creano tuttora) grossi problemi di aspettativa (tali da essermi fatto prendere un attacco di panico). In seconda battuta le ho parlato dei miei disturbi neurologici legati a tremori alle gambe in situazione di flessione e extrasistole. Al momento sto assumendo 1,5 mg. di Alprazolam... L'effetto di tale dosaggio mi ha permesso di non avere (o quasi) piu' le extrasistole, l'umore e' altalenante ma abbastanza buono, gli attacchi di panico sono cessati, ho una buona concentrazione, sono riuscito a 'riprendere' la bicicletta per fare un po' di moto e via discorrendo. Nel frattempo ho consultato un neurologo per questo stato di facilita' alla stanchezza... il dottore mi ha escluso qualsiasi coinvolgimento neurologico organico nei miei disturbi, non mi ha fatto fare l'elettromiografia e a suo dire "la facilita' della diagnosi neurologica e' che ad un disturbo ne deve essere associato almeno un altro per poter prendere in considerazione questa o quella patologia". Che cosa mi consiglia di fare? L'elettromiografia, che cosa mi farebbe capire di piu'? Esiste inoltre la concreta possibilita' della sclerosi multipla? Pensa che sia opportuno fare una RMC? Ed infine, secondo la sua esperienza, in assenza di danni organici, quanto tempo crede che una persona possa soffrire di una facile affaticabilita' (esclusa la sindrome di stanchezza cronica) e tutto il resto dei disturbi neurologici che le ho elencato, se questi ultimi fossero legati solo ad un fattore depressivo o ad un esaurimento nervoso (termine inadatto). Quale farmaco potrei prendere (tipo Carnitina) per vedere di escludere (o includere) patologie serie? La ringrazio e la saluto cordialmente. ----------------------------------------------------------------------------------
In base ai disturbi che lei accusa nulla fa presumere l'ipotesi di una Sclerosi Multipla. Ha ragione il suo neurologo: questi disturbi non appartengono alla serie sintomatologica della S.M. Il problema e' quindi un'altro. Si chieda: "Come mai penso alla sclerosi multipla?"; e poi: "E' possibile ipotizzare altri fattori causali meno gravi?" . Certo, se lei ha sofferto di attacchi di panico, e' assai probabile che tende a interpretare ogni sintomo in modo catastrofico, esagerato. Questo modo di pensare e' tipico dei disturbi d'ansia (tra cui quello di panico) e va quindi corretto con un approccio cognitivo. La soluzione "risonanza magnetica ed elettromiografia" e' comunque consigliata, perche' e' un modo di verificare le ipotesi. E' ovvio che la prescrizione deve essere fatta dal medico di fiducia. In quanto ai farmaci non mi pronuncio. Il problema va risolto a monte, a livello delle sue convinzioni disfunzionali.Saluti!


Luca : DIFFICOLTA' A CONCENTRARSI
21 anni
9 settembre 1998
Gentile Dott. Esposito, mi capita spesso,nella vita quotidiana e soprattutto in sede di esami orali od altre occasioni simili,che concetti ed argomenti da me interiorizzati da lungo tempo (e quindi non semplicemente "imparati a memoria") svaniscano del tutto dalla mia mente o prendano forma confusa, creando cosi' in me un blocco al momento in cui devo richiamare tali concetti. Dopo pochi minuti il fenomeno diventa sempre piu' intenso,finche' non arrivo ad un punto nel quale non sono piu' in grado di capire e dare un significato logico alle frasi piu' banali, quali la domanda "che ore sono?". In genere faccio uso di Lexotan,ma non credo che l'utilizzo sia connesso al problema, che peraltro mi sembra molto comune. La domanda che le pongo: esistono tecniche specifiche per eliminare questo tipo di problemi? ----------------------------------------------------------------------------- Innanzitutto bisogna escludere che il farmaco che Lei assume e' la causa di questo disturbo. Non e' infrequente osservare sintomi analoghi (confusione, difficolta' a mantenere una buona concentrazione,ect.) in soggetti in terapia con ansiolitici. Inoltre queste difficolta' si possono riscontrare in altri quadri sindromici come la depressione, per cui il consiglio e' di rivolgersi al medico che le ha prescritto il farmaco in essere per escludere possibili effetti collaterali o sovrapposizione di sintomi depressivi. Ne deriva che ogni intervento terapeutico (in questo come in altri casi) abbisogna di una corretta diagnosi, che on-line e' praticamente impossibile formulare. In bocca al lupo!


Cesare : PARESTESIE NOTTURNE - secondo messaggio.
35 anni
22 settembre 1998
Il 31 maggio le ho gia' scritto quanto segue: Parestesie: "Nel dicembre del 97, dopo aver effettuato un breve viaggio in Africa, accusavo i seguenti sintomi: febbre modesta (37,2 -37,5 ); diarrea; intense sudorazioni durante il sonno; parestesie durante il sonno localizzate alle mani (soprattutto mignolo e anulare) e alla parte anteriore delle cosce (soprattutto la sinistra). Presso il centro di malattie tropicali del S.Orsola di Bologna mi sono state effettuare svariate analisi risultate tutte negative... Cosa ne pensa? Devo rivolgermi ad uno specialista vascolare o ritiene si tratti di un problema neurologico? Una componente psicosomatica potrebbe generare tali sintomi, o ritiene che debba trattarsi esclusivamente di cause organiche? Grazie per il servizio." Questa era stata la sua risposta: " Consiglio di sottoporsi a: a) esame elettromiografico completo (per escludere neuropatie di varia natura)...". Dopo il suo consiglio ho fatto una visita neurologica ed EMG che risultava leggermente positiva. Comunque il neurologo minimizzava il problema datosi che l'esame obiettivo risultava negativo e mi ha prescritto un ulteriore EMG a distanza di 3 mesi senza ulteriori indagini. Attualmente oltre ai sintomi lamentati ne sono comparsi alcuni forse connessi alle parestesie notturne: dolori cervicali ostinati che perdurano dall inizio di agosto. In attesa della EMG di controllo non sarebbe bene fare un esame radiologico? -----------------------------------------------------------------------------
L'esame radiologico ci consente di vedere e studiare bene le ossa e le articolazioni. Per cui e' l'esame principe in caso di sospette fratture, disarticolazioni, osteoporosi,ect. Nel suo caso sembra essere privo di senso il consiglio di sottoporvisi. Pertanto attenda con fiducia il prossimo controllo EMG. Cordiali saluti.


