SESSUALITA' 2


matteo : DOLORE AL PENE CON LA MASTURBAZIONE
16 anni
22 febbraio 1999
Gentile Dottore, sono un ragazzo di 16 anni e frequento il liceo scientifico. Ho appena assistito ad una lezione di Biologia sull'apparato riproduttore maschile. Tra i problemi che potrebbero interessare il pene la prof. ha accennato a uno che forse io ho. Ho provato piu' volte a masturbarmi ma sento dolore... capisco che qualcosa non funziona. Puo' aiutarmi? Grazie, Matteo.
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Escluso che si possa trattare di dolore da infiammazione della mucosa del glande (balaniti, candidosi, etc.), il dolore penieno puo' essere causato anche da problemi come la fimosi, che e' assai frequente nell'infanzia-adolescenza. La fimosi e' caratterizzata da una ristrettezza del prepuzio (la pelle che ricopre il glande), che non permette allo stesso di uscire completamente fuori nel movimento discenzionale. Bisogna escludere questa condizione sottoponendosi ad una visita chirurgica o andrologica.
Possibile anche un dolore psicogeno di natura ansiosa (dopo aver escluso le altre cause organiche). In gamba!
 
 


pippo : POSSO CURARMI DA SOLO L'EJACULAZIONE PRECOCE?
25 anni
23 febbraio 1999
Carissimo dottore, come ho gia' potuto leggere all'interno del sito, le scrivo per quell' imbarazzante problema che e' l' eiaculazione precoce. Mi potrebbe dare delle indicazioni sul metodo dello "stop-start", e ancora il nome di un anestetico da applicare? E' possibile l'autocura con dei farmaci, visto che considero a torto o a ragione imbarazzante e un po' deprimente andare da un sessuologo a 25 anni? In attesa di risposta, rivolgo i miei piu' sentiti complimenti per questo servizio. Cordialita'.
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Grazie degli apprezzamenti. La tecnica comportamentale e sessuologica dello "stop-start" va appresa nel contesto di una relazione psicoterapica o sessuoterapica individuale o meglio di coppia. Il motivo resta sempre e comunque la necessita' da parte del terapeuta (insieme al soggetto) di individuare le cause del disturbo e approntare la migliore strategia terapeutica caso per caso. E' ovvio che vanno escluse le cause organiche del disturbo stesso (previa visita medica generale e andrologica). L'uso di anestetici locali e' uno dei mezzi farmacologici comunemente usati all'uopo, ma la loro indicazione va autorizzata da un medico. Per motivi legati alla pubblicita' sui farmaci non posso indicarle il nome commerciale del prodotto (consultare un andrologo o lo stesso psicoterapeuta se anche medico).
Per finire vorrei chiederle: d'accordo che 'e imbarazzante, ma "Cosa le fa pensare che consultare un sessuoterapeuta sia "deprimente"?". Se da solo non riesce a risolvere il suo problema, le conviene tenerselo o le conviene consultarne uno? Rifletta.
In bocca al lupo!


























































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- AVVISO IMPORTANTE PER GLI UTENTI -

Data: 23 febbario 1999

Per gli utenti interessati alle PROBLEMATICHE SESSUALI ho allestito un QUESTIONARIO-SONDAGGIO sul tema "INTERNET E PROBLEMATICHE SESSUALI".
Pregasi chi volesse, di scaricare gentilmente il questionario nella Home Page di Psicoterapeuta on the web, compilarlo e spedirlo a psico@fastcom.it.
E' GARANTITO , COME SEMPRE, IL MASSIMO ANONIMATO!
I risultati saranno oggetto di uno studio scientifico di prossima pubblicazione su questo sito.

GRAZIE PER LA GENTILE COLLABORAZIONE!!!
Dott. GENNARO ESPOSITO
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XMONIQUEX (secondo messaggio) : BISESSUALITA' E PROBLEMI CONIUGALI
32 anni
23 febbraio 1999
Gent. dottore, la ringrazio per la sua gentile risposta, la quale mi ha dato conforto. Le sarei grato se mi volesse indicare qualche nome di professionisti o centri specializzati in provincia di Como-Milano, adatti ad impostare una terapia, cosi' come da lei consigliato. Esiste la possibilita' di appoggiarsi alla struttura pubblica? E' meglio uno psicologo o un sessuologo? Lei e' inoltre al corrente di altre coppie che hanno avuto lo stesso problema e che infine lo hanno risolto? Se si', potrei fornirle tramite normale posta il mio indirizzo e-mail per potere ricevere da loro, se lo desiderano, alcuni consigli soprattutto per mia moglie? Vorrei farle capire che non e' la sola che si trova in una simile situazione, ma soprattutto vorrei convincerla che si puo' trovare una soluzione che permetta a entrambi di vivere sereni insieme. Grazie e complimenti per la sua rubrica.
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Siccome questo servizio garantisce a tutti gli utenti il piu' stretto anonimato, non posso nel modo piu' assoluto esaudire la sua richiesta di contattare altri utenti che soffrono di analoghe problematiche (anche perche' non conosco le e-mail di nessun utente).
In ordine alla sua richiesta di contattare professionisti terapeuti, cerchero' di indicarle nei prossimi giorni i nominativi di colleghi disponibili per un primo contatto. Se lei acconsente puo' inviarmi il suo indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni (ricordo che questo indirizzo non sara' pubblicato in questa page). Grazie dei complimenti. A presto!


XMONIQUEX (secondo messaggio) : BISESSUALITA' E PROBLEMI CONIUGALI
seconda risposta dello psicoterapeuta
32 anni
23 febbraio 1999
Gent. dottore, la ringrazio per la sua gentile risposta, la quale mi ha dato conforto. Le sarei grato se mi volesse indicare qualche nome di professionisti o centri specializzati in provincia di Como-Milano, adatti ad impostare una terapia, cosi' come da lei consigliato. Esiste la possibilita' di appoggiarsi alla struttura pubblica? E' meglio uno psicologo o un sessuologo? Lei e' inoltre al corrente di altre coppie che hanno avuto lo stesso problema e che infine lo hanno risolto? Se si', potrei fornirle tramite normale posta il mio indirizzo e-mail per potere ricevere da loro, se lo desiderano, alcuni consigli soprattutto per mia moglie? Vorrei farle capire che non e' la sola che si trova in una simile situazione, ma soprattutto vorrei convincerla che si puo' trovare una soluzione che permetta a entrambi di vivere sereni insieme. Grazie e complimenti per la sua rubrica.
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Rispondo alle sue domande (mi scusi di questa ulteriore e-mail).
Esiste la possibilita' di usufruire di un servizio di psicoterapia pubblico: chieda informazioni al Dipartimento di Salute Mentale della sua A.S.L.
Psicologo o sessuologo? Direi: basta che sia uno psicoterapeuta iscritto all'Albo degli psicoterapeuti, preferibilmente psicosessuologo ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Finora non ho mai conosciuto coppie con problema simile, ma non e' detto che non esistano.
A presto



Giovanni : RAPPORTO COMPLETO, RAPPORTO ANALE ED ORALE
16 anni
25 febbraio 1999
Gentile dottore, vorrei dei chiarimenti sul concetto di "RAPPORTO SESSUALE COMPLETO": che cosa si intende esattamente con tale espressione? Sono inclusi in questa definizione il "sesso orale", e il "sesso anale"? Inoltre, non riesco a capire se il sesso anale e' doloroso (per lui e per lei), e se la donna puo' provare piacere nel sesso orale e anale. Scusi se sono stato un po' vago, grazie.
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E' stato chiarissimo. Per rapporto sessuale "completo" s'intende il rapporto sessuale nel quale si ha la penetrazione del pene in vagina, con conseguente fase coitale ed eventualmente orgasmo (ejaculazione, orgasmo vaginale e clitorideo). Il rapporto "orale" non e' considerato un rapporto completo, ma "complementare" se cosi' si puo' dire, come quello anale. La distinzione e' puramente di ordine medico-legale. Il rapporto orale configura nel codice penale un "atto di libidine violenta", mentre il rapporto "anale" e' una violenza sessuale vera e propria come quella vaginale. Il rapporto anale e' generalmente doloroso, soprattutto se fatto per la prima volta da entrambi i partner; inoltre puo' risultare fonte di piacere orgasmico per la donna, in quanto il pene va comunque a stimolare la regione pelvica compresa tra retto e utero. Il piacere per la donna del rapporto orale e' prevalentemente psichico, anche se non sempre la donna ama questo tipo di rapporto. Si ricordi che avere rapporti sessuali "non protetti" (senza preservativo), con partner sconosciuti, e' sempre rischioso. Inoltre il rapporto anale puo' causare una serie di malattie veneree e batteriche molto fastidiose e gravi. Pertanto usi sempre il preservativo sia nel rapporto vaginale che in quello anale, e finanche in quello orale! In gamba!


Gabriele : DIFFICOLTA' DI EREZIONE IN CONTESTI DIFFICILI
20 anni
4 marzo 1999
Sono un ragazzo di 20 anni. Da qualche mese frequento una ragazza con la quale sono stato anni fa. Non stiamo insieme anche se talvolta proviamo ad avere rapporti sessuali; dico proviamo poiche', nonostante i numerosi tentativi, io non riesco ad avere una erezione. Credo che non sia una causa fisica, poiche' mi e' capitato di masturbarbi e non ho avuto problemi del genere. Solo che quando lei mi si avvicina, qualunque cosa essa faccia non ho la minima reazione, come se non sentissi la parte inferiore del mio corpo. Ora: non assumo farmaci particolari, non soffro di malattie quali diabete o che possano dare problemi di questo tipo. Ritengo invece possa trattarsi di cause psicologiche, dato che sarebbe la mia prima volta; inoltre, tutte le volte che abbiamo provato erano passate le 4 del mattino, eravamo appena tornati dalla discoteca, suo padre era in camera e noi dovevamo fare tutto in silenzio. Non che queste siano le cause, ma penso che se ho veramente difficolta' queste condizioni nelle quali ci siamo trovati certo non mi aiutino. Cosa posso fare? Tutto cio' e' molto frustrante e imbarazzante per entrambi. Grazie.
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E' indubbio che Lei ha forse centrato il suo problema e gettato le basi per risolverlo. Una delle situazioni che pi frequentemente inibiscono l'erezione la mancanza di tranquillit e il vissuto di pericolo derivante dalla possibile improvvisa presenza di estranei. Provate a fare l'amore in un contesto rassicurante, intimo, ma riservato, e possibilmente in un orario consono (non alle 4 del mattino, ora che fisiologicamente serve per dormire...). A presto.


Ferdinando: EJACULAZIONE PRECOCE, COSA FARE?
22 anni
4 marzo 1999
Mi avvicino per la prima volta a questo sito dopo un'accanita ricerca per risolvere il mio problema, che credo tanto comune, quanto difficilissimo da risolvere. Io sono uno studente universitario, che fa l'amore con una ragazza da quando avevo 15 anni. Inizialmente i nostri rapporti erano disastrosi perche' io soffro di eiaculazione precoce. Questa situazione ha creato molto sconforto nella coppia... Le cose sembravano andare meglio, i rapporti si erano allungati, ma la mia ragazza non e' mai riuscita a raggiungere l'orgasmo. Il mio problema e' questo: io non riesco a fare l'amore sempre nella stessa posizione, perche' subito eiaculo, cambio posizione almeno ogni minuto e questo non permette alla mia ragazza di provare piacere e raggiungere l'orgasmo, orgasmo che raggiunge solo con rapporti orali. IL problema sempre trascurato e'divenuto ora un'ossessione, la mia ragazza mi ha lasciato, non le dedicavo attenzioni, non le facevo sentire l'affetto e l'amore che provavo per lei, ma veniva tutto come una cosa meccanica. Io sono una persona introversa, che non parla molto... La mia situazione familiare e' di grande tranquillita', anche se sono passato per due lunghi periodi di depressione. Imploro il suo aiuto perche' mi sappia dire come risolvere il problema, come posso far provare piacere alla mia ex ragazza (se rifaremo l'amore non posso fallire, perche' sara' il modo di farla tornare da me), come posso non fallire con altre ragazze (che tra l'altro non conoscono il mio problema come la mia ex ragazza). Quali sono le tecniche da adottare, i metodi da seguire, le posizioni migliori, le persone a cui chiedere aiuto? Sono nelle sue mani, in attesa di risposta le porgo distinti saluti e le faccio tantissimi complimenti!!
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Innanzitutto Le faccio notare che lei dice "...Se rifaremo l'amore non posso fallire...", e poi: "...Come posso non fallire con altre ragazze...". Come mai pensa: "Non posso fallire"? Cosa succede se fallisce? Come si sente dopo aver immaginato di fallire? Cosa teme? Ecco, si faccia queste domande e annoti le risposte. Nella stragrande maggioranza dei casi di ejaculazione precoce (o difficolt a mantenere l'erezione) il soggetto "teme" il fallimento, visto come la "prova" della sua mancata "potenza" sessuale. Ansia, tensione, vissuti di insicurezza, possono causare questo disturbo. Una strategia efficace e' rappresentata dalla psicoterapia sessuologica individuale o anche di coppia (nel caso di coppie stabili consensienti). Nell'ambito del rapporto terapeutico, il terapeuta potra' decidere se far apprendere al soggetto (o alla coppia) specifiche tecniche: stop-start, variazioni di posizioni, desensibilizzazione, rilassamento muscolare progressivo. Contatti un terapeuta al piu' presto, seguire "le istruzioni" da solo non risolve il problema. A presto e grazie dei complimenti.


SHANA : COS'E' LA SCHIZOFRENIA
25 anni
5 marzo 1999
MI POTREBBE PER FAVORE ILLUSTRARE BREVEMENTE IN CHE COSA CONSISTE LA SCHIZOFRENIA? CI SONO ATTEGGIAMENTI PARTICOLARI CHE DISTINGUONO LE PERSONE SCHIZOFRENICHE? COSA PUO' FARE NASCERE LA SCHIZOFRENIA IN UNA PERSONA? LA RINGRAZIO. DISTINTI SALUTI.
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La schizofrenia e' una malattia psichiatrica ad andamento cronico-progressivo, spesso invalidante, caratterizzata da: disturbi del pensiero, dell'affettivit e del comportamento. I sintomi cardine della schizofrenia sono: deliri, allucinazioni, ritiro sociale, pensiero disorganizzato e illogico, sovente crisi di agitazione psicomotoria, ansia e depressione reattiva. La diagnosi va fatta tenendo presente molti di questi sintomi che debbono persistere almeno da 6 mesi, in soggetti di eta' compresa tra i 18 e i 35 anni d'eta' (mediamente). La cura e' basata su farmaci neurolettici, sostegno psicologico, riabilitativo-socializzante, psicoterapico cognitivo-comportamentale. La prognosi nella maggior parte dei casi e' favorevole nel 60%. Attualmente la maggior parte dei pazienti affetti dalle varie forme di schizofrenia puo' condurre una vita quasi"normale". Le cause sono multifattoriali: predisposizione genetica, eventi stressanti della vita, relazioni familiari precoci disfunzionali, etc.
Spero di essere stato breve ed esaustivo. A presto.


Mimma : SONO PATOLOGICA? (SEX ON-LINE)
60 anni
13 marzo 1999
Gentilissimo Dottore, sono una donna di 60 anni, sposata e separata con due figli adulti. Ho sempre pensato di essere una donna normale, sessualmente parlando, o anche...leggermente inibita. Navigo spesso in internet per riempire i vuoti che separazione e matrimonio dei figli mi hanno procurato, e frequento chatline da tre anni, cosa che mi ha permesso di avere nuovi amici/amiche e nessun problema. Nei giorni scorsi sono stata contattata da un uomo, leggermente piu' giovane di me e di cui non so nulla se non che faccia ha, poiche' mi ha mandatao una sua foto. In breve, chiacchierando con questa persona mi sono lasciata coinvolgere, e' la prima volta, in una serata di sesso virtuale....del quale fino ad ora avevo sempre riso. E' stato choccante per me rendermi conto che anche fredde parole su un monitor possono scatenare desideri ed emozioni, ed anche che da quel giorno penso continuamente a questo incontro e a questa...persona? Oggi mi sono ricollegata per la prima volta da quel giorno e so che lo cerchero'...mi devo preoccupare? Ritiene che il mio comportamento sia...patologico? Grazie. Mimma.
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Lei crede di essere "patologica"? Cosa glielo fa' pensare? Cio' rappresenta per Lei una preoccupazione intollerabile? Cosa intende "patologica" nel suo caso? In generale, se Lei si riferisce al campo delle perversioni sessuali cybernetiche (e non), bisogna precisare: si definisce perversione "sessuale" una modalita' pervasiva di istinto sessuale che fa soffrire il soggetto, rigida, tendente alla ripetitivita' e alla esclusivita' (cioe' soggetti che si eccitano sessualmente SOLTANTO attraverso UNA SOLA MODALITA' SESSUALE COMPORTAMENTALE, per es.: guardoni, scatologici telefonici, internautici, etc.). Quindi se Lei ritiene di eccitarsi "dal vivo" come "on-line" e preferisce piu' il contatto dal vivo, non sembra essere "patologica". OK?
A presto.


Alberto : DIFFICOLTA' DI EREZIONE
44 anni 20 marzo 1999
Gentile Dottore, ho sempre avuto rapporti con erezione stabile e completa con mia moglie, di 38 anni. Siamo sposati da 17 anni, con una figlia nata 4 anni fa. L'anno scorso, ho accusato problemi di erezione che non mi permettono, con la moglie, non solo di penetrarla, ma neanche di effettuare coito orale e masturbazione. Il disturbo si e' presentato in concomitanza a situazioni di stress da me vissute in ambito lavorativo.... Mia moglie soffre di disturbi mestruali che impediscono di avere rapporti per 10-12 gg. Adesso, dopo un periodo di tranquillita', sul lavoro si ripresentano i problemi conflittuali che si erano in parte attutiti. Ho fatto una cura omeopatica di un mese per ridurre l'ansia, ma lo stimolo dello stress non e' stato eliminato. Una settimana fa sono stato da un andrologo... allora la terapia prescritta e' stata : yohimbina 15 gocce x 3 volte al giorno per due mesi... Mi capita di avere fantasie erotiche e di avere erezione, ma non complete come una volta, sufficienti pero' ad ottenere eiaculazione con la masturbazione. Forse psicologicamente non ho piu' attrazione per mia moglie. Non ho provato con altre donne, quindi non so se con loro funzionerebbe. La ringrazio dottore per i consigli che potra' darmi.
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Come abbiamo piu' volte ribadito, il 90% circa delle difficolta' a mantenere l'erezione (termine piu' appropriato rispetto ad "impotenza") ha un'origine psicologica. Vari fattori (stress, preoccupazioni, ansia, depressione, conflitti di coppia, etc.) possono determinare questo disturbo. L'approccio da Lei seguito e' corretto: innanzitutto bisogna escludere una causa organica (anche se improbabile a prima vista). Per questo e' assai importante l'anamnesi del paziente (la storia clinica, i fatti...), e poi si inizia a pensare a problemi della sfera cognitiva e/o affettiva. L'approccio, a questo punto, puo' essere duplice: da un lato la prescrizione di un farmaco puo' essere d'aiuto all'inizio per aumentare l'afflusso di sangue nei corpi cavernosi e permettere, cosi', il ridimensionamento della convinzione di "non essere piu' capaci di...". Parallelamente (o anche in seguito), attraverso la strategia psicologica (colloquio, psicoterapia) andare a focalizzare le aree problematiche alla ricerca di conflitti, pensieri, convinzioni, stati emotivi, che sono la spina "irritativa", lo starter della disfunzione erettile. A volte anche un'approccio di coppia, allorquando si individuano problematiche relazionali, puo' essere una strategia efficace. Nella maggior parte dei casi la rassicurazione del medico, la modificazione dello stile di vita e di lavoro puo' avere successo; in altri, invece, no, per cui e' richiesto un intervento psicoterapeutico individuale o di coppia. Provi a vedere come va con la terapia farmacologica, e poi decida di consultare un terapeuta sessuologo. In bocca al lupo.


alias : PAURA DI ESSERE OMOSESSUALE
21 anni
21 marzo 1999
caro dottore, son una ragazza di 21 anni,sono fidanzata da tre con un ragazzo di 33, non abbiamo mai avuto rapporti sessuali completi,non per mancanza di desiderio o paure varie, ma per ragioni di tipo religioso. Il mio problema e' che a volte fantastico su donne, e sul fatto di essere da loro accarezzata, coccolata, amata, desiderata. Fin da piccola sono stata un maschiaccio, ho vissuto con mia madre perche' mio padre e' andato via quando avevo tre anni. Che il mio sia una specie di Edipo rovesciato non superato? Ho paura di essere omosessuale.
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E se lo fosse, come si sentirebbe? Potrebbe accettarlo, come si accetta il colore dei propri occhi, o l'altezza, o il colore della propria pelle? Rifletta. Non amo molto l'analisi freudiana (pur rispettandola) e le diro' che la cosa piu' importante per lei e' riflettere su cio' che teme, senza sfuggire a se' stessa. Se vuole ne parli ad un terapeuta dal vivo, ma si ricordi: l'omosessualita' non e' una malattia da curare. Cio' che va' compreso e' il vero senso del bisogno di affetto, di contatto con la persona del suo stesso sesso, cio' che si vive lei, non cio' che significa in modo generalizzato. Lavori su questa sua convinzione: trovi le evidenze di cio' che pensa, e modifichi se puo' le sue convinzioni irrazionali (se le trova).
In bocca al lupo!


Galileo: TENDENZE FETICISTICHE, COSA FARE?
28 anni
23 marzo 1999
Caro amico, soffro di spiccato interesse sessuale per il feticismo fin dalla puberta'; i miei rapporti sessuali sono sempre stati senza problemi e vissuti intensamente. Le mie fantasie preferite prevedono lunghi guanti o stivali di pelle o gomma nera, spesso associati a pratiche di bondage. Con la mia ex-ragazza era quasi la regola avere rapporti mentre lei indossava appunto stivali o guanti. Non lo sentivo come problema nella sfera sessuale, ma ultimamente mi accorgo di osservare "morbosamente" i suddetti feticci nelle vetrine dei negozi o innocuamente indossati da donne per la strada. Questo inizia a darmi fastidio, ma l'attrazione e' fortissima e spesso e' superiore all'attrazione, alla donna in se' stessa. Come posso ridurre o eliminare questo atteggiamento? Anche le donne provano piacere dall'utilizzo appunto di guanti o stivali di pelle o gomma e/o dall'essere legate o imbavagliate? Qual'e' la fantasia sessuale piu' comune per le donne? Grazie - Cordialmente GALILEO.
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Se Lei ha provato a ridurre il disagio in tutti i modi e non e' riuscito, e se e' convinto di non riuscirvi nonostante si sforzi per raggiungere questo obiettivo, la cosa migliore da fare e' chiedere aiuto ad uno psico-sessuologo, che e' comunque uno psicoterapeuta "specializzato" in problematiche psico-sessuali. Il feticismo e' una deviazione del normale orientamento sessuale, caratterizzato dal fatto che L'UNICA (proprio unica) modalita' di eccitazione sessuale e' rappresentata dai "feticci" (guanti, scarpe, calze, slip, etc.etc.). Se Lei ritiene che questa sua "predilezione" sta divenendo l'UNICA MODALITA' di ECCITAZIONE SESSUALE PER IL RAGGIUNGIMENTO DELL'ORGASMO, e al tempo stesso NON LO ACCETTA, NE SOFFRE, NON RIESCE A VIVERE COME VORREBBE, allora e' indicato il trattamento psicoterapico. Se invece Lei ritiene che il feticismo sia soltanto un'aspetto della sua sessualita', magari forte, MA NON ESCLUSIVO, allora potra' iniziare ad accettare questa cosa con serenita', senza necessariamente combatterla piu' di tanto. Rifletta! In bocca al lupo.




claudio : PREOCCUPAZIONI PER IL COMPORTAMENTO DEL FIGLIO
43 anni
31 marzo 1999
caro dottore mi permetto di scriverle perche' credo di avere un grosso problema in famiglia (mio figlio). Tutto comincio' circa due anni fa. Mio figlio attraverso delle lettere insidiava una donna sposata che abitava nel nostro cortile; mio figlio allora aveva circa 17 anni, la signora una trentina, scoppio' un finimondo quando il marito venne messo al corrente dalla moglie della situazione. Per fortuna tutto si risolse con una grossa lavata di testa da parte nostra e un "lasciamo perdere" da parte del marito. Poi venne il momento delle bollette carissime, perche' il figlio faceva nottetempo, oppure quando si ritrovava da solo a casa le telefonate al num.166 telefono erotico. Ancora lavata di testa, numero segreto in modo che non possa telefonare se non digita questo numero ecc.; problema risolto. Adesso l'ultima trovata, ancora scrivere lettere e telefonate ad un'altra vicina di casa; solo che ora mio figlio ha 19 anni ed e' militare, quindi scrive e telefona dalla caserma non so piu' cosa fare, alzare le mani credo sia inutile proibire qualunque cosa tantomeno. Cosa posso fare? Mio figlio quando e' a casa non esce mai, praticamente non ha amici, tranne suo cugino. La ringrazzio anticipatamente per il disturbo claudio.
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Non mi preoccuperei piu' di tanto, ma lei perche' e' cosi' allarmata? Non ha mai sentito parlare di sessualita' dell'adolescente? Nulla da dover "curare", mi creda (almeno da quello che mi ha detto). Buona Pasqua.