Rosa, 36 : DISTURBO DEL SONNO 4 aprile 1998 Vengo subito al dunque. Il mio problema, se di problema posso parlare, quello di avere la sensazione di non riuscire a recuperare il sonno perso. Sono sposata felicemente dall'83 e madre di 2 bambini: il maschio di 13 anni e la femminuccia di 8. Lavoro part-time presso una ditta privata e non ci sono difficolta' con i titolari che mi lasciano carta bianca visto che sono riuscita a rendermi indispensabile per l'attivita' che svolgo. Il menage matrimoniale e' positivo, con mio marito c'e' dialogo, una buona intesa sessuale, mi aiuta nelle sue possibilita' per la conduzione domestica e il nostro tenore di vita e' medio alto. Non posso proprio lamentarmi, ma quello che mi cruccia e che non riesco da tempo a riposare come si deve. Mi sveglio presto al mattino e il pomeriggio non riesco piu' a riposare, da questo la paura del non recupero. Penso sempre all'indomani e all'organizzazione della giornata e un appuntamento o una ricorrenza occupano costantemente i miei pensieri. Da circa una ventina di giorni ho cominciato a frequentare una palestra e in quelle due ore devo confessare che riesco a non pensare. Ringrazio anticipatamente per la consulenza. -----------------------------------------------------------------------------
In generale le cause dell'insonnia sono numerose e comprendono sia malattie organiche che neuro-psichiche. Si si escludono le prime (le meno frequenti,ma non di secondaria importanza), resta da fare i conti con le seconde. Per arrivare ad una diagnosi e' necessario, quindi, che Lei si sottoponga ad una visita medica completa (per escludere le cause organiche) e ad un colloquio psicologico per confermare eventuali problemi psichici sottostanti. La funzione del sonno e' di primaria importanza per garantire un buon funzionamento di tutte le funzioni dell'organismo, in special modo di quelle psichiche. Problemi di natura depressivo-ansioso, stress psico-fisici, preoccupazioni persistenti possono frequentemente alterare la normale architettura delle fasi del sonno, causando una riduzione della sua "qualita'" e della sua "quantita'". Nel suo caso bisognerebbe che lei rifletta sulle sue preoccupazioni legate all'organizzazione delle sue "cose" e su come mai ha bisogno di pensarci in modo ricorrente. Probabilmente le passano dei pensieri in mente che la preoccupano, o magari e' un po' troppo ordinata e precisa, tanto da andare in tilt se qualcosa non va'come Lei vorrebbe. Prima di usare farmaci ipnotici o altro consulti il suo medico di fiducia, che sapra' indirizzarla in modo corretto sul da farsi. Cordialmente.


Maurizio 33 anni 18 aprile 1998 SINDROME DI MELKERSSON-ROSENTHAL Sono uno studente di Medicina, le sarei molto grato se potesse darmi delle indicazioni su dove trovare notizie dettagliate on-line sulla: "Sindrome di Melkersson-Rosenthal". Grazie in anticipo ------------------------------------------------------------------------------------------------- Per ora l'unico sito che ho trovato e' questo:

http://www.derma.med.uni-erlangen.de/bilddb/diagnose/deutsch/i528506.htm

La informero' se trovero' altri siti. Grazie della partecipazione!


Cesare : PARESTESIE NOTTURNE AGLI ARTI 35 anni 31 maggio 1998 Parestesie: Nel dicembre del 97, dopo aver effettuato un breve viaggio in Africa, accusavo i seguenti sintomi: febbre modesta (37,2 -37,5 ); diarrea; intense sudorazioni durante il sonno; parestesie durante il sonno localizzate alle mani (soprattutto mignolo e anulare) e alla parte anteriore delle cosce (soprattutto la sinistra). Presso il centro di malattie tropicali del S.Orsola di Bologna mi sono state effettuare svariate analisi risultate tutte negative: esame urine, ematologico, striscio malaria, anti-borrelia, anti-ameba, anti-schistoma, anti-citomegalovirus, Paul-Bunnel, Widal-Wright, parassitologico, coprocultura. Veniva solo riscontrato un calcolo alla cistifellea durante una ecografia all'addome, per cui le cause della infezione non venivano identificate. Dopo circa 2 mesi si risolvevano spontaneamente le febbre, la diarrea, le sudorazioni, ma permanevano le parestesie notturne. Effettuavo quindi una visita neurologica il cui esame obiettivo risultava nella norma, senza alterazioni del la forza elementare, ne' dei riflessi, ne' della sensibilita'. Attualmente, dopo 6 mesi dai primi sintomi, le parestesie si manifestano ancora quasi tutte le notti e sono fastidiose al punto tale da non consentirmi un soddisfacente riposo. Un particolare che ritengo importante e' che quando mi sveglio nel cuore della notte con la mano formicolante, risulta sufficiente mettersi in posizione seduta e praticare un breve massaggio all'arto per far svanire la parestesia, come se si trattasse di un problema vascolare. In effetti i sintomi che accuso sono paragonabili a quelli che saltuariamente si provano in caso di ostruzione circolatoria per prolungata cattiva postura di un arto. Cosa ne pensa, devo rivolgermi ad uno specialista vascolare o ritiene si tratti di un problema neurologico? Una componente psicosomatica potrebbe generare tali sintomi, o ritiene che debba trattarsi esclusivamente di cause organiche? Grazie per il servizio. -----------------------------------------------------------------------------
Consiglio di sottoporsi a: a) esame elettromiografico completo (per escludere neuropatie di varia natura). Sara' poi il suo neurologo di fiducia ad interpretare la risposta e ad indirizzarla, se sara' il caso, dall'angiologo (per escludere disturbi della circolazione agli arti). In generale e' improbabile che alla sua eta' possano sussistere problemi circolatori; e' piu' probabile l'ipotesi neuropatica. In bocca al lupo!