Riccardo : EJACULAZIONE PRECOCE
27 anni
1 aprile 1999
Prima di tutto buon giorno e complimenti davvero. Arriviamo al problema, la solita Eiaculazione precoce. Ho 27 anni, da piu' di 2 sto con una ragazza che amo tantissimo e tra non molto ci sposeremo. Sono un impiegato in una ditta a conduzione familiare, non sono particolarmente ansioso, forse un po' teso a causa del lavoro. In famiglia va tutto benissimo. Durante i rapporti sessuali con la mia ragazza, bellissimi ed intensi, raramente riesco a farle raggiungere l'orgasmo con la penetrazione. Non ho mai misurato il tempo, ma piu' o meno dopo 5 minuti il bisogno di eiaculare e' incontrollabile. E' successo di avere rapporti molto lunghi, passiamo l'ora, senza dover venire, questo si verifica quando stiamo insieme per piu' giorni ed abbiamo la possibilita' di fare l'amore ogni giorno. Il primo giorno il coito e' breve, il secondo decisamente piu' lungo e cosi' via. Se poi stiamo una settimana senza fare nulla, siamo daccapo. Oggettivamente non c'e' mai ansia nei nostri rapporti. Come ultimi particolari posso dirle che non sono circonciso e porto il pene coperto, la sua forma e' leggermente curvata verso il basso, ma non comporta dolori ne' a me, ne' alla mia ragazza. C'e' qualcosa che posso fare senza ricorrere a cure particolari ? Medicinali, pomate ? La ringrazzio tantissimo per il suo prezioso aiuto.
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Credo che una riflessione psicologica sia necessaria e utile. Non sempre possiamo risolvere tutto col farmaco miracoloso. E' indubbio, pero', che non sempre e' necessaria una psicoterapia per ogni problema, ma immagino che il suo problema sia tale che se lo vive insormontabile. Dunque, se il disturbo e' tale da arrecarle sempre piu' spesso disagio e insoddisfazione, la strategia migliore resta l'approccio psicologico o sessuologico specifico.
Puo' sempre decidere, quindi, di contattare un terapeuta sessuologo o anche di altri orientamenti. Nella mia esperienza, per soggetti che non intendono fare una psicoterapia, alcuni farmaci possono ridurre il problema (contattare uno psichiatra), ma la cosa migliore e' partire dal modificare qualcosa nel rapporto di coppia. Se non trovera' soluzioni durature, contatti un terapeuta. Nella mia esperienza personale l'approccio migliore e' una terapia cognitivo-comportamentale con tecniche specifiche individuali o anche di coppia (se il partner e' disponibile). Buona Pasqua!


matteo : MASTURBAZIONE
17 anni
1 aprile 1999
Gentile dottore, la mia e' piu' che altro una curiosita' e non so esattamente come formulare la domanda. In pratica vorrei sapere con quale frequenza le ragazze della mia eta' praticano la masturbazione... Possibile generalizzare e affermare che si masturbano molto meno? Grazie. Matteo.
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Probabile, ma non certo. E' possibile, invece, che lo facciano esattamente come gli uomini, ma non lo dicano. E' d'accordo? Buona Pasqua!!!


mario : EJACULAZIONE PRECOCE, PROBLEMA FISICO O PSICOLOGICO?
44 anni
7 aprile 1999
Gentile professore, sono un 44enne, piacente, sposato da 17 anni con una donna molto bella e della mia stessa eta'. Ho una figlia 16enne, un buon lavoro e una situazione economica abbastanza florida. Dai 18 anni in avanti ho avuto molte esperienze eterossessuali con molte ragazze, prediligendo tra l'altro il coito anale proprio per non rischiare spiacevoli conseguenze dovute al problema che sottoelenchero'. Ho il problema, che leggendo la sua interessante rubrica, mi fa pensare sia molto comune, che mi assilla: l'"EIACULAZIONE PRECOCE". Con le ragazze che frequentavo prima del matrimonio era praticamente una costante. Con mia moglie all'inizio era molto frequente, ma devo dire anche abbastanza incostante... Poi 10 anni fa' ho conosciuto un'altra bella donna di circa 10 anni piu' giovane di me (io ne avevo 32), i rapporti con costei pero' erano molto soddisfacenti e il problema si presentava solo sporadicamente. Ma il vero problema , per cui le scrivo, l'ho incontrato in questo anno. Infatti ho conosciuto una 40enne, sposata, con la quale, purtroppo nonostante la mia matura eta', sara' forse per il rapporto un po' pericoloso, oppure le sue continue ed estenuanti resistenze, nonostante che io le piaccia molto, a suo detto, la cosa si presenta sempre in maniera molto forte e puntuale tant'e' che, incredibile ma vero, non sono ancora riuscito ad avere un rapporto completo. Abbiamo solo avuto diversi rapporti orali che tra l'altro si concludono nel giro di qualche minuto. Provare col coito anale qui' e' praticamente impossibile, infatti al solo pensiero eiaculo. E'un problema psicologico o fisico? Tenga presente che ho fatto anche una visita alla prostata ed e' tutto regolare. Esistono farmaci specifici? Cosa bisogna fare per guarire? Il problema non avrebbe dovuto diminuire con l'avanzare dell'eta'? Lei capisce che pur avendo grande potenza sessuale, molte attenzioni e delicatezze per l'altro sesso, vivo una situazione ansiosa e oserei dire quasi castrante. Grazie per il suo prezioso tempo che mi dedica. Ossequi.
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Siccome sappiamo che nel 90% dei casi l'ejaculazione precoce sottende un problema psicologico, la strategia migliore (una volta escluse altre cause) e' l'approccio psicoterapico individuale e/o di coppia. Questo mira a individuare e risolvere eventuali conflitti psicologici legati alla sessualita' (ansia di prestazione, etc.) che causano il disturbo. Insieme a questo approccio puo' dare buoni risultati l'uso di alcuni farmaci, che tendono a ridurre la quota d'ansia legata alla prestazione sessuale e a ridurre la tendenza del riflesso ejaculatorio ad innescarsi subito. L'ejaculazione precoce e' tipico dell'eta' adulto-giovanile, ma conviene aspettare che avanzi l'eta'? Consulti uno psico-sessuologo della sua zona.
A presto.


anna : ATTITUDINE AL TRADIMENTO: E' PATOLOGICO?
32 anni
8 aprile 1999
L'attitudine al tradimento, in molti uomini, ovvero il bisogno di avere piu' donne contemporaneamente, puo' essere considerata una patologia e da cosa puo' dipendere? E le donne che sono attratte da questo tipo di uomini? La ringrazio.
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Assolutamente no, se il soggetto che vive queste esperienze non prova alcun disagio. Quindi non puo' essere considerata una "patologia" in senso stretto. Che poi le motivazioni del soggetto che lo spingono a tradire rientrino o meno in un quadro personologico fatto di conflitti psicologici, e' un'altro discorso. Ma definire questo "bisogno" una cosa da curare, perche' "patologica" in generale, non si puo' accettare. Lo stesso vale per le donne attratte da questo tipo di uomini. Ognuno si vive il tradimento come meglio crede. Finche' cio' non gli arreca disagio (lo arreca certamente al tradito).
Cordiali saluti.


alessandro : MEMBRANA DEL PENE
16 anni
8 aprile 1999
caro dottore, e' vero che nella puberta' dovrebbe staccarsi qualche membrana del pene? Grazie, alessandro.
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Assolutamente no, sta tranquillo. Questa diceria fa parte del pensiero "magico" degli adolescenti. Ciao.


M.P. : IMPOTENZA E FARMACI ANTIPANICO
25 anni
8 aprile 1999
Caro dottore, e' possibile che l'impotenza di cui sta soffrendo ultimamente il mio fidanzato sia legata all'assunzione, da circa tre mesi, di farmaci contro gli attacchi di panico? Devo dire che in tre mesi ha fatto un notevole miglioramento, ma dovra' assumere questi farmaci a vita oppure puo' gradualmente abbandonarli?? Tutti i farmaci di questo tipo possono dare come conseguenza l'impotenza?? La ringrazio per l'attenzione.
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Innanzitutto chiariamo cosa Lei intende per impotenza. Se per impotenza Lei intende "una incapacita' a mantenere l'erezione del pene per il tempo necessario a compiere l'atto sessuale, con soddisfazione orgasmica" bene, altrimenti mi deve far sapere se il disturbo e' un altro. In generale i farmaci antipanico (immagino gli SSRI) non causano questo disturbo, ma frequentemente l'ejaculazione ritardata (orgasmo ritardato) a dosi medio-elevate. Quindi il problema sembra non essere il farmaco, ma una componente psicologica (se non sussistono malattie organiche specifiche oppure abuso di sostanza come l'alcol o droghe). L'aspetto per chiarimenti.
A presto. E grazie del quesito.


matteo : FIMOSI, COS'E', CHE PROBLEMI COMPORTA, COME SI CURA?
17 anni
12 aprile 1999
Gentile dottore, la ringrazio per la sua risposta. A questo punto vorrei chiederle alcune informazioni sulla FIMOSI. Come si cura, e' pericolosa, ecc. La ringrazio ancora, Matteo.
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La fimosi e' una malformazione congenita del prepuzio (la pelle che avvolge il glande del pene), che causa una mancata fuoriuscita dello stesso nel movimento di "scappellamento". Con un banale intervento chirurgico questo problema si risolve completamente. Si affidi alle mani di un buon chirurgo. Complicazioni: infezioni, infiammazioni del glande, problemi per compiere la penetrazione e il coito (la mancata fuoriuscita del glande dal prepuzio non consente un atto sessuale soddisfacente, causa dolore, e puo' condizionare il soggetto al punto da farlo desistere dal compierlo). A presto.


Matteo : FIMOSI INFO (secondo messaggio)
17 anni
13 aprile 1999
La ringrazio ancora una volta per avermi risposto. Temo proprio che nel mio caso si tratti di FIMOSI. Provo un disagio non indifferente a parlarne con i miei genitori, per questo vorrei chiederle se per l'intervento necessario il ricovero, l'anestesia totale, ecc. In pratica: e'possibile risolvere il mio problema senza farlo sapere ai miei? So che il rapporto con i miei genitori non e' ideale, ma di queste cose in casa nostra non si e' mai parlato. Provo anche una sorta di rabbia nei confronti dei miei genitori. Se mi sono accorto solo oggi del mio problema, considerando che ho "scoperto" il sesso parecchio tempo fa, e' anche colpa loro. Spero lei mi possa consigliare, a quale chirurgo mi devo rivolgere? Dove devo andare? Grazie, Matteo.
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Le consiglio di parlarne ai suoi genitori se vuole risolvere il suo problema. Purtoppo nessun medico potra' aiutarla se lo contattera' da solo, in quanto Lei e' ancora minorenne (a meno che non compira' la maggior eta' nei prossimi giorni). Rifletta. Ne parli con i suoi oppure aspetti che compia i 18 anni. In bocca al lupo!


Matteo : FIMOSI, CHE FARE? (terzo messaggio)
17 anni
13 aprile 1999
Gentile Dottore, temo proprio di non compiere gli anni cosi' presto. Proprio per questo le vorrei chiedere quali potrebbero essere le conseguenze di una mia eventuale attesa... Se aspettassi diciamo una decina di mesi? Comunque a questo punto credo proprio che lo diro' ai miei. Lei ha detto che la FIMOSI e' frequente... quanto esattamente? Grazie e arrivederci, Matteo.
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Sono contento che stai (ti do del tu, vista la tua eta', d'accordo?) prendendo coraggio nella decisione di informare i tuoi genitori. Salvi capra e cavoli. La fimosi e' abbastanza frequente: 1 ragazzo su 10 circa. Per l'intervento non ci sono problemi, puoi rimandarlo se vuoi, ma va fatto comunque. In bocca al lupo!!!!



Matteo : FIMOSI
17 anni
15 aprile 1999
Nel ringraziarla (questa volta credo definitivemente) per il suo aiuto, le pongo un altra domanda: quanti giorni ci vorranno esattamente per un eventuale ricovero (se necessario)? Non vorrei perdere troppi giorni di scuola (devo recuperare in due mesi alcuni voti troppo bassi).
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Per la fimosi bastano 1-2 giorni al massimo. In gamba!


Giacomo : POSIZIONE DEI TESTICOLI
14 anni
15 aprile 1999
Gentile Dottore, vorrei chiederle se i testicoli sono, o meglio, dovrebbero essere perfettamente simmetrici e per cosi' dire, alla stessa "altezza". Ho paura che nel mio caso non sia cosi'. Grazie, Giacomo.
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Nel 90% dei casi il testicolo sinistro e' in posizione piu' bassa rispetto al destro: E' ASSOLUTAMENTE NORMALE!!!! In bocca al lupo!



Ennio : ANORGASMIA?
26 anni
17 aprile 1999
ANORGASMIA. La mia ragazza non e' mai riuscita a raggiungere l'orgasmo. Non ci riesce nemmeno da sola, dice di non provare nulla, preferendo di gran lunga l'amore di coppia. Nemmeno con qualunque tipo di stimolo clitorideo ci arriva. Sembra quasi esserci, ma non riesce a scavalcare quel piccolo picco di piacere. Il rapporto tra noi va benissimo. La sua educazione e' stata molto restrittiva da quel punto di vista, ma tutto sommato non credo che possa essere un problema, dato che comunque manca solo un pelo al raggiungimento dell'orgasmo. Cosa posso fare x aiutarla? Se fosse davvero anorgasmica e non dipendesse da qualcosa di psicologico, come potrei scoprirlo? Se fosse solo un problema psicologico come potrei aiutarla a risolverlo senza dover ricorrere a visite specialistiche (non ci verrebbe MAI!)? Non e' un obiettivo l'orgasmo, il nostro modo di incontrarci appagante e non frettoloso, allegro e serio, mai doveroso. Ma mi piacerebbe davvero farglielo provare. Sono il suo primo ragazzo. Ci amiamo molto e
progettiamo un matrimonio appena possibile. Insomma sembra tutto ok, ma... Grazie infinite per l'importante collaborazione e complimenti per l'idea telematica.
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Nella maggioranza dei casi di questo tipo (ma sara' anorgasmia vera?) la causa del disturbo dell'orgasmo e' psicologica. Molto conta, infatti, il modo in cui ci si vive l'altro nell'amplesso e il tipo di convinzioni che provengono dal modello educativo ricevuto. Se per la sua ragazza questo e' un problema (come lo e' per Lei), l'unico valido aiuto e' quello di un sessuologo. Lei puo' parlarle, metterla a suo agio, farla aprire il piu' possibile, nella speranza che esprima le sue emozioni e le sue difficolta'. Ma se non riesce cosi', la cosa migliore e' la consulenza psico-sessuologica. Auguri a voi due!!! E grazie per gli apprezzamenti al servizio.


alessandro : VESCICOLETTE SUL PENE
16 anni
17 aprile 1999
Gentile dottore, ho notato da un po' di tempo delle strane "vescicolette", simili a "brufoli" sulla parte sinistra del mio pene. Di che cosa si potrebbe trattare? Grazie.
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Capira' che bisognerebbe vederle dal vivo, non crede? Se non guariscono le consiglio una visita medica. A presto.



GENNY : SESSUALITA' E GENITORI
22 anni
21 aprile 1999
DA QUANDO ERO PICCOLA I MIEI GENITORI CERCANO DI NASCONDERMI TUTTE LE COSE PIU' NATURALI DELLA VITA, COME LA MORTE O COME IL SESSO. ECCO CHE HO AVUTO DEI PROBLEMI SESSUALI CON IL MIO RAGAZZO E CHE PER UN CERTO PERIODO NON RIUSCIVO A FARE L'AMORE . L'ANNO SCORSO HO TROVATO I MIEI GENITORI CHE FACEVANO L'AMORE E SONO RIMASTA MOLTO DELUSA, NON SO PERCHE. LA COSA PIU' GRAVE E CHE LI HO COME RIMPROVERATI E LORO NONOSTANTE ERO GIA' IN ETA' DI CAPIRE, NON MI HANNO DETTO NIENTE AL RIGUARDO, ANZI MI HANNO DETTO CHE MIA MADRE ERA DISPERATA PERCHE' MI AVEVA VISTO. IERI ANCORA PEGGIO LI HO INTRAVISTI MENTRE AVEVANO UN RAPPORTO ORALE E SONO DEL TUTTO SCONVOLTA. COSA POSSO FARE PER NON PENSARE A LORO CON DISPREZZO E DISGUSTO?
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Iniziare ad abbandonare le convinzioni che i suoi genitori le hanno inculcato fin da piccola, e iniziando a farsi la convinzione che gli adulti spesso non dicono la verita' ai loro figli perche' hanno remore e tabu' sui temi sessuali e su altri temi. La vita e' cosi': brava! Sono argomenti naturali!
Viva la sua vita e cerchi di comprenderli: e' la loro mentalita' che li costringe a dire tante fandonie. In bocca al lupo!!!


Andrea : DIMENSIONI DEL PENE: ANGOSCIA
23 anni
21 aprile 1999
Salve Dr. Esposito, le scrivo per chiederle consigli su come affrontare un problema che mi angoscia terribilmente: le dimensioni del pene. Purtroppo il mio pene presenta dimensioni assai modeste, solo 13 cm in erezione completa e stando anche ad una sua risposta (17/02/99 "Fisiologicamente il pene eretto oscilla tra i 15 e i 22cm") da considerarsi alquanto "PICCOLO". Questo deficit "mi pesa come un macigno", creandomi paura e insicurezza nelle relazioni personali. Evito qualsiasi possibilita' di stringere rapporti con una ragazza per paura di essere inadeguato. Vorrei in ogni modo normalizzare il mio pene. Esistono terapie per aumentare le dimensioni e renderlo pi adeguato? A chi rivolgersi? Vivo in Umbria.
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Mi spiace che una mia informazione sia stata da lei interpretata in maniera esagerata. Non e' importante averlo 13 o 15 cm (quella era una media generale!!!), ma e' importante l'erezione!!! Anche un pene di 13 (e anche di 12 o 10 cm) possono consentire un normale coito e una soddisfacente vita sessuale (la zona erogena femminile e' appena a 2-3 cm dall'imene!!). Lasci perdere eventuali terapie per ingrandirlo...non esistono mica!!! In bocca al lupo!!!



Rodolfo : GERONTOFILIA (PREFERENZA SESSUALE PER PERSONE ANZIANE)
31 anni
28 aprile 1999
Gentile Dottore, mi interesserebbe avere una sua opinione sulla gerontofilia, in particolare sui possibili motivi che possono determinarla. Grazie.
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S'intende per "GERONTOFILIA" la preferenza (esclusiva o predominante) per persone di eta' avanzata, dal punto di vista sessuale. Le motivazioni sono piu' o meno conscie e variano da soggetto a soggetto. Non ritengo utile esporre qui le varie teorie psicodinamiche che la sottendono, poiche' ogni persona ha la sua storia e le implicazioni possono essere tante. La invito a riflettere su questo punto: se la tendenza gerontofilica fa soffrire chi la vive allora la cosa andrebbe affrontata con un aiuto psicoterapico. Se la gerontofilia viene accettata dal soggetto, che se la viva! Lei come la pensa?
L'aspetto per approfondire la sua situazione. A presto.


Rodolfo : GERONTOFILIA (secondo messaggio)
anni
29 aprile 1999
Gentile Dottore, la ringrazio per la risposta sollecita e cortese. Le esporro' piu' in dettaglio la mia situazione. Ho 32 anni, sono omosessuale e provo attrazione esclusivamente per persone anziane. Non ho particolari problemi di accettazione, almeno non consapevolmente. Ma nel complesso credo che una parte dei miei tanti problemi caratteriali possa derivare da questa situazione. Intanto e' molto difficile che in queste condizioni si possa condurre una vita sentimentale stabile, spesso ci sono differenze caratteriali inconciliabili. Ancora piu' spesso a quell'eta' un uomo ha organizzato la sua vita in maniera da non poterla piu' adattare ad esigenze di convivenza o anche di semplice frequentazione assidua. In tutti gli altri casi valgono le stesse enormi difficolta' delle persone comuni. Tutto questo si traduce in insicurezza e insoddisfazione, sempre crescente con gli anni, al punto che ultimamente ho paura di poter scivolare gradualmente verso la depressione, avverto di non avere piu' l'ottimismo di un tempo. Non posso chiederle di risolvere un problema che per molti aspetti appartiene alla sfera sociale piu' che psicologica, pero' mi sarebbe di aiuto sapere se lei ha affrontato tematiche simili e come si sono evolute. Sarei lieto anche se Lei mi potesse consigliare la lettura di un testo sull'argomento. La ringrazio sinceramente.
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In che senso "la maggior parte dei suoi problemi possano derivare dalla sua situazione"? Vuole dire dall'essere attratto da persone anziane? Si spieghi meglio, cosi' aiutera' me a meglio comprenderla e a trovare qualche possibile soluzione. Mi rendo conto delle sue difficolta': immagino non sia facile convivere con persone non della sua stessa eta', bisogna trovare poi le persone giuste per intraprendere relazioni stabili e via dicendo. Non ho ancora affrontato casi analoghi al suo, ma ho appreso alcuni casi analoghi dai miei colleghi, e in tutti i casi il problema resta la difficolta' ambientale ad accettare relazioni sentimentali simili alle sue. Al momento non mi viene da consigliarle alcun libro in particolare, ma ci pensero' su e le faro' sapere. Intanto rifletta sulla possibilita' di parlarne con qualcuno, magari con un terapeuta dal vivo: crede che potrebbe essere utile per lei un colloquio? A presto.


Floriana: ANORGASMIA?
24 anni
8 maggio 1999
Gentile Dott. Esposito, il mio problema e' una anorgasmia. Non ho mai avuto un orgasmo durante un rapporto sessuale con il mio ragazzo (che e' stato il mio primo ed unico partner sessuale). Sento di amarlo molto, mi piace, mi attira e mi piace molto avere rapporti sessuali con lui. Non capisco come mai io non arrivo mai alla conclusione. Lui non soffre di eiaculazione precoce, anzi i nostri rapporti sono quasi sempre piuttosto lunghi, ad es. 20 minuti, o piu'. All'inizio lui era un po' timoroso ed inibito, ma adesso riusciamo ad esprimerci meglio e i rapporti sono sempre migliori; questo grazie al fatto che parliamo molto e abbiamo parlato anche di questo. Tuttavia io vorrei sapere se la cosa dipende da me. Mia madre dice di non sapere neanche lei esattamente che cos'e' un orgasmo, o meglio di saperlo, ma perche' le capita di averne di notte, in sogno. A me succede la stessa cosa: mi capita di notte, anche se non sto affatto sognando cose erotiche, e mi sveglio con questa bella sensazione fisica, che pero' da sveglia non riesco ad ottenere, neanche con l'autostimolazione, che tra l'altro non mi gratifica molto, mi da un solletico si piacevole, ma quasi fastidioso. Se sara' cosi' cortese da rispondermi e vorra' chiedermi altri dati che ora non mi vengono in mente
saro' lieta di riscriverle o eventualmente di leggere le sue indicazioni. Grazie.
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L'anorgasmia e' quel disturbo che consiste in una ricorrente e persistente inibizione dell'orgasmo in presenza di un'attivita' sessuale adeguata come obiettivo, intensita' e durata e in assenza di disturbi fisici e mentali e all'assunzione di farmaci che la possono determinare. Spesso l'inibizione dell'orgasmo si associa e inibizione dell'eccitamento, ecco perche' nemmeno la masturbazione da piacere al soggetto. Questa (come altre) disfunzione sessuale puo' presentarsi come prima manifestazione di disagio psicologico o disturbi psichici o di personalita', che possono costituire anche fattori predisponenti, o di malattie organiche o disfunzioni biologiche ben identificabili (disordini ormonali, etc.). E' necessaria, quindi, una diagnosi differenziale che potra essere condotta da uno specialista ginecologo e/o endocrinologo. Nel 90% e oltre la causa e' psicogena (ansia, depressione, disagio relazionale, etc.). In bocca al lupo!


ROBERTA : PAURA DELLA GRAVIDANZA (DA PETTING)
18 anni
14 maggio 1999
BUONGIORNO DOTTORE. MI TROVO A SCRIVERLE (PER LA SECONDA VOLTA) CIRCA UN PROBLEMA GIA' ESPOSTO A LEI, DI CUI PERO'NON HO RICEVUTO RISPOSTA. MI RIFERISCO AI DUBBI CIRCA LA FECONDAZIONE PUR NON AVENDO RAPPORTI ( QUANTO E' ALTA LA PROIBABILITA' CHE CIO' AVVENGA?)...ASPETTANDO UN SUO RISCONTRO PORGO I MIEI PIU' CORDIALI SALUTI.
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Se non ricordo male le ho gia' risposto, ma se per caso cio' non fosse avvenuto (problemi tecnici di invio e-mail?) le rispondo adesso: la fecondazione e' possibile SOLTANTO se il pene entra in vegina ed ejacula dentro. La probabilita' di restare incinta senza penetrazione e' vicina allo zero, a meno che lo sperma non venga introdotto nella vagina da un dito appositamente. Quindi senza penetrazione la fecondazione e' quasi impossibile! A presto.