massimo : STANCHEZZA,TREMORI E SCLEROSI MULTIPLA (2 MESSAGGIO) 34 anni 3 luglio 1998 Caro dott. Esposito la saluto e la ringrazio per la risposta che mi ha dato ad una mia precedente lettera. Le avevo scritto per problemi legati all'assunzione di antidepressivi che mi creavano (e mi creano tuttora) grossi problemi di aspettativa (tali da essermi fatto prendere un attacco di panico). In seconda battuta le ho parlato dei miei disturbi neurologici legati a tremori alle gambe in situazione di flessione e extrasistole. Al momento sto assumendo 1,5 mg. di Alprazolam... L'effetto di tale dosaggio mi ha permesso di non avere (o quasi) piu' le extrasistole, l'umore e' altalenante ma abbastanza buono, gli attacchi di panico sono cessati, ho una buona concentrazione, sono riuscito a 'riprendere' la bicicletta per fare un po' di moto e via discorrendo. Nel frattempo ho consultato un neurologo per questo stato di facilita' alla stanchezza... il dottore mi ha escluso qualsiasi coinvolgimento neurologico organico nei miei disturbi, non mi ha fatto fare l'elettromiografia e a suo dire "la facilita' della diagnosi neurologica e' che ad un disturbo ne deve essere associato almeno un altro per poter prendere in considerazione questa o quella patologia". Che cosa mi consiglia di fare? L'elettromiografia, che cosa mi farebbe capire di piu'? Esiste inoltre la concreta possibilita' della sclerosi multipla? Pensa che sia opportuno fare una RMC? Ed infine, secondo la sua esperienza, in assenza di danni organici, quanto tempo crede che una persona possa soffrire di una facile affaticabilita' (esclusa la sindrome di stanchezza cronica) e tutto il resto dei disturbi neurologici che le ho elencato, se questi ultimi fossero legati solo ad un fattore depressivo o ad un esaurimento nervoso (termine inadatto). Quale farmaco potrei prendere (tipo Carnitina) per vedere di escludere (o includere) patologie serie? La ringrazio e la saluto cordialmente. ---------------------------------------------------------------------------------- In base ai disturbi che lei accusa nulla fa presumere l'ipotesi di una Sclerosi Multipla. Ha ragione il suo neurologo: questi disturbi non appartengono alla serie sintomatologica della S.M. Il problema e' quindi un'altro. Si chieda: "Come mai penso alla sclerosi multipla?"; e poi: "E' possibile ipotizzare altri fattori causali meno gravi?" . Certo, se lei ha sofferto di attacchi di panico, e' assai probabile che tende a interpretare ogni sintomo in modo catastrofico, esagerato. Questo modo di pensare e' tipico dei disturbi d'ansia (tra cui quello di panico) e va quindi corretto con un approccio cognitivo. La soluzione "risonanza magnetica ed elettromiografia" e' comunque consigliata, perche' e' un modo di verificare le ipotesi. E' ovvio che la prescrizione deve essere fatta dal medico di fiducia. In quanto ai farmaci non mi pronuncio. Il problema va risolto a monte, a livello delle sue convinzioni disfunzionali.Saluti!


Luca : DIFFICOLTA' A CONCENTRARSI 21 anni 9 settembre 1998 Gentile Dott. Esposito, mi capita spesso,nella vita quotidiana e soprattutto in sede di esami orali od altre occasioni simili,che concetti ed argomenti da me interiorizzati da lungo tempo (e quindi non semplicemente "imparati a memoria") svaniscano del tutto dalla mia mente o prendano forma confusa, creando cosi' in me un blocco al momento in cui devo richiamare tali concetti. Dopo pochi minuti il fenomeno diventa sempre piu' intenso,finche' non arrivo ad un punto nel quale non sono piu' in grado di capire e dare un significato logico alle frasi piu' banali, quali la domanda "che ore sono?". In genere faccio uso di Lexotan,ma non credo che l'utilizzo sia connesso al problema, che peraltro mi sembra molto comune. La domanda che le pongo: esistono tecniche specifiche per eliminare questo tipo di problemi? ----------------------------------------------------------------------------- Innanzitutto bisogna escludere che il farmaco che Lei assume e' la causa di questo disturbo. Non e' infrequente osservare sintomi analoghi (confusione, difficolta' a mantenere una buona concentrazione,ect.) in soggetti in terapia con ansiolitici. Inoltre queste difficolta' si possono riscontrare in altri quadri sindromici come la depressione, per cui il consiglio e' di rivolgersi al medico che le ha prescritto il farmaco in essere per escludere possibili effetti collaterali o sovrapposizione di sintomi depressivi. Ne deriva che ogni intervento terapeutico (in questo come in altri casi) abbisogna di una corretta diagnosi, che on-line e' praticamente impossibile formulare. In bocca al lupo!


Cesare : PARESTESIE NOTTURNE - secondo messaggio. 35 anni 22 settembre 1998 Il 31 maggio le ho gia' scritto quanto segue: Parestesie: "Nel dicembre del 97, dopo aver effettuato un breve viaggio in Africa, accusavo i seguenti sintomi: febbre modesta (37,2 -37,5 ); diarrea; intense sudorazioni durante il sonno; parestesie durante il sonno localizzate alle mani (soprattutto mignolo e anulare) e alla parte anteriore delle cosce (soprattutto la sinistra). Presso il centro di malattie tropicali del S.Orsola di Bologna mi sono state effettuare svariate analisi risultate tutte negative... Cosa ne pensa? Devo rivolgermi ad uno specialista vascolare o ritiene si tratti di un problema neurologico? Una componente psicosomatica potrebbe generare tali sintomi, o ritiene che debba trattarsi esclusivamente di cause organiche? Grazie per il servizio." Questa era stata la sua risposta: " Consiglio di sottoporsi a: a) esame elettromiografico completo (per escludere neuropatie di varia natura)...". Dopo il suo consiglio ho fatto una visita neurologica ed EMG che risultava leggermente positiva. Comunque il neurologo minimizzava il problema datosi che l'esame obiettivo risultava negativo e mi ha prescritto un ulteriore EMG a distanza di 3 mesi senza ulteriori indagini. Attualmente oltre ai sintomi lamentati ne sono comparsi alcuni forse connessi alle parestesie notturne: dolori cervicali ostinati che perdurano dall inizio di agosto. In attesa della EMG di controllo non sarebbe bene fare un esame radiologico? ----------------------------------------------------------------------------- L'esame radiologico ci consente di vedere e studiare bene le ossa e le articolazioni. Per cui e' l'esame principe in caso di sospette fratture, disarticolazioni, osteoporosi,ect. Nel suo caso sembra essere privo di senso il consiglio di sottoporvisi. Pertanto attenda con fiducia il prossimo controllo EMG. Cordiali saluti.


anna : E' NECESSARIA LA PSICOTERAPIA PER LA MIA DEPRESSIONE? 23 anni 2 novembre 1998 Soffro da diversi anni di depressione. Lo specialista ha individuato questo malessere in un problema fisico, dandomi una serie di farmaci tra cui il litio, da prendere 2 volte al giorno. Vorrei sapere se oltre alla cura e' necessaria anche la psicoterapia. ----------------------------------------------------------------------------- In generale la psicoterapia e' sempre consigliabile, e solo in poche patologie (di solito psicosi gravi croniche) e' di difficile applicazione. Non tutti i soggetti, comunque, posseggono doti personologiche per le quali la psicoterapia puo' funzionare. Per esempio la capacita' introspettiva e la presenza di una consapevolezza psicologica riguardo alla propria sofferenza. La decisione spetta dunque al soggetto, dopo aver valutato il proprio grado di disponibilita' alla messa in discussione della propria persona, verso quel cambiamento che lo porta alla riduzione della sofferenza. E' accertato, poi, che l'associazione farmaci psicoterapia da i migliori risultati specie nei disturbi affettivi, di cui la depressione rappresenta la sindrome piu' importante. In ultima analisi si chieda: "Voglio mettermi in discussione per cambiare e soffrire meno?". In bocca al lupo!