Fede : FANTASIE FETICISTICHE, DI TRAVESTISTISMO E SADOMASOCHISMO, CHE FARE?
30 anni 14 maggio 1999
Da 13/14 anni accanto a normali fantasie eterosessuali ho fantasie che riguardano il feticismo, il travestitismo ed il sadomasochismo. Mi capita con discreta frequenza di masturbarmi indossando abiti feminili, immaginando di essere "dominato" da una donna (umiliato, legato ecc.).Sono sposato... i normali rapporti sessuali stanno cominciando a diventare piuttosto radi. In pratica mi pare di stare radicalizzando le mie fantasie e di riuscire sempre meno a desiderare un rapporto normale. Sono certo che lei non ami questo genere di sesso "particolare". Non intendo ferire nessuno, ma mi pare diventi sempre piu' difficile resistere alla tentazione di provare. Se potessi esprimere un desiderio direi che non voglio affatto avere le fantasie che ho, ma che d'altra parte sono terribilmente eccitanti. Mi chiedo se queste pulsioni vadano semplicemente accettate (e quindi se io debba semplicemente scegliere cosa voglio davvero fare e cosa no) o se esista il modo di "uscirne", per vivere una sessualita' meno gotica ed un po' piu' serena.
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Dobbiamo innanzitutto distinguere tra "parafilia" e "aspetti dell'istinto sessuale fisiologico". Le parafilie (le ex deviazioni sessuali) sono quadri psicopatologici dominati dall'esistenza di pratiche erotiche distorte, NECESSARIE per ottenere il PIACERE SESSUALE. Cio' significa che comportamenti sessuali che ESCLUDANO queste pratiche non permettono, alla persona parafilica, di raggiungere l'orgasmo. Quinid la vera parafilia non fa parte della normale modalita' di eccitamento sessuale, e in piu' INTERFERISCE con la capacita' di avere relazioni sessuali reciproche ed affettuose. La parafilia tende ad essere ESCLUSIVA, compare in maniera COMPULSIVA (cioe' il soggetto ne ha bisogno assolutamente per godere), si manifesta in maniera rituale e in particolari situazioni (es.: voyerismo, frotteurismo, etc.), ha una dimensione personale interna ed esclusiva di segretezza, e il piacere del partner non e' indispensabile. Detto questo il suo disagio e' rappresentato da un elemento di dubbio: "Debbo accettare questa mia tendenza e metterla in atto oppure no?". Si chieda: se scelgo di non metterla in atto come mi sento?
Se la mettessi in atto come mi sentirei (nel caso di farlo con un partner e non da solo)? Se la sua sofferenza consiste nel NON ACCETTARE i suoi pensieri "parafilici" e crede che sia giusto non metterli in atto, una psicoterapia individuale puo' essere utile. Se invece il fatto di metterli in atto non le causa problemi (magari studia il modo come farlo, prende precauzioni, etc.) allora potra' decidere di farlo liberamente senza problemi. Di per se' la tendenza parafilica (non la parafilia) non va curata. Un terapeuta potrebbe anche aiutarla ad accettarla, e quindi ridurre il suo grado di disagio psicologico. Rifletta. A presto!



Viola : SONO STERILE?
anni: ?
17 maggio 1999
Caro dottore, sono una ragazza di 20 anni; ho un problema che mi perseguita da quando uso la pillola come anticoncezionale; ho il terrore di diventare sterile. Il mio ginecologo dice che l'ovaio puo' addormentarsi anche prendendo la pillola da un mese, quindi sarebbe meglio non smettere mai di prenderla.. Io sono terrorizzata pero' di essere sterile: come faccio a sapere se lo sono e farmi passare questa convinzione? La ringrazio anticipatamente.
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Ci sono due possibilita': visita ginecologica con annessi esami diagnostici e strumentali (ecografia, dosaggio ormoni sessuali, etc.), sospendere l'assunzione della pillola e provare a rimanere incinta. Bisogna sapere come mai prende la pillola (anticoncezionale o che?), e affidarsi comunque nelle mani del ginecologo. Solo dopo AVER VERIFICATO QUESTA IPOTESI si potra' affermare se lei e' o meno sterile. Rifletta. A presto.


Fede : FANTASIE FETICISTICHE (secondo messaggio)
30 anni
23 maggio 1999
Come lei mi ha invitato a fare ho riflettuto. La ragione che mi ha spinto a scrivere e a cercare proprio adesso e non prima un contatto/aiuto e' proprio perche' mi sembra, come le ho scritto, di radicalizzare questa mia tendenza "parafilica". Cioe': mentre prima si trattava di fantasie parallele ad una vita sessuale "normale", anche se non intensissima (dalla quale comunque riuscivo a trarre e a offrire soddisfazione), ora mi pare di avere difficolta' ad ottenere soddisfazione da un normale rapporto e quindi mi rendo conto di "impegnarmi" sempre meno per averne (e la cosa non sfugge alla mia compagna di vita). Non so se mi spiego. In ogni caso, riguardo ai suoi spunti: mi sentirei terribilmente se cedessi alla tentazione di provare. Starei veramente male, credo, per un misto di senso di colpa (nei confronti della persona che amo) e di senso di squallore (nei miei confronti). Mi pare di capire, dalle alternative che lei mi prospetta, che la psicanalisi prescinda dalla moralita' (che, mi
rendo conto, e' una questione personale e relativa e coinvolge l'ambiente in cui si vive e i valori con cui si viene cresciuti) e questo posso capirlo. Io pero' non posso, e devo trovare la quadratura del cerchio: un modo, voglio dire, per vivere serenamente anche con me stesso, al limite anche con i miei pregiudizi, senz'altro con miei valori. Senz'altro vorrei NON avere queste fantasie. Mi pare di essere nella situazione tipica di una persona con una forma di dipendenza, per esempio, da alcool: da un lato voglio smettere, mi turba e mi fa vivere male, dall'alto faccio molta fatica a non desiderare quel fatidico sorso...
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Dunque, Lei combatte contro questa tendenza, non vorrebbe avere le idee che le vengono in mente, vero? E' consapevole dell'immoralita' dei suoi desideri, ma sembra non resistere ad essi. La sofferenza nasce da questo conflitto. Ogni psicoterapia aiuta la persona a capirsi e a modificarsi in relazione al disagio vissuto. Obiettivo della terapia potrebbe essere quello di iniziare ad accettare piu' che rigettare questi desideri, e magari capire da quali bisogni scaturiscono, e successivamente pianificare un modo o piu' modi per estrinsecare meglio il comportamento sessuale. La psicoterapia puo' essere una via. Noi sappiamo che un'idea che non accettiamo, ripetitiva, fa soffrire e sappiamo che il modo per neutralizzarla e' accettarla (cioe' accettare che possa venirci in mente, accoglierla). In seguito noteremo un sollievo dall'ansia. Contatti un terapeuta per iniziare questo lavoro. Lei potra' scegliere uno psicoanalista se e' interessato al "profondo", un cognitivista se vuole apprendere strategie concrete di fronteggiamento e modificazione cognitiva efficace per ridurre la sofferenza. Rifletta. A presto e in bocca al lupo!


Armando : EJACULAZIONE PRECOCE? COME FARE DA SOLI A RISOLVERLA?
21 anni
23 maggio 1999
Salve, sono un ragazzo di 21 anni di Roma, studente di ingegneria, lavoratore nei momenti liberi e lasciato da una ragazza da un paio di mesi. Il mio problema e' che dalle mie esperienze sessuali ho ereditato il problema dell'eiaculazione precoce, credo dovuto all'insicurezza che la ragazza precedente mi ha dato in ambito sessuale. Voglio quindi porre queste domande: Come posso risolvere il problema da solo (credo che non sia proprio radicato non succedendo sempre)? I mie rapporti (tranne qualche volta non troppo rara) durano piu' o meno 15-20 min, in questi casi e' eiaculazione precoce? La mia ex non ha mai raggiunto l'orgasmo con me se non con masturbazione o rapporti orali e credo che questo sia la causa del mio problema, ma la "colpa" di chi e'? La mia che non "duro" o la sua che raggiunge l'orgasmo solo clitorideo? grazie dell'attenzione.
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Innanzitutto, giustamente, verifichi se Lei ha un problema di ejaculazione precoce. S'intende per ejaculazione precoce l'incapacita' di compiere il coito per il sopraggiungere dell'orgasmo in maniera anticipata, inattesa e non voluta. l'ejaculazione sopraggiunge dopo qualche secondo a qualche minuto (2-5 minuti) dall'inizio del coito (qualche volta l'ejaculazione avviene anche senza toccamenti o penetrazione!). A questo punto rifletta e poi conclude. Se ritiene di avere questo problema la cosa migliore e' affidarsi ad uno psicoterapeuta sessuologo (previa esclusione di patologie organiche che la causano o abuso di farmaci o droghe varie...), se invece non ritiene di avere questo problema probabilmente il problema e' di coppia (intesa sessuale insoddisfacente?). In gamba!


Rosa : ABUSO SESSUALE E MALTRATTAMENTI, CERCO TERAPEUTA
26 anni
5 giugno 1999
Cerco una terapista per il mio problema: ho subito abuso sessuale e maltrattamenti da entrame i
miei genitori per circa 10 anni. Dopo aver dimenticato tutto e' riaffiorato un ricordo qualche anno
fa. Ora sono molti i ricordi, anche sostenuti da prove esterne. Ho dei periodi in cui non riesco ne'
a lavorare ne' ad avere rapporti con il mondo esterno. Sono stata trattata con vari psicofarmaci
senza successo. Grazie.
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E' indubbio che la psicoterapia individuale in questo caso e' necessaria. I farmaci possono
alleviare i sintomi dell'ansia e della depressione, non risolvono i problemi e i traumi psichici. Mi
faccia sapere (se vuole) in che zona lei risiede e le trovero' un terapeuta disponibile. Auguri!


Francesco : PROBLEMA SESSUALE DELLA PARTNER
39 anni
11 giugno 1999
Carissimo Gennaro: sono un medico di ... (omissis localita', ndr), sposato da 11 anni con una
donna (anche lei medico) di due anni piu' grande di me. Abbiamo due figlie e tutto va per il meglio:
nessun problema di salute, nessun problema economico o di lavoro. Mia moglie non lavora, se
non part- time, e si dedica molto alla casa ed alle figlie. Il nostro vero problema riguarda la nostra
sessualita'. E mi sto rendendo conto che rappresenta un problema per molte coppie sposate. Mi
spiego: durante il periodo di fidanzamento e nei primi tempi dopo il matrimonio, tutto sembrava
filare liscio. Con il tempo si e' andata via via manifestando una situazione in cui mia moglie non ha
piu' provato piacere fisico nel fare l'amore. E cio' interrompe bruscamente i nostri (a questo
punto) sempre piu' diradati rapporti sessuali. Ancora piu', in particolare, accade che dopo un
periodo di preliminari molto piacevoli per entrambi, lei e' come se non provasse piu' nessun
piacere e manifesta disagio crescente che la costringe ad allontanarmi da lei e rinchiudersi in una
mutismo irritato, anche perche' lei avverte che io, nel frattempo, ho raggiunto l'orgasmo. Mia
moglie ha sempre rifiutato di consultare un sessuologo o psicoterapeuta ed io non so che fare. A
volte il desiderio si reprime nel terrore che possa finire al solito modo. Ti ribadisco che mia moglie
e' una donna fondamentalmente sana e che mi vuole bene. Prova desiderio per me ma, al
momento topico... Grazie per il Tuo aiuto.
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Esistono varie possibilita' per affrontare questo tuo problema. La prima e' quella di comprendere il
disagio di tua moglie piu' a fondo, cercando di farla aprire su contenuti intimi e su eventuali conflitti
che si vive nel rapporto sessuale. Questo lavoro potresti farlo tu, almeno per capire su quale
livello indirizzarci (disturbo dell'orgasmo? vaginismo? disturbo d'ansia?). Una seconda
possibilita'(se non riesci a cavare un ragno dal buco) e' incitarla a parlarne con un terapeuta, anche
se non sessuologo, e magari attraverso Internet (potresti proporgli di contattare me, se dal vivo
non riesce a parlare con un terapeuta). Terza possibilita': un approccio di coppia. Si va entrambi
dal terapeuta. Che ne pensi? Rifletti su queste proposte, valuta insieme a tua moglie queste
possibilita', chiedile se per lei una di queste puo' andare bene o se ha lei delle alternative.
Immagino ne soffra anche lei, per cui se finora non e' riuscita a ridurre questo disagio, conviene
fare di piu'. Pena tenersi il problema. Parlale chiaro. In bocca al lupo! Ti aspetto. A presto e
grazie del contatto.


Sarah : FANTASIE EROTICHE ASSILLANTI
21anni
11 giugno 1999
Gentile dottore, innanzitutto complimenti per la sua rubrica e per la sua pazienza... Scrivo a lei
questo mio strano caso che non ho mai avuto il coraggio di confidare a nessuno. Ho avuto 3
ragazzi, rapporti intimi bellissimi e soddisfacenti, vivo apparentemente bene. Ho pero' una fantasia
sessuale che mi assilla da quando ero appena adolescente: i muscoli...e soprattutto...di donne.
Non sono omosessuale, sto benissimo con il mio ragazzo anche fisicamente. Ma se sono sola,
quella fantasia arriva. Sono insicura, complessa e sto male in famiglia, anche se le soddisfazioni
non mi mancano. Grazie per l'ascolto, attendo il suo parere.
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Rifletta su questo. Si chieda: "Queste fantasie appartengono al mio vissuto erotico?", "Mi sono
estranee o le accetto". "Se fossi omosessuale come mi sentirei? Come immagino possa vivermi?".
Immagini, fantasie sessuali o erotiche, soprattutto legate a particolari esperienze passate (non
necessariamente nel suo caso) possono essere presenti in tutti noi, e in ognuno di noi avere
importanti implicazioni e significati profondi o coscienti. Cio' che e' importante e' vedere se queste
fantasie ci aiutano oppure ci fanno soffrire. Se esse arricchiscono il sentire la nostra sessualita' e il
nostro desiderio in maniera sublime ed equilibrata, allora che c'e' di male averle? Accettandole e'
probabile che non l'assilleranno cosi' intensamente come adesso. E' d'accordo? Accolga questa
mia come spunto di riflessione....A presto.


Claudia : CHAT-LINE EROTICA E TURBAMENTI
33 anni
15 giugno 1999
Gentile professore, ho da proporle un problema che mi ha turbato e confuso moltissimo. Sono
sposata e frequento chat-line. Con queste persone ho un rapporto solo virtuale, in quanto credevo
di volere solo amicizia e possibilita' di scambiarsi opinioni. Ma una sera di queste (ero in casa
sola) sono stata contattata da una persona che mi ha proposto una serata di sesso virtuale, ed io
mi sono lasciata trascinare, e la cosa e' stata per me piacevole. Poi quando lui ha tentato di
approfondire il rapporto (telefonicamente o anche con un incontro a quattr'occhi) io con una scusa
sono fuggita. Poi quando e' tornato a casa mio marito l'eccitazione in me era ancora grande che ci
siamo scatenati in una nottata di sesso indimenticabile. Quello che io mi chiedo: ma e' giusto quello
che ho fatto? Mi ha fatto forse bene visto come e' proseguita la nottata? Sottolineo poi il fatto che
quando faccio l'amore con mio marito non sento il desiderio di farlo con un altro uomo. La
ringrazio sentitamente per la sua cortese risposta. Claudia.
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Lei crede che sia giusto quello che ha fatto? Un comportamento, un emozione che si prova, non
necessariamente bisogna catalogarli come "giusti" o "non-giusti". Provi a chiedersi: "Come mi sono
vissuta in quella situazione virtuale?" "Quali emozioni mi ha evocato?" "E come mai me ne sono
fatta un problema morale?". Si sa che Internet (e in particolare la comunicazione mediata dalle
chat-line) ci pone in una situazione molto particolare, diversa dalle situazioni reali. E' come se
vivessimo situazioni relazionali senza in fondo "starci" di persona, come se avessimo la possibilita'
(onnipotente) di coinvolgere se' stessi e l'altro senza mai concederci completamente, viviamo
intense reazioni emotive come in una dimensione parallela alla realta', dove tutto e' possibile
attuare e sentire, in una sorta di condivisione emotiva, siamo piu' liberi forse di provare emozioni,
anche le piu' recondite, anche quelle mai immaginate... Ecco perche', talora e in particolari
personalita', il net puo' diventare un potente innesco di vissuti e aspetti personologici di cui non
conoscevamo l'esistenza, puo' indurre forme svariate di dipendenza, puo' far emergere particolari
perversioni, etc. etc. Con questo non voglio dire che lei e' perversa, ma sto cercando di farla
riflettere e indurla a modificare le convinzioni che si e' fatta di se' stessa dopo che ha vissuto
emozioni cosi' forti in chat. Cerchi gli aspetti positivi della sua esperienza emotiva, non solo quelli
moralistici o negativi. Non necessariamente lei ha "tradito" il suo partner (l'ha pensato?) Buona
navigazione...(le consiglio di leggere il libro "Psichiatria online" - di F.Bollorino e autori vari, tra cui
il sottoscritto - Apogeo editore - per apporfondire l'argomento). Cordiali saluti


enzo : ANSIA DI PRESTAZIONE O COSA?
23 anni
21 giugno 1999
Sono capitato per caso in questo sito e volevo chiedere una cosa. Ho letto da qualche parte
dell'ansia da prestazione sessuale e mi chiedevo se in quello che mi capita c'entra il fatto che sono
stato per molto tempo fidanzato con la stessa persona. Ora mi capita di non vivere intensamente
qualsiasi tipo di rapporto sessuale. Grazie.
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Cosa glielo fa credere? Non posso rispondere io a questa domanda, lei capira'. Le risposte ai
nostri problemi sono dentro di noi. Per aiutarla le indichero' una strategia utile cognitiva: individui il
problema, cerchi le convinzioni che lo sottengono e le cambi. E' possibile, per fare un esempio,
che lei non vive intensamente qualsiasi tipo di rapporto sessuale come le piacerebbe perche' coglie
"l'ansia di prestazione", cioe' "la paura di fallire". Individui i pensieri che le vengono quando si
appresta ad unirsi alla sua partner, li fissi su un diario, ne raccolga tantissimi. Poi li verifichi. Se da
solo non riesce a fare questo lavoro potra' sempre consultare un terapeuta. Cordialmente.


Mauro A B C : IMPOTENZA, COME FARE PER RISOLVERLA?
32 anni - 26 giugno 1999
Buongiorno, sono un ragazzo che soffre di impotenza da quando ne avevo 28. Le cause fisiche
sono da escludere, il medico di famiglia mi ha consigliato di rivolgermi a una persona specializzata
poiche' le cause sono psicogene, ma io non ne sono convinto. Lei dice che dovrei mettermi in
discussione, ma io ho una alta stima di me stesso, e non riesco a capire in che modo potete
aiutarmi, dicendomi forse quali sono le origini dei miei problemi? Io sono sempre stato single
forzatamente e forse ho anche paura delle donne perche' si sono sempre dimostrate piu "forti" di
me; a 28 anni per capire se ero normale ho dovuto ricorrere alle prestazioni di quella che molti
considererebbero una prostituta ed e' stato un insuccesso. Prima di questa occasione una donna
non l'avevo neanche mai sfiorata: sono queste origini dei miei problemi? Voi che ci potete fare?
Delle terapie? E in cosa consisterebbero, io mi ritengo una persona con una grande forza di
volonta' e un'intelligenza al di sopra della media, sono molto orgoglioso e difficilmente accetto il
fatto di dovermi rivolgere a qualcun altro per risolvere un mio problema ... mi sto rassegnando, ma
se mi fa cambiare idea si guadagna un posto in "paradiso".
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E' possibile che lei, richiedendomi una consulenza online, si stia ricredendo sul fatto che non
accetterebbe l'aiuto compentente di qualcuno per risolvere il suo problema, e cio' potrebbe essere
positivo per lei, in quanto probabilmente sta aprendo la sua mente e sta riflettendo di piu' su se'
stesso e sulle possibili soluzioni al problema. Immagino che lei soffra per un disturbo dell'erezione
e vedo che non e' pienamente convinto del responso che il suo medico le ha dato (impotenza
psicogena). Io la sto aiutando adesso a vedere il suo problema da un altro punto di vista e non a
farle cambiare idea. Immagini di avere una pietra in una scarpa. Cosa farebbe? Probabilmente si
sfilerebbe la scarpa e la toglierebbe, altrimenti le farebbe male al piede; non farebbe
probabilmente altro. Lei dice che le donne "si sono sempre dimostrate piu' forti di me..." e quindi
ha paura di esse. Il problema potrebbe essere questo? In realta' potrebbe essere che lei che se le
viva "piu' forti" e cio' la mette probabilmente in una situazione di inferiorita'. Per ridurre la paura e
l'ansia prestazionale non deve fare altro che cambiare le sue convinzioni sulle donne e sulla sua
capacita' di poter compiere l'atto sessuale. Il terapeuta puo' aiutarla a modificare quelle
convinzioni che causano l'ansia prestazionale e quindi il disturbo erettivo. Un terapeuta
cognitivo-comportamentale puo' anche farla apprendere delle tecniche cognitive e di rilassamento
adatte allo scopo. Ma bisognerebbe provare a mettersi in discussione, anche se si e' intelligenti,
forti e orgogliosi di se'. A volte l'orgoglio fa male... Rifletta.


cristina : DOPPIA NATURA, PREFERENZA PER ENTRAMBI I SESSI
21 anni
3 luglio 1999
buongiorno , credo di non riuscire a riassumere tutto in 20 righe e per questo ho anche intenzione
di andare al piu' presto da uno psicoterapeuta ... dunque ...ho sempre avuto difficolta' ad
innamorarmi ed una personalita' contrastante. Mi sono innamorata due volte nella mia vita, la
prima a 12 anni per vari anni e a 18 sono anche riuscita ad instaurare una pseudo storia con un
uomo di 20 anni piu' grande, un anno fa invece mi sono innamorata di una donna ed ho avuto una
storia con lei che e' durata circa quattro mesi e culminata con un imprevisto gioco a tre (lei/lei/lei)
... somatizzo tutto molto, ho anche altri problemi che mi hanno sempre tormentato, una madre
molto apprensiva ed angosciante, una situazione familiare difficile, sono confusa , non capisco piu'
nulla ed il colmo e' che all'apparenza sono una ragazza sportiva, seria, bella, intelligente, simpatica,
piena di amici e corteggiata, parlo molto con tutti cerco di capirmi fino all'ossesione ed in parte ci
riesco anche ma ... mi spaventa la doppia natura che in tutto e per tutto mi contraddistingue ...
secondo lei cosa devo fare ? grazie.
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Dovrebbe riflettere sul suo disagio e capire cosa specificamente la turba. Se ha paura di essere
omosessuale o sa di esserlo e non vorrebbe esserlo, allora e' importante sapere che
l'omosessualita' non e' una malattia psichica in senso stretto e che eventuali disagi emozionali sono
legati alle difficolta' di attuare le relazioni desiderate o i sensi di colpa associati ad essi. Nessun
terapeuta potra' mai dirle: "Curiamo l'omosessualita' in quanto tale". Rifletta. Se ha deciso di
andare da un terapeuta per questo suo disagio, deve avere bene in mente che l'omosessualita' non
e' una psicopatologia di per se', per cui potra' essere piu' serena nel farsi aiutare per cio' che
implica e magari accettare col tempo di avere una doppia preferenza sessuale. Il benessere
psicologico, in generale, si raggiunge spesso con l'accettazione di se' stessi, cosi' come si e' e si
vuole essere. Cordialmente.


cristina : CERCASI TERAPEUTA (DISAGIO PER RELAZIONE OMOSESSUALE)
21 anni
buongiorno, sono ancora la ragazza della storia con l'uomo sposato e l'amore omosessuale etc ...
sono di Milano e volevo anche chiederle se eventualmente mi potrebbe indicare uno
psicoterapeuta nella mia citta' , preferibilmente zona ovest-sud/ovest ...grazie.
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Contatti il Dott. Fabio Canegalli, psichiatra di Milano. L'e-mail e': ilcane tin.it A presto.


Mauro A B C : IMPOTENZA E SCETTICISMO PER LA PSICOTERAPIA (2 messaggio)
32 anni
3 luglio 1999
Chiedo scusa se la importuno ancora, che la risposta alla seguente domanda credo sia importante.
Spero si ricordi della mia precedente richiesta, fatta comunque con lo stesso nominativo. Lei mi ha
dato una risposta logica: "Immagini di avere una pietra in una scarpa. Cosa farebbe?
Probabilmente si sfilerebbe la scarpa e la toglierebbe, altrimenti le farebbe male al piede; non
farebbe probabilmente altro." Ok ne convengo che rivolgersi a uno psicologo e' una risposta
logica al mio problema di impotenza, ma se mi presentassi dallo psicologo mantenendo una certa
diffidenza e scetticismo, crede che la cosa risulterebbe risolutiva e costruttiva per me ugualmente?
Posso senza dubbio seguire quello che la logica suggerisce, ma convincermi dell'utilita' credo sia al
di sopra delle mie possibilita', senza offesa e mi scusi per essere stato cosi poco rispettoso per la
sua professione, probabilmente e' dovuto alla mia ignoranza, ma non posso farci niente.
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L'informazione erogata con questo servizio di counseling puo' avere un ruolo decisivo su questi
dubbi. L'ignoranza si combatte con l'apprendimento di strategie e informazioni utili per risolvere i
problemi. Se con nessun altro mezzo e' riuscito a risolvere il suo problema, perche' non
sperimentare anche quello psicoterapico? E' una scelta che si fonda sulle evidenze consolidate che
questo tipo di disturbo puo' beneficiare nella maggior parte dei casi di tale approccio. E' ovvio che
se si sente forzato ad andarci non sarebbe vantaggioso per Lei, ma se inizia a riflettere che questa
potrebbe essere una soluzione possibile, probabilmente aprira' di piu' la sua mente e cerchera' di
vedere il suo problema da piu' punti di vista. Rifletta ancora, si prenda tempo. Cordialmente.