sara : SINDROME DI PARSONAGE-TURNER 28 anni 10 novembre 1998 Caro Dottore, complimenti vivissimi per la sua "iniziativa telematica". Spero che lei possa essermi d'aiuto. Al figlio di una mia amica e' stata diagnosticata la SINDROME DI PARSONAGE; il ragazzo, di 20 anni, non riesce ad alzare il braccio per piu' di una certa altezza (penso che questo, da quello che ho potuto sapere, sia il disturbo principale). Ora, riesce difficile trovare informazioni su questo genere di malattia in quanto considerata molto rara. Chi ha emesso la diagnosi, ha prescritto come unica possibilita' di cura un busto in gesso da portare per almeno un anno, con la possibilita' di recupero del 60%. Lei ne sa qualcosa? La ringrazio anticipatamente. SARA ----------------------------------------------------------------------------- La Sindrome di Parsonage-Turner (o plessopatia idiopatica brachiale o amiotrofia nevralgica) e' un'affezione di oscura origine che colpisce pazienti giovani adulti. La malattia esordisce con dolore acuto localizzato alla spalla, alla radice del collo e alla base del cranio, rapidamente progressivo per intensita', seguito, dopo alcuni giorni, da ipostenia muscolare (paresi) dei muscoli del cingolo scapolare, del bicipite e tricipite brachiale (i muscoli del braccio); in rari casi si ha la paralisi completa dell'arto superiore. Sono presenti anche disturbi della sensibilita' termo-dolorifica (nei 2/3 dei casi). Il recupero della forza e della sensibilita' puo' completarsi (a seconda dei casi) in 6-12 settimane e, talora, anche in un anno e piu'. La terapia si avvale dei cortisonici e della fisiokinesiterapia. Non e' possibile stabilire ab initio una prognosi certa. Utili: controlli neurologici frequenti e controllo elettromiografico dei muscoli del cingolo scapolo-omerale. A presto.


Laura : DISTURBI COMPORTAMENTALI POST-TRAUMATICI 32 anni 11 novembre 1998 Gentile dott. Esposito, il mio problema non riguarda me in prima persona ma un mio amico di 32 anni reduce da un gravissimo incidente motociclistico avvenuto in data 11/06/96. Il ragazzo e' rimasto in coma per circa tre mesi e mezzo e dopo il suo "risveglio" e' stato mandato in un centro di riabilitazione. Dopo circa 10 giorni dal ricovero ha cominciato ad essere oppositivo alla fisioterapia e a manifestare delle crisi aggressive e depressive ... manifestava continuamente desiderio di morte. Al nostro rifiuto rispondeva con insulti e quando riusciva a prendere qualcuno gli faceva del male apposta per rabbia. Ora sono passati due anni, il ragazzo e' a casa, il rapporto con la madre che lo assiste e' a livello critico, nel senso che non la sopporta... Inoltre non ha mai fatto nulla per "rieducarlo", tenendolo sempre a letto e trattandolo come un malato senza stimolarlo in alcun modo nella ripresa... Io ritengo che attualmente al ragazzo occorra una terapia a livello psicologico e neuropsicologico, occorre che sia allontanato temporaneamente dalla madre, e rieducato.... Cosa dobbiamo fare e soprattutto ci sono centri specializzati nel recupero di questi pazienti "difficili"? Se non ci sono centri, ci sono terapisti o educatori a domicilio? La ringrazio anticipatamente per l'aiuto che potra' darmi...Mi aiuti se puo', cari saluti. Laura. ----------------------------------------------------------------------------- Capisco le sue preoccupazioni, ma la migliore soluzione e' che il suo amico si convinca a farsi aiutare. Una soluzione sarebbe quella di proporgli un colloquio con un terapeuta, con uno psicologo, chi preferisce, pur di affrontare il suo disagio. Bisognerebbe rivoltargli i problemi continuamente, fargli capire che se non si fa aiutare da qualcuno continuera' a soffrire. In generale questi disturbi comportamentali e affettivi, e questi "cambiamenti" di personalita' nei traumatizzati cranici, sono assai frequenti. E' indubbio che concorrono alla loro comparsa diversi fattori: organici (danni cerebrali derivanti dal trauma) e psicologici (sindrome post-traumatica da stress, slatentizzazione di sindromi depressive, ansiose). Il sostegno psicologico e adeguati provvedimenti ambientali possono aiutare il soggetto a ritrovare se' stesso. Utile nel suo caso l'allontanamento da casa e dalla madre, con la quale ha instaurato un rapporto senza via d'uscita. Gli proponga di parlare con un terapeuta, magari inizialmente potra' contattarlo per telefono o addirittura su internet, come sta facendo lei. Un'altra soluzione e' farsi aiutare dagli operatori del piu' vicino Dipartimento di Salute Mentale della sua zona. Insista e...in bocca al lupo!


Antonio : NEURINOMA DEL NERVO ACUSTICO 44 anni 19 dicembre 1998 Da una risonanza magnetica mi hanno diagnosticato un neurinoma dell'ottavo dai 16 ai 18 mm. Puo' dirmi se c'e' una alternativa all'intervento? Grazie -------------------------------------------------------- Conviene comunque asportarlo chirurgicamente in quanto questo tipo di tumore, per essendo benigno, tende a ingrossarsi, comprimendo le strutture cerebrali circostanti, oltre che a dare sordita'. Consulti un neurochirurgo; se il tumore e' piccolo si puo' aggredire chirurgicamente anche per via timpanica, senza aprire la teca cranica. In gamba!