Guido : EJACULAZIONE PRECOCE, COSA FARE?
27 anni
2 luglio 1999
Egregio dottore, ho 27 anni e penso di soffrire di ejaculazione precoce, questo mi capita pero'
solamente nei rapporti vaginali, mentre in quelli orali (non ho mai praticato sesso anale) ho
un'ottima resistenza. Il mio problema pero' si manifesta solo nel primo rapporto, il secondo va
molto meglio. Ho anche notato che la posizione del "missionario" e' la piu' critica, mentre quella in
cui io sono sotto e lei sopra le cose vanno molto meglio. ... cosa mi consiglia, dovrei cercarmi una
nuova partner? O il mio problema si puo' effettivamente risolvere con un rapporto stabile e di
fiducia? La prego mi aiuti! Scusandomi per la lunghissima lettera, la ringrazio anticipatamente per
l'attenzione che vorra' prestarmi.
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L'ejaculazione precoce riconosce essenzialmente un origine psicologica, legata ad un'ansia
prestazionale. Condizioni di disagio ambientale, preoccupazioni, mancanza di tranquillita' durante il
rapporto peggiorano la situazione. L'elemento cognitivo centrale e' rappresentato dalla necessita'
di essere "all'altezza della situazione", al divieto di fallire, all'obbligo di soddisfare adeguatamente la
partner e al modo di viversi la partner. Molti uomini si vivono le donne come troppo esigenti,
temono il loro giudizio in caso di mancato soddisfacimento, etc. La migliore strategia per
l'ejaculazione precoce e' senz'altro quella comportamentale psicosessuale, che si rifa' a Master e
Jhonson, due psicosessuoli americani. Le tecniche utili sono: compressione del glande operata
dalla partner poco prima dell'arrivo dello stimolo dell'ejaculazione, preceduta da una serie di fasi
preliminari nelle quali si allena il paziente a controllare lo stimolo e a non dover necessariamente
puntare alla penetrazione per soddisfare la partner. La posizione "da sotto" del maschio e' utile,
come gia' sperimentata da Lei. Questa evita un ruolo attivo del maschio che arreca l'innesco del
riflesso ejaculatorio. Anche i vissuti emotivi hanno un ruolo importante, compresi i sentimenti verso
la partner, per cui l'ideale e' vivere un rapporto stabile ed emozionalmente ricco. Ricordi: non
necessariamente lei e' un ejaculatore precoce inteso come "malattia". Questo problema puo'
capitare a chiunque in determinate condizioni. Consulti un terapeuta solo se il problema si fa
stabile e disagevole per lei e per la partner. A presto.


carmelin : E' MASTURBAZIONE?
42 anni
13 luglio 1999
grazie, sento tensione ai genitali esterni, al posto del pene metto in
vagina il getto dell'acqua del bide' forte, fino a sentire un fremito, ilseno
in tensione, il cuore batte. Tutto questo stato d'animo crea tensione dopo. E' masturbazione'?
Tirare i genitali esterni con qualcosa e' mastubazione.
Succede nel periodo estivo, il caldo... la fantasia. Carmelin.
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Se le pratiche da lei descritte sono finalizzate al piacere sessuale allora si, si puo' definire
masturbazione. Ma la tensione postuma da cosa e' scatenata? Quali pensieri le passano nella
mente dopo aver raggiunto l'orgasmo? Qual'e' il suo atteggiamento nei riguardi della
masturbazione?
Spesso i tabu' e le convinzioni ereditate dall'educazione e dalla mentalita' della nostra cultura ci
fanno soffrire. Lei soffre per sensi di colpa? A presto.


fabrizia : MANCANZA DI ORGASMO
35 anni
22 luglio 1999
Premetto che in vita mia non ho mai avuto alcun genere di orgasmo,
nonostante abbia avuto piu' partners. Da circa piu' di 1 anno non riesco ad
avere rapporti sessuali con il mio ragazzo, con cui convivo. Non ci sono
problemi sentimentali, poiche' siamo molto legati, ma non riesco ad
avvicinarmi a lui sessualmente, quando mi tocca mi sento come se mi
stessero usando violenza, come se improvvisamente diventasse un estraneo.
Non provo desiderio per nessun altro, anzi, quando mi capita di assistere a
scene sessuali in tv, provo imbarazzo e disprezzo. Il mio cuore lo
vorrebbe, ma il mio corpo non risponde.
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Bisognerebbe affrontare questo problema consultando un terapeuta dal vivo. Tante possono essere
le cause del suo disagio sessuale e tanti i modi di affrontarli. Ha pensato di contattarne uno? Se per
questa sua difficolta' a viversi la sessualita' non ha trovato soluzioni, sarebbe il caso iniziare un
percorso psicoterapeutico per risolverlo, magari anche con un approccio di coppia. In bocca al
lupo!


freddy : EJACULAZIONE PRECOCE, MI CURO, MA COME?
21 anni
22 luglio 1999
Ok, dopo le innumerevoli volte che ho rimandato la soluzione della mia
eiaculazione precoce mi sono convinto a curarmi (se cosi si puo' dire).
Benissimo, ma come fare? A chi rivolgermi? Quanto costa (non ho una LIRA)?
Quanto dura la terapia? Che puo' fare il mio medico di condotta? Come
vincere la timidezza e paura di rivolgermi allo specialista? E nei
confronti di chi mi deve indicare o mandare dallo specialista? Conto sul
suo aiuto perche dalle letture delle risposte che ha gia dato ad altri ho
visto che ha saputo dare una mano a tutti. GRAZIE!!
-----------------------------------------------------------------------------
Le strategie di cura dell'ejaculazione precoce sono essenzialmente due: approccio farmacologico
(economico) e/o psicoterapico cognitivo-comportamentale (dispendioso se svolto nel privato). Se lei
ha problemi economici potrebbe iniziare una terapia farmacologica specifica consultando uno
psichiatra o un neurologo della sua ASL (ambulatorio specialistico pubblico). Alcuni antidepressivi
SSRI in commercio si sono rivelati abbastanza efficaci nel risolvere o nel ridurre il problema,
sfruttando un effetto collaterale (ritardo dell'ejaculazione). Presso il suo Dipartimento di Salute
mentale potrebbe anche intraprendere contemporaneamente (e' consigliabile) una psicoterapia breve
o psicosessuale focalizzata sul problema, che ha il vantaggio di essere poco costosa (max 30.000 di
ticket a seduta) e non troppo lunga. I metodi comportamentali utilizzati per alleviare la disfunzione
prevedono anche la partecipazione attiva della partner (se ne ha una fissa o e' sposato), ma e'
sempre utile seguire un programma terapeutico con supervisione. Il suo medico di famiglia puo':
prenotarla per una vista psichiatrica o neurologica; escludere eventuali cause organiche del disturbo;
prescriverle (se preparato nel campo) un farmaco specifico. Spero di esserle stato utile. In bocca al
lupo!


Giovanni : FIMOSI, E' POSSIBILE LA MASTURBAZIONE? QUALI COMPLICANZE?
17 anni
22 luglio 1999
Caro Dottore, come e' possibile secondo lei che sia arrivato a 17 anni
senza accorgermi di avere la Fimosi? Quali complicazioni potrebbero
esserci se aspetto ancora alcuni mesi per operarmi? E' possibile che la
Fimosi permetta comunque la masturbazione? Grazie, Giovanni.
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La fimosi e' una anomalia congenita del prepuzio (restringimento) che non permette al glande di
'scappellarsi'. Non se ne e' accorto perche' probabilmente: nessun medico l'ha mai visitata, non ha
mai avuto complicanze (infiammazione, dolore, infezioni, difficolta' di penetrazione o di
masturbazione etc.), non sapeva cosa fosse. Se non si opera potrebbe anche non succedere nulla di
grave (se la tiene e basta) soprattutto se la masturbazione e lo scappellamento sono possibili. Infatti
e' possibile e frequente che le fimosi parziali (non complete) permettano una fisiologica funzione
sessuale, da tutti i punti di vista. Consulti un chirurgo per una visita e una valutazione sul da farsi. A
presto.


Max : RAPPORTI ANALI, SONO PERVERSO?
27 anni
23 luglio 1999
La questione che pongo e' semplice. Io adoro i rapporti anali (intendo
penetrare una ragazza analmente), ma ho il timore di essere perverso se mi
piacciono queste pratiche. Le ragazze che ho avuto talvolta hanno accettato
questa mia passione e talvolta no. Accetto di buon grado i no, ma quando
trovo una ragazza che mi accontenta, e sembra gradire, ho il timore di
avere incontrato una persona che ha problemi di carattere vario (come me:
tipo incontro complementare di una perversione) anziche' pensare di avere
accanto una persona che, come me, ama questo tipo di rapporto, che poi e'
anche una deviazione dalla norma. Talvolta mi viene il dubbio che trarre
piacere dalla penetrazione dell'ano della mia compagna, e forse anche la
componente psicologica legata al fatto di entrare in una zona proibita e
sottilmente dolorosa per lei, sia connessa ad una infanzia vissuta
all'insegna dell'imposizione del Dovere. Intendo un rapporto paterno del
tipo: devi fare questo, devi fare quello, perche' altrimenti dimostri di essere una nullita' o comunque
non ti dai abbastanza da fare. Mi rendo conto di avere messo tanta carne al fuoco, ma mi farebbe
piacere una risposta anche
orientativa. Grazie.
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La psicoanalisi sostiene che l'analita' e' legata ad una fissazione nella fase in cui al bambino sono
imposti una serie di doveri (fare la cacca nel vasino, imparare a trattenere le urine, etc.). Non si
meravigli se a lei ricorda l'imposizione del 'dovere' da parte di suo padre. Il piacere della
penetrazione anale puo' essere spiegato cosi': dirigo la mia aggressivita' legata al dovere sull'altro, e
ne traggo piacere. Il concetto di perversione sessuale e' legato alla esclusivita' dei comportamenti
sessuali, cioe' all'utilizzo esclusivo di una pratica sessuale, senza la quale il soggetto non riesce ad
ottenere piacere sessuale (vojerismo, feticismo, onanismo, travestitismo, sadomasochismo, etc.). In
ogni persona sono presenti piu' aspetti di questo tipo, ma nessuno prevale in modo assoluto sugli
altri, in condizioni di normalita'. Se il suo piacere nel praticare rapporti anali non e' esclusivo (e quindi
limitante la vita sessuale), se lo viva senza problemi. A presto.


Ragazza : OMOSESSUALITA' E RICERCA DI UNO PSICOLOGO (secondo messaggio)
21 anni
23 luglio 1999
buongiorno sono la ragazza di (omissis, ndr) a cui a detto di rivolgersi al prof. Canegalli... Per fortuna
ora sto meglio, sara' che ho appena finito di
dare gli esami e cosi' ho piu' tempo per svagarmi distrarmi ...
probabilmente devo solo cercare appunto di non pensare troppo e lasciare
che le cose accadano cercando di accettarmi per quello che sono, in parte
lo faccio gia', il problema forse e' proprio il mio voler capire tutto ad
ogni costo, mentre non e' possibile catalogare tutto e cosi' ... raggiungo
dei livelli di stress veramente molto alti, oltre al fatto che sicuramente
c'e' una componente di senso di colpa, preoccupazione di non deludere, etc
per il fatto di andare da uno psicologo ... l'idea mi era venuta
soprattutto perche' pensavo appunto di poter (e' un po' assurdo forse)
essere "frenata" in questa mia tendenza a spaccare ogni capello in 100
parti etc... ed inoltre per il fatto che mia madre mi fa una forte violenza
psicologica perche' ha forti sospetti sulla mia omosessualita' e mi martella di domande e di frasi del
tipo "tu mi inquieti" .... cosi' dato che non ritengo sia la scelta migliore parlarle, pensavo di poter
sistemare la situazione anche tranquillizzandola coll'andare a consultare uno psicologo ... grazie.
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Sono contento che si sente piu' tranquilla e distesa e che riesce a riflettere su se' stessa con maggiore
consapevolezza. E' importante anche che si e' consapevole che andare dallo psicologo solo per far
contenta un'altra persona e' inutile. Brava! Consulti lo psicologo solo quando ritiene che la sua
sofferenza non puo' essere piu' gestita o risolta. A presto!


francy : EJACULAZIONE PRECOCE, POSSO RISOLVERLA DA SOLO?
21 anni
25 agosto 1999
carissimo dottore, ho deciso di curare la mia disfunzione (ejaculazione
precoce), seguendo i consigli che lei da a tutti coloro che si rivolgono a
lei. Sono convinto che il mio problema sia dovuto ad ansia da prestazione e
dalla paura di essere giudicato. Le volevo chiedere, visto che mi sembra di
aver inquadrato l'origine del problema, se posso agire in primis da solo
senza rivolgermi al sessuologo? Passo che tra l'altro mi pesa tantissimo
fare perche' non so da dove cominciare (accetto consigli). Ho letto nei
suoi messaggi della tecnica stop-start : e'possibile applicarla da solo nella
masturbazione, non avendo ancora tanta confidenza con la mia nuova ragazza?
La prego di darmi sostegno, questo problema mi distrugge e distrugge ogni
mio rapporto d'amore con le mie ragazze (sono stato lasciato per questo
problema!!!).
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Puo' fare 2 cose: o consultare uno psichiatra per intraprendere una terapia farmacologica specifica
(mirata a posticipare il riflesso ejaculatorio) oppure provare ad usare la tecnica dello "stop-start", ma
sempre con l'ausilio della sua partner abituale. Da soli non si hanno troppe chanches, anche perche'la
disfunzione si manifesta durante i rapporti sessuali e non con la masturbazione. Un'altra possibilita'
pratica e' quella di usare la posizione "lui sotto lei sopra": spesso aiuta ad affrontare meglio e a
ridurre l'ejaculazione precoce. Se da solo non riuscira' ad ottenere risultati, l'unica soluzione resta la
psicoterapia sessuologica. In bocca al lupo!
 