Vita : TETANIA LATENTE 41 anni 20 dicembre 1998 Egregio Dott. nel 93 mi e' stata diagnosticata la tetania latente, ma ho avuto disturbi gia' dall' 85. Tutte le cure intraprese si sono rilevate inefficaci. Praticamente mi si irrigidiscono le gambe, ed e' come una scarica elettrica che mi attraversa tutto il corpo ed ho difficolta' a muovermi. Questa sensazione dura circa 10 sec. Ho fatto uso di antidepressivi, e nel corso degli ultimi 5 anni ho fatto uso delle gocce di Bromazepam e anche di iniezioni di Fosfolipidi liposomiali. Ho girato per molti ospedali e ne sono uscita da questi con il risultato che mi devo rassegnare a questo male. Non ho nessun problema familiare ed affettivo. Sono casalinga e ho 2 figli. La ringrazio anticipatamente per sua risposta che spero di riceverla al piu' presto. Grazie. ----------------------------------------------------------------------------- La Tetania e' una condizione di abnorme eccitabilita' neuromuscolare che si riscontra in varie condizioni (ipocalcemia, teteno, disfunzioni paratoroidee). Bisogna innanzitutto escludere un ipoparatoroidismo, che causa ipocalcemia, ipomagnesemia e iperfosfatemia. Un Rx del cranio mostra in questi casi calcificazioni caratteristiche dei gangli della base. Utile l'esame elettromiografico. Nella tetania latente le crisi tetaniche sono l'unica manifestazione clinica. La terapia in questi casi puo' giovarsi di tranquillanti e miorilassanti. Nel suo caso, se le crisi sono di cosi' breve durata e non ostacolano in maniera massiva le sue attivita', sara' sufficiente: usare miorilassanti al bisogno, praticare un ciclo di Training Autogeno o un rilassamento muscolare progressivo con l'aiuto di un terapeuta. Esistono vari miorilassanti che possano fare al caso suo, ma bisogna per questi consultare un neurologo di sua fiducia (se non lo hanno gia' fatto). Altro non c'e' da fare. E' importante accettare (se possibile) il disturbo e "farlo proprio": evitera' cosi' di soffrire ulteriormente. In bocca al lupo e BUON NATALE!


Cesare : DISTURBI SENSITIVI AGLI ARTI 35 anni 25 dicembre 1998 Parestesie agli arti al risveglio. Questa e' la mia terza lettera. Riassumo che al ritorno da un viaggio in paese esotico, accusavo lieve febbre e diarrea. Dopo alcuni giorni di malattia comparivano anche parestesie alle braccia e alle gambe. Dopo circa un mese si risolvevano sia la febbre che la diarrea, rimanevano purtroppo le parestesie solo al momento del risveglio oppure occasionalmente durante la giornata in occasione di compressioni ai gomiti o ai piedi. A distanza di un anno il problema non si e' ancora risolto. Ho fatto diversi esami: sangue, urine, ormoni tiroidei, varie patologie infettive, tutto negativo. L'elettromiografia dimostrava un leggero rallentamento nelle conduzioni al carpale. La RMN evidenziava una artrosi ai dischi cervicali c5-c6 e c6-c7 con impronta sulla aracnoide. Secondo lei tale artrosi pu determinare i disturbi di cui soffro? Ringrazio anticipatamente. ----------------------------------------------------------------------------- La storia clinica da lei presentata suggerisce l'ipotesi di una neuropatia sensitiva probabilmente legata ad un infezione tropicale. E' ovvio che questa ipotesi doveva essere confutata all'epoca dell'inizio dei sintomi. La compressione cervicale C5-C6 e C6-C7 puo' spiegare soltanto le parestesie agli arti superiori, non a quelli inferiori. E' necessario un accurato esame neurologico preceduto da un'accurata anamnesi, alla ricerca di nessi logici ed evidenze obbiettive utili per un orientamento diagnostico. Utili un esame RMN del midollo spinale in toto alla ricerca di lesioni compressive in altre sedi del rachide e un EMG di piu' distretti nervosi (anche arti inferiori). Contatti un neurologo al piu' presto. Buon Natale!


DANILO : ANSIA SOMATIZZATA O COMPLICANZA DI UNA OTITE? 29 anni 20 gennaio 1999 Egregio Dottore, circa sei mesi fa ho avuto un otite e curata con antibiotici e gocce si e' risolta positivamente, solamente che dopo sono comparsi altri disturbi quali testa leggera, piccole vertigini,lievissima nausea. Passati questi disturbi dopo poco ho incominciato ad avere nausea,vomito,e durante il vomito avevo come una sensazione di angoscia. Il medico di base mi ha curato con Lexotan e prodotti per facilitare la digestione poiche' secondo lui erano sintomi di stato ansioso. Questo vomito e nausea sono capitati in maniera acuta altre due volte finche' ho fatto tutti gli esami endoscopici (colon e gastroscopia ed ecografia addominale) che hanno scongiurato un problema organico. Il mio problema dicono che sia di origine psicosomatica e per cui vengo curato con Deniban, pero' la nausea e il vomito e dei dolori e bruciori di stomaco sono sempre presenti. Vorrei sapere se l'ansia puo' portare a nausea e vomito e dolori e bruciori cosi' persistenti. Inoltre questi sintomi non potrebbero essere causa dell'otite che e' stata abbastanza forte creandomi un'otturazione dell'orecchio? Informo inoltre che sono disoccupato da un anno e ho tralocato in un'altra regione da due anni; cio' puo' avere influito sulla mia psiche? Grazie per la risposta ----------------------------------------------------------------------------- Le complicanze a distanza di una otite media possono essere molteplici. La piu' frequente e' l'evoluzione cronica che e' caratterizzata da perforazione del timpano, vertigini, ronzii e talora nausea. Per verificare questa ipotesi e' necessario quindi sottoporsi a visita otorino ed eventualmente esami diagnostici (impedenzometria e test vestibolari), per escludere, per esempio, una labirintite sub-acuta o cronica. Riguardo alla natura psicosomatica del disturbo, questa e' un'ipotesi da prendere in considerazione dopo aver escluso la prima. L'ansia e l'angoscia, specie se somatizzate e associate ad altri sintomi (tristezza, palpitazioni, insonnia, epigastralgia, etc.), possono dare quadri sintomatologici simili. Per questo le consiglio un colloquio psicologico, ma sempre dopo essersi sottoposto a visita otorino. In gamba!


Leo : NEUROPATIA DEGENERATIVA 27 anni 22 gennaio 1999 Gentile Dottore, Le scrivo per conto di mia madre (60 anni) che e' affetta da neuropatia degenerativa. Le cause del male sono tuttora sconosciute, i medici pensano che sia dovuta alle cure chemioterapiche alle quali mia madre e' stata sottoposta qualche anno fa in seguito ad una forma tumorale al sistema linfatico. Mia madre inizio' ad avvertire dolori ai piedi ed alle gambe, sempre piu' forti. I dottori le dettero una cura di cortisone per alleviare il dolore durante la notte e permetterle cosi' di dormire, ma con il passare del tempo inizio' ad assuefarsi ed i risultati del cortisone cessarono. Circa un mese fa ha iniziato la "terapia del dolore", le medicine che le hanno prescritto sono: "NEURONTIN 400", "LAROXIL GOCCE" e "LIORESAL". In piu', contro il dolore, prende anche il "TEMGESIC". Il problema e' che da quando ha iniziato queste cure, la situazione e' decisamente degenerata. Ha perso forza nelle gambe con il risultato di non essere piu' in grado di uscire di casa ed anche nelle mani, si stanca facilmente, e' continuamente rintontita e si addormenta profondamente molto spesso. Le domande che le pongo sono queste: e' possibile che ci sia una correlazione tra il visibile peggioramento e l'assunzione di tali medicine? Mi consiglia forse di andare a sentire anche il parere di altri medici? E, cosa piu' importante, esiste una possibilita' di far regredire , o almeno di arrestare, il corso della malattia, oppure mi devo rassegnare a vedere mia madre ridursi lentamente e tra mille sofferenze ad un vegetale? La ringrazio per il tempo che vorra' dedicarmi. Leo. ----------------------------------------------------------------------------- Innanzitutto la diagnosi di "neuropatia degenerativa" deve essere verificata da un esame elettromiografico con velocita' di conduzione motoria e sensitiva. Se non lo ha mai eseguito bisogna eseguirlo. In generale la neuropatia degenerativa puo' essere associata a molte patologie, tra cui il linfoma in essere. Questo significa che bisogna prima escludere che si tratti di una forma secondaria ad altre patologie e confutare l'ipotesi di una forma primaria (idiopatica, autoimmune, etc.). La terapia consigliata sembra adeguata, anche se il laroxil puo' determinare (specie negli anziani) effetti collaterali a tipo sonnolenza o confusione mentale. Il neurologo di fiducia deve decidere se ridurre il dosaggio di questo farmaco, oppure sostituirlo con un antidepressivo di nuova generazione (SSRI, tipo citalopram) che e' piu' tollerato. Se, nonostante quest'aggiustamento posologico o eventuale sostituzione con altro farmaco, la sintomatologia continua, fatela visitare in ambiente universitario (qualsiasi reparto di Neurologia clinica). Un saluto cordiale.


antonio : SINDROME DI GILLES de la TOURETTE (Malattia dei Tic) 29 anni 25 gennaio 1999 Pregiatissimo Dottore, sono un Tourettico (noti la "dignita'" della T MAISCOLA...). E da questo problema (che per altro vorrei gentilmente da lei sapere se a tutt'oggi lo si puo' definire gia' genetico, dal momento che si parla del gene TS) E' SCATURITO UN LUNGHISSIMO PERIODO DI ANNI POST-ADOLESCENZIALI DI PROFONDE CRISI DEPRESSIVE (qualche "cavolata" per delusioni d'amore etc...). A questo ultimamente si e' aggiunto, sovrastruttrurandosi come sintomo epifenomenico, il problema dell'alcol ( in finale solo birra per fortuna ). Oggi, DOPO DUE MESI DI FELICITA DATAMI DALL' AMORE DELLA E PER LA MIA FIDANZATA, tutto cio' sembra essere veramente sparito,a parte "Gilles" con qualche ticchetto che pero' tutto sommato "e' fuori la porta" nei nostri MOMENTI TENERI. LE CHIEDO SUBITO, PER OVVIARE ALL' ATTUALE MIO "GRANDE" PROBLEMA DELLA LOGORREA (SONO FELICE, MI CAPISCE?)se possa continuare migliorando e ottimizzando addirittura il mio essere... le ricordo circa il fattore genetico. In piu', mi scusi se approfitto non essendo questo il canale "esatto" (perche c'e') per chiederle NOTIZIE UTILI sulla sessualita' della mia ragazza che, a vent' anni non conosce neanche l' AUTOEROTISMO; sta crescendo e maturando anche interiormente INSIEME AL MEGLIO. Con cio' e' proprio tutto. Aspetto "ansiosamente" le sue RISPOSTE che saranno senza meno molto esaudienti. Grazie Antonio. ----------------------------------------------------------------------------- La Sindrome di Gilles de la Tourette e' una malattia ereditaria, a probabile trasmissione autosomica dominante e a penetranza variabile caratterizzata da Tic motori e vocali cronici, spesso associati a comportamenti ossessivo-compulsivi e a disturbi attenzionali. I maschi sono interessati piu' delle femmine (rapporto 4:1). Causa: sconosciuta (forse alterazione della sensibilita' per i recettori dopaminergici cerebrali). La malattia inizia nell'infanzia e non arreca disordini neurologici ne' compromissione cognitiva. Il decorso e' imprevedibile: in alcuni soggetti la malattia tende ad attenuarsi, in altri diventa disabilitante (per la compulsivita' e le ossessioni, ma soprattutto per i tic). La terapia e' essenzialmente farmacologica, ma l'associazione con una psicoterapia e' utile e riduce i comportamenti compulsivi e invalidanti. Indubbiamente nel suo caso la logorrea (parlare in fretta) puo' essere considerato un fenomeno legato all'ansia ossessiva (presumo, bisogna verificare con un colloquio), che potrebbe rispondere bene ai farmaci anti-ossessivi SSRI psicoterapia cognitivo-comportamentale, che avrebbero anche un buon effetto sulla tendenza depressiva che traspare da cio' che dice e sulla propria austima (che spesso e' ridotta per l'handicap relazione che consegue ai tic). Spero di aver dato informazioni esaurienti. A presto.



corrado TIC: COSA FARE?
30 anni
29 gennaio 1999
Egr.dottore ho 30 anni e da 26 anni soffro di tic nervosi. Oltre ad essere molto fatidiosi,mi creano un imbarazzo non indifferente. Come posso calmarmi nei momenti di forti crisi? La ringrazio e colgo l'occasione per salutarLA.
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Se si esclude nel suo caso una Malattia dei Tic (Sindrome di Gilles de la Tourette) l'approccio migliore e' una psicoterapia cognitivo-comportamentale volta a ridurre il disagio psicologico e il comportamento disturbante. Anche alcuni farmaci ansiolitici possono dare qualche risultato, ma sempre associati alla psicoterapia. Se invece trattasi di Tic tourettiani la farmacoterapia e' la prima cosa da fare (neurolettici), mentre la psicoterapia affronta il disagio secondario alle problematiche relazionali del disturbo.
In gamba!