 

giuliana : DIFFICOLTA' RELAZIONALI E SESSUALI
30 anni
25 agosto 1999
Sono una giovane donna laureata, in totale confusione mentale. Sono legata
ormai da anni, dai tempi della scuola, alla figura di un'amica che mi
divora letteralmente il cervello. Ho attribuito questa assurda dipendenza
affettiva al fatto di avere una madre molto distratta e soprattutto, nel
corso della sua vita coniugale con mio padre, deceduto da due anni,
totalmente presa da fissazioni contro suo marito, "fisime" che spesso
finivano in liti violente. Non mi sento attratta dal mio stesso sesso, pero'
sono incapace di lasciarmi andare e vivere la mia sessualita' in modo
completo. (Nonostante abbia avuto delle storie, anche lunghe, sono ancora
vergine - poveri uomini!!!). Non riesco piu' a ritrovare il mio carattere
istintivamente allegro, mi sento a pezzi, depressa e angosciata soprattutto
perche' lo "spettro della mia esistenza" ha fatto il grande passo,
spostandosi e andando a vivere proprio di fronte casa mia. Mio malgrado,
sono costretta ad assistere dalla finestra allo svolgersi quotidiano della sua vita perfetta e, non so per
quale motivo incoscio, soffro in modo disumano. Mi ostino, tra l'altro, a trascinare una storia con un
ragazzo che non mi coinvolge, ma che vorrei, ad ogni costo, funzionasse; e questo aumenta il mio
esaurimento nervoso. La prego di darmi un parere in merito e la
ringrazio in anticipo.
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E' difficile interpretare la sua sofferenza da cio' che mi racconta. Ma il modello materno "negativo"
che ha interiorizzato meriterebbe davvero un approfondimento. L'amica del cuore e' cio' che
avremmo voluto da nostra madre? Spesso il mancato modello materno nelle ragazze causa difficolta'
relazionali e sessuali. Le consiglio una psicoterapia interpersonale, che meglio potrebbe aiutarla a
capire e permetterle un cambiamento positivo. Rifletta su questa possibilita'. E...in bocca al lupo!



Roberto : QUANTO MISURA IL PENE NORMALE?
23 anni
25 agosto 1999
Salve Dr. Esposito, le scrivo per avere alcune informazioni sul...pene.
Quanto misura in media un pene in erezione (lunghezza, diametro)? E'
normale averlo di 14 cm di lung. e 3,5 di diam.? Esistono delle dimensioni
minime? Come risolvere il "problema"? Ho letto su internet e su giornali
della possibilita' di "ingrandirlo" attraverso terapie chirurgiche o
ormonali o meccaniche (estensori). Queste terapie danno effettivamente
risultati soddisfacenti? A chi rivolgersi in Italia? Grazie.
Cordiali saluti.
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E' proprio sicuro di avere un pene piccolo? Cosa glielo fa pensare? Quanto pensa dovrebbe
misurare per essere normale? Per il pene le misure sono relative: l'importante e' l'erezione e il suo
mantenimento durante il coito. Infatti la zona erogena principale della femmina e' situata a non pi' di
3-4 cm dall'ostio vaginale, per cui anche un pene di 7-8 cm puo' considerarsi "funzionale" per
procurare il piacere. Cerchi di verificare le sue convinzioni e accetti le sue misure. In gamba!



sibilla : ORGASMO CLITORIDEO, DA COSA DIPENDE?
28 anni
25 agosto 1999
ho un ragazzo che adoro da ben 10 anni, abbiamo un rapporto splendido e
maturo e stiamo finalmente per sposarci. Il problema, anche se non sono
sicura di considerarlo un vero problema, e' che riesco ad arrivare
all'orgasmo solo con stimolazione clitoridea. Cio' non significa che il
rapporto sessuale vero e proprio non mi piaccia, anzi, mi eccito molto, ma
non sono mai riuscita ad arrivare all'orgasmo in quel modo. Da cosa puo'
dipendere? Il mio ragazzo si preoccupa anche piu' di me, ha paura che sia
"colpa sua", e ogni tanto il dubbio viene anche a me, forse non "dura
abbastanza", ma e' l'unico ragazzo che ho avuto (stessa cosa vale per lui) e
non ho paragoni da fare. La ringrazio anticipatamente per qualsiasi aiuto
puo' darmi.
-----------------------------------------------------------------------------
Lei e' semplicemente "clitoridea", nel senso che arriva all'orgasmo prevalentemente attraverso la
stimolazione del clitoride. Non si considera una patologia, ne' deve essere per lei fonte di
preoccupazione. Il partner va istruito sulle manovre che a Lei risultano eccitanti e che la fanno
godere come desidera. Un buon affiatamento della coppia, una buona comunicazione emotiva
durante il rapporto possono dare ad entrambi la massima soddisfazione dal rapporto sessuale.E poi
cosa significa "che non dura abbastanza"? Forse il suo ragazzo e' precoce? Per ejaculazione precoce
s'intende una ejaculazione che sopraggiunge quando non si vuole che arrivi, in genere subito dopo la
penetrazione. Nel dubbio e' utile una consulenza sessuologica per entrambi, affinche possiate
apprendere una serie di strategie per migliorare il vostro rapporto sessuale. In gamba!


Marco : DIFFICOLTA' A RAGGIUNGERE L'ORGASMO, COSA FARE?
25 anni
5 settembre 1999
Buon giorno, dottore, io ho un grosso problema. Infatti difficilmente
durante i rapporti sessuali riesco ad avere l'orgasmo. Io non so piu' che
fare, e noto anche dei cambiamenti nel rapporto con la mia ragazza, che in
un primo momento sembrava che avesse accettato abbastanza bene questa cosa,
ma adesso noto che non e' piu' paziente come prima. Ho paura che avro'
difficolta' ad avere dei figli. Lei cosa ne pensa? Arrivederci e un grazie
anticipato per la risposta.
-----------------------------------------------------------------------------
Se riesce ad avere l'orgasmo con la masturbazione e una soddisfacente erezione, la causa del suo
disturbo non puo' non essere che psicologica. Ovviamente bisognerebbe escludere le altre cause
(organiche, da uso di sostanze, etc.) che possono dare questo disturbo. Utile, come primo
approccio, una completa visita medica, dopodiche' consulenza psicosessuologica. Bisogna poi
distinguere tra la capacita' di avere l'orgasmo e quella di avere figli: l'ipo-orgasmia e l'infertilita' sono
due cose diverse. Consulti un terapeuta (preferibilmente sessuologo) per affrontare questa difficolta':
spesso disturbi d'ansia, preoccupazioni di vario genere e convinzioni irrazionali causano questa
disfunzione. Qualche utilita' puo' venire anche da una terapia di coppia, se vengono individuati
conflitti o difficolta' relazionali. In bocca al lupo!


Marco : DOLORE AL TESTICOLO
18 anni
5 settembre 1999
Gentile Dottore, ogni tanto ho la sensazione che il mio testicolo sinistro
"scenda" un po' rispetto alla posizione normale. Avverto anche uno strano
dolore che penso sia collegato a tale fatto (proprio perche' lo avverto
quando succede). Cosa potrebbe essere? Grazie, Marco.
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E' fisiologico che ul testicolo sinistro sia situato un po' piu' in basso del destro. Se avverte dolore,
invece, bisogna sottoporsi a visita chirurgica, onde escludere patologie varie (varicocele, epididimite,
etc.).
a presto.


Anonimo : FIMOSI, CHI CONSULTARE?
18 anni
12 settembre 1999
Gentile Dottore, da che tipo di specialista devo andare per accertare se
ho la fimosi? Grazie.
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Deve consultare un chirurgo generale. A presto.

Bo: EJACULAZIONE PRECOCE E POSIZIONI DEL COITO
22 anni - 12 settembre 1999
Gentile dottore le scrivo con la speranza di avere chiarimenti
sull'eiaculazione precoce che disturba la mia vita sessuale. Sono una
persona "timida" ed ho difficolta' soprattutto nell'approccio diretto con
le donne... Raramente perdo completamente la testa per una ragazza e riesco
a sconfiggere la timidezza superando ogni difficolta' comunicativa. Fatta
questa essenziale premessa, quelle poche volte che ho un rapporto
interpersonale che non sia di pura "amicizia" che riesco ad approfondire fino
all'intimita' sessuale, insorge il problema dell'eiaculazione precoce. Mi e'
capitato nell'ultimo rapporto di eiaculare ancor prima della penetrazione, e
cio' ha forse peggiorato la situazione. Negli altri casi ho sempre portato a
termine il rapporto in non piu' di 5/8 min. Credo che sia un problema
essenzialmente riconducibile al controllo dell'eccitazione... Ho inoltre notato
che l'e.p. si manifesta con tempi diversi a seconda della posizione in cui si
compie l'atto; e tanto piu' l'addome con le sue fasce muscolari e' sotto sforzo,
tanto "piu' tardi" avviene l'eiaculazione. Assistetti, in merito, ad una
trasmissione nella quale si parlava d'una tecnica detta "del cervo " o simili
che trattava della contrazione forzata del muscolo anale.... ora, nonostante la
conoscenza superficiale di questa tecnica durante l'atto sessuale mi riesce
difficile pensare sia al cervo che alle posizioni di forza e il problema torna
ogni volta. Mi scuso per le mie lungaggini, sperando in una risposta in merito
a tutte le problematiche da me trattate. La ringrazio anticipatamente,
porgendole distinti saluti. BO.
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Il discorso sulle posizioni durante il coito e' relativo: il punto focale e' il
"vissuto" individuale dell'atto sessuale. Con quale stato d'animo ci si vive la
partner? Che aspettative abbiamo della nostra prestazione? Quali convinzioni
abbiamo circa il rapporto sessuale? Fisiologicamente l'e.p. si fonda su uno
scarso controllo del riflesso ejaculatorio e alcune posizioni indubbiamente
possono aiutare il maschio a "durare" di piu' (per esempio maschio sotto e
donna sopra), ma l'approccio piu' completo resta quello psicologico (verifica
dell'esistenza di problematiche ansiose, analisi delle difficolta' relazionali,
etc.). Conviene intraprendere questo percorso prima ancora di utilizzare
"tecniche" piu' o meno utili per ovviare al problema. Attualmente il miglior
approccio e' quello sessuoterapico, ad impronta cognitiva e
comportamentale, previa esclusione di patologie organiche (rare). Ho gia'
piu' volte accennato all'approccio di Master e Johnson e alla tecnica dello
"Stop-Start" che vanno apprese in un contesto terapeutico sessuologico.
Provi ad intraprendere questo percorso. A presto.



gino : CIRCONCISIONE
26 anni
22 settembre 1999
Vorrei sapere se la circoncisione praticata in eta' infantile puo'
provocare disturbi di varia natura.
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Se praticata bene nessuno. In qualche caso si puo' avere una fimosi per
retrazione del prepuzio. Nel dubbio sottoporsi a visita chirurgica o urologica.
A presto.
 
 

Giona : NON MI MASTURBO, E' NORMALE?
34 anni
22 settembre 1999
Gent.mo Dott. ho 34 anni, sposato da circa 8. Negli ultimi anni abbiamo
cercato di avere dei figli, senza risultato. Da qui l'inizio dei controlli
di routine per sapere di una possibile infertilita'. A me viene richiesto da
tutti l'esame del liquido seminale, da raccogliere tramite masturbazione.
Il mio problema e' che non riesco a raggiungere l'eiaculazione con la
masturbazione, non mi provoca nessun piacere! Solo durante un rapporto
completo con la mia partner raggiungo l'orgasmo; questa situazione l'ho
sempre vissuta anche da ragazzo, non mi masturbavo perche' non provavo
niente. Di fatto non mi sono mai preoccupato piu' di tanto, soprattutto da
quando ho avuti rapporti con l'altro sesso. Ora che invece serve, non so
come fare. Mi viene da domandare: e' un problema psicologico? Inoltre:
esistono altri mezzi per la raccolta del liquido seminale? Grazie.
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Un problema psicologico e' tale quando causa sofferenza in chi lo vive. Non
si puo' affermare che lei ha un problema psicologico solo perche' non le piace
masturbarsi. Diverso e' il caso di una persona che fantastica di farlo, ma e'
inibita e pieno di sensi di colpa se lo facesse. Un modo pratico di raccogliere
il liquido seminale e' quello di avere un rapporto con sua moglie al mattino
usando un preservativo, e poi versare lo sperma nel contenitore. Il
preservativo e' sterile, per cui non altererebbe il prelievo. Subito dopo portare
il contenitore in laboratorio. In gamba!