Carla : MALATTIA DI BEHCET E INAPPETENZA
32 anni 2 febbraio 1999
Gentile dottore,sono una donna di 32 affetta da una rara malattia autoimmune (Behcet) e anche mio figlio di dieci anni ha la stessa patologia. Oltre ad una svarita e complessa sintomatologia, un problema che ci perseguita e' appunto il disturbo dell'alimentazione. Magari pranzo fino alla nausea e il giorno dopo rimango a digiuno mentre il bambino mangia pochissimo di tutto, pesa 28 kg. Lui ha anche un'anno di ritardo nella crescita, astenico, svogliato a scuola e non gioca come i suoi coetanei perche' si stanca facilmente. Assumiamo ambedue immunosopressori e cortisonici... Nonostante gli interrogativi posti ai medici non ho ancora trovato una risposta: loro dicono che non necessariamente la patologia e la terapia provocano questo disturbo. Continuo pero' a non spiegarmi perche' questo che avviene. Qualche volta riesco a non sentire fame anche per due giorni interi... Il ragazzino lo porto al negozio per fargli scegliere cio' che vuole e se non lo costringessi a mangiare son sicura che si lascerebbe morire. Siamo naturalmente seguiti anche da una psicologa che ritengo molto valida professionalmente, anche se non ci e' stata, purtroppo, di grande aiuto. Ho letto parecchio sulla nostra malattia e ho scoperto che potrebbe essere proprio lei la causa della nostra anoressia ed e' per questo che gli scrivo: non c'e' proprio nulla che possa aiutarci? Qualche farmaco che induca l'appetito? La prego di rispondermi perche' veramente non so piu' a chi rivolgermi. La ringrazio. Carla.
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La Malattia di Behcet e' una affezione che colpisce molti apparati e organi (mucose orale e genitale, occhio, sistema nervoso, app. respiratorio, articolazioni e distretto vascolare artero-venoso). Si manifesta tra i 20 e i 40 anni d'eta' e i maschi sono piu' colpiti delle femmine. La causa e' sconosciuta, ma si pensa che alla base della malattia vi sia una disregolazione del sistema immunitario causata da un agente virale. Sintomi: afte dolorose orali e genitali, uveite anteriore e posteriore, trombosi retiniche, vescicole, pustole, ascessi cutanei, artrite cronica o subacuta specie delle ginocchia. Nel 10-20% dei casi si possono avere anche meningo-encefaliti ed encefaliti con sindromi confusionali, agitazione psicomotoria e deficit di memoria. Il disturbo del comportamento alimentare non e' un segno specifico della malattia, ma puo' essere un sintomo che accompagna il quadro clinico. In letteratura non e' indicato come sintomo patognomonico della malattia dunque, ma siccome la patologia interessa anche le mucose dell'apparato gastro-enterico (oltre che i centri nervosi che regolano il senso di fame), e' possibile ipotizzare che l'anoressia sia secondaria alla malattia. Il decorso e' remittente, con periodi di benessere alternati a periodi di malessere. Utile una consulenza neurologica e dietologica. In bocca al lupo!


Roby : CENTRO SPECIALIZZATO PER MIELITE TRASVERSA
30 anni
7 gennaio 1999
Avendo letto che lei e' specializzato in neurologia, vorrei sapere se e' a conoscenza di qualche centro o singolo specialista in Italia che abbia dimestichezza con la mielite trasversa acuta e che abbia gia' in passato avuto in cura qualche paziente affetto da questa malattia. L'infezione localizzata a livello C3 e l'attacco ha avuto luogo tre settimane fa; la mobilita' e' compromessa dalla C3 e la respirazione non e' autonoma. Grazie per qualsiasi informazione possa fornirmi.
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La mielite trasversa e' una patologia infiammatoria del midollo spinale assai grave. La localizzazione alta cervicale (C3) provoca tetraparesi o tetraplegia e puo' condurre ad insufficienza respiratoria. Ho girato la sua richiesta di informazioni alla lista Neurolit (neurologi e neurofisiopatologi italiani). Appena avro' informazioni sufficienti la informero' tramite questo servizio. In bocca al lupo!


carlo : INSONNIA, CHE FARE?
49 anni
17 febbraio 1999
Gentilissimo Dottore, ho sempre avuto qualche breve periodo di insonnia, dato che da giovane frequentavo abbastanza assiduamente la sezione del mio partito ed avevo essenzialmente vita di relazione all'interno di essa. Quindi spesso rientravo tardi, faticando ad addormentarmi, ma poi il tutto si risolveva abbastanza bene, riuscendo nell'intento. Sposato da 14 anni, con qualche problema di lavoro e anche con mia moglie, con due bambine piccole di 7 e 13 anni, dal mese di settembre, l'insonnia si e' ripresentata. Sono ricorso a rimedi omeopatici, ma sono ancora troppo lunghi e da gennaio sono in terapia analitica, una volta a settimana. Quello che vorrei chiederLe e' sapere se, oltre all'aiuto psicologico, esiste qualche centro per la cura dell'insonnia, oppure questo fatto e' essenzialmente psicologico. La ringrazio vivamente per l'attenzione.
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Esistono vari tipi di insonnia, e tutti hanno bisogno di una diagnosi precisa. Le cause sono varie (organiche e psicogene). Nella maggior parte dei casi l'insonnia e' legata a problemi di natura emotiva (ansia, depressione, fobie, etc.). Nel suo caso bisogna stabilire la causa, poiche' solo con una corretta diagnosi e' possibile un efficace strategia terapeutica. Consiglio visita neurologica per l'uopo. Non sembra necessaria la consulenza di un centro per l'insonnia. In generale alcune benzodiazepine possono risolvere il problema dell'insonnia, specie se legata ad ansia e depressione. Cordiali saluti.


Pasquale : VERTIGINI RESISTENTI
31 anni
17 febbario 1999
Sono sposato da circa una anno e attualmente disoccupato dal maggio 98. Ora sono in attesa di prendere servizio presso una P.A... La notte del 10 gennaio 1999 mi sono risvegliato con un fortissimo senso di sbandamento; non potevo muovere assolutamente il capo in nessuna direzione, perche' mi sentivo venir meno o meglio perdere completamente di stabilita' con un forte senso di nausea. Con mia moglie abbiamo pensato ad un calo di pressione, ma nel sopraggiungere il medico e' stato chiaro che si trattava di vertigini, in quanto la pressione era 135/85. Mi sono state somministrate 30 gocce di levosulpiride e al mattino seguente ho potuto alzarmi. In alcuni momenti e' piu' lieve, in altri e' piu' forte e quindi un po' piu' difficile condurre la vita normale. Ho eseguito i seguenti esami: -esami del sangue e delle urine bilirubina 1,8- (lieve ittero di Gilbert?) e poi la proteina C reattiva con un valore di 8 rispetto al max pari 5 (sinusite?). -RX cervicali e dei seni nasali e paranasali: opacamento dei seni mascellari e del seno frontale da sinusopatia flogistica, e per Rx cervicale: iniziali alterazioni degenerative di tipo spondilosico e riduzione degli spazi intersomatici da C4 a C7. -Vista otorino con esame audiometrico e vestibolare: negativo. -Visita neurologica: negativa. Successivamente ho curato la sinusite con antibiotici e antinfiammatori e ho avviato un ciclo di fisioterapia cervicale di 10 sedute con ionoforesi, elettrostimolazione diadinamica,ultrasuoni, mobilizzazione della colonna vertebrale e massaggi. Nonostante cio' le mie vertigini sono sempre li'. Negli ultimi giorni ho avuto l'influenza con vertigini piu' intense del solito. Le chiedo cortesemente qualche consiglio su come comportarsi nel prossimo futuro, se debba fare ulteriori accertamenti per escludere altre cause, e inoltre se e' possibile qualche terapia sintomatica da fare all'occorrenza ovvero in modo continuo. Nel ringraziarla sentitamente, le faccio le mie congratulazioni per l'iniziativa on-line e le porgo distinti saluti.
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Sembra evidente che la patologia cervicale possa giocare un ruolo fondamentale nella genesi di questo tipo di vertigini. La fisiokinesiterapia e l'elettroterapia possano essere di valido aiuto nella stragrande maggioranza dei casi. Consiglio l'esecuzione anche di un esame Doppler dei tronchi sovra-aortici, per escludere problemi circolatori a livello del rachide cervicale. Non e' infrequente (nei giovani) trovarci di fronte a insufficienze della circolazione vertebrale in presenza di cervico-discoartrosi. Consulti il neurologo per questo esame doppler e si faccia consigliare una terapia adeguata per il sintomo vertiginoso. Se neppure il doppler dovesse evidenziare patologie significative bisogna considerare la genesi psicogena delle vertigini (ansia? stress?)
In gamba!


Anonima : BALBUZIE, COSA FARE?
22 anni
23 febbraio 1999
Sono una studentessa universitaria e dall'eta'di dieci anni soffro di balbuzie. Ho fatto per tre volte psicoterapia, ma ho dovuto interrompere tutte le volte per problemi di finanze. La mia prima psicoterapeuta mi curava utilizzando una tecnica che prevedeva l'utilizzo di un registratore e di esercizi di dizione e lettura; con le altre due invece avevo delle normali sedute di psicoanalisi. Circa quattro anni fa ho smesso, e contando solo sulle mie forze ho risolto in parte il problema da sola, contando sulla forza di volonta'(costringendomi per esempio ad avere rapporti sociali e verbali con altre persone..). Il problema che ho deriva dal rapporto con mia madre, che mi ha ossessionato fin da quando sono nata, criticandomi per ogni cosa e facendomi vivere costantemente con un forte senso di inferiorita' nei confronti del resto del mondo....(della serie: "non vali niente", "qualunque cosa fai e'sbagliata", "gli altri sono meglio di te!"..). Ho sentito parlare di un centro che cura tramite esercizi di dizione la balbuzie. Sarei tentata dal chiedere informazioni a questo centro, ma ho paura di un'ulteriore delusione. Insomma, mi piacerebbe sapere qual e'la cura piu'efficace per risolvere il problema della balbuzie, se delle semplici sedute di psicoterapia o degli esercizi di logopedia o cos'altro...mi piacerebbe sapere se c'e'la possibilita'di una guarigione completa senza dover essere schiavi di questo problema che compromette ogni tipo di rapporto sociale e che procura a volte blocchi e limitazioni davvero difficili da sopportare (paura di entrare in un negozio, di telefonare, etc.) io non dispongo di un grosso capitale, potrebbe esserci la possibilita'di una guarigione completa contando solo sulle mie forze? Grazie.
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Immagino che la sua balbuzie sia, a questo punto, di natura psicogena. E' sempre necessario, in generale, escludere le varie cause organiche del disturbo fonatorio (cerebropatie infantili, per esempio). Dopodiche' la migliore strategia terapeutica e' rappresentata dalla psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Laddove non arriva la psicoanalisi, puo' arrivare questa strategia. Una volta individuate le aree problematiche della sua personalita' (con l'uso del colloquio iniziale e dei test), si fissano gli obiettivi specifici, tra cui ridurre il disturbo e ristrutturare la personalita' nelle aree critiche. Il lavoro terapeutico siffatto prevede la collaborazione paziente-terapeuta al 50%; e' una terapia direttiva e non interpretativa, si lavora con strumenti concreti e obiettivi realistici (per es. affrontare le situazioni sociali per vedere se si e' capaci o no di relazionare, etc.). Anche Lei ha provato a fare cosi', ed e' veramente importante! Ci pensi. Contatti un terapeuta cognitivista della sua zona, medico o psicologo che sia non importa. A presto.


anonimo: DEPRESSIONE E SCLEROSI MULTIPLA
35 anni
4 marzo 1999.
Sindrome depressiva; affetto da sclerosi multipla dal 1991 (diagnosi, sintomi aspecifici dall'82), soffro di crisi depressive ad ogni peggioramento (pousse') della malattia. Sono in terapia con b-IFn dal 94. Il mio vissuto e' quello di essere arrivato sempre un millimetro sotto il risultato a causa della malattia. Pur avendo raggiunto risultati importanti nella vita, sento pero' di aver perso, a causa della malattia, quella molla che mi spingeva a fare e a fare bene.
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La capisco. Pero' bisogna che Lei verifichi realmente, sulla base dei risultati ottenuti, se e' realmente vero che la sua malattia l'ha fatta "...arrivare un millimetro sotto il risultato...". A volte, specie in condizioni come questa, viene meno la sicurezza di base, quella forza che ci consente di avere fiducia in noi stessi. Ma una cosa e' come "ci si vive" e una cosa e' "come realmente si e' "... Rifletta e annoti su un diario le cose buone che ha fatto e le cose che non e' riuscito (secondo lei) a fare nella vita, per cia della sua malattia. Poi faccia un bilancio e ne tragga le conclusioni. Sono sicuro che le cose che le sono riuscite "bene" superano quelle che non e' riuscito a fare. In gamba!


Roby : INFO SU MIELITE TRASVERSA (secondo messaggio)
30 anni
8 marzo 1999
Caro dott. Esposito, Le ho scritto circa un mese fa per avere informazioni relative alla mielite trasversa e Lei mi aveva detto che si sarebbe informato. Vorrei sapere se il suo silenzio dovuto (come temo) al fatto che non ha effettivamente avuto risposte dai medici interpellati o semplicemente non ha ancora avuto tempo di ultimare la ricerca. Grazie comunque dell'interessamento.
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Mi scuso per la mia "latitanza", ma purtoppo non ho avuto informazioni utili per il suo caso. Appena ne avro', inviero' un messaggio su questo sito.
Approfitto per salutarla cordialmente. A presto